R E C E N S I O N E
Recensione di Lucio Vecchio
“Per molti la noia è il contrario del divertimento, e divertimento è distrazione, dimenticanza. Per me invece, la noia non è il contrario del divertimento; potrei dire, anzi, addirittura, che per certi versi essa assomiglia al divertimento in quanto, appunto, provoca distrazione e dimenticanza, sia pure di un genere molto particolare”. Questi versi tratti dal romanzo La noia di Alberto Moravia descrivono in maniera irreprensibile i sentimenti che provavo mentre gironzolando su internet mi sono imbattuto in Nothing So Abstract di Marcello Sebastiani Hu Trio, potendo affermare che il piacevole incontro mi abbia svoltato la giornata. Nel senso che se la noia per certi versi può assomigliare al divertimento, l’originale è meglio. Il disco uscito per l’etichetta Notami Jazz non è recentissimo, ma probabilmente a suo tempo (febbraio 2023) non l’avevo intercettato. Il Trio con il quale il contrabbassista Marcello Sebastiani ha inciso a Budapest questo lavoro nasce da una collaborazione avvenuta anni fa con il batterista ungherese Balazs Bagyi, che si è consolidata nel tempo fino a sfociare nell’incontro con l’eclettico pianista Karoly Gaspar, anch’egli ungherese.

Nel maggio 2022, dopo alcuni concerti nell’hinterland di Budapest, Sebastiani ha radunato Balazs e Karoly negli Studi della Tom Tom per dar vita a questo progetto. A parte alcuni original realizzati ad hoc considerando il sound della formazione, tra cui appunto la title track Nothing So Abstract, sono stati scelti degli standard jazz che evidenziano un considerevole interplay e una sonorità di insieme del tutto particolare, che viene subito esplicitata nel primo brano dell’album. Question è una composizione caleidoscopica che mette in luce le capacità di tutti i musicisti che si abbandonano a virtuosismi attorno al tema centrale dettato dal pianoforte. L’interplay è forte, sottolineato a tratti dai vocalizzi dei musicisti che paiono divertirsi parecchio. Questo divertimento, come per osmosi, viene prima riversato nel brano, fresco e dinamico, per poi passare all’ascoltatore. Nothing So Abstract sembra scritta apposta per mettere in risalto le capacità interpretative di Sebastiani; questi inizialmente lascia il campo aperto al pianoforte per poi inserirsi con un lungo assolo che caratterizza il brano. Anche qui, come nella prima traccia, si sentono in sottofondo alcuni vocalizzi che impreziosiscono il tutto e ci trasportano in sala di registrazione a fianco dei musicisti impegnati nella performance. Con Four Colors le atmosfere cambiano e si viene di colpo catapultati in un film d’autore, complice il tema che pianoforte e contrabbasso suonano all’unisono prima di separarsi. Credo che la magia di questo brano, scritto dallo stesso Sebastiani, risieda proprio in questo: un continuo gioco di specchi che porta gli strumenti ad allontanarsi per poi ritrovarsi nel bellissimo riff. Il brano che dura più di otto minuti è veramente una perla. Il tema è lì, latente, pronto ad uscire ma viene tenuto imbrigliato dalla bravura dei musicisti che ci tornano liberandolo con un sapiente dosaggio. La batteria spinge e l’armonia è perfetta. Deep Purple è una reinterpretazione per solo contrabbasso del noto brano di successo scritto dal pianista Peter DeRose nel 1933. La composizione divenne così popolare che nel 1938 il paroliere statunitense Mitchell Parish scrisse un testo da aggiungere al pezzo che lo trasformò in un altrettanto celeberrima canzone dalla quale prese il nome la nota rock band britannica. Just With It è il quarto ed ultimo brano scritto da Sebastiani. Si tratta di un gustoso swing in stile Count Basie impreziosito nella parte centrale dalla sezione ritmica che si prende la scena. Anche in questo brano si sentono in lontananza i vocalizzi dei musicisti che si incitano a vicenda. East of the Sun è la reinterpretazione del famoso brano composto da Brooks Bowman nel 1934 – il titolo originale era East of the Sun (and West of the Moon) – e il trio Hu ne fa una versione personale con un intro di pianoforte molto intimo. Nel titolo stampato sulla copertina del disco compare anche la scritta (Dedicated). Non so a chi Sebastiani abbia dedicato questo brano: chiunque sia ne sarà felice, alla luce del bell’arrangiamento e dell’appassionata esecuzione. Con One for B.E. le atmosfere cambiano di nuovo e si fanno più rarefatte. Il brano scritto da Gaspar è apparso per la prima volta nel 2017 come quinta traccia del suo disco intitolato The Outsider. Rispetto alla prima versione in questa interpretazione viene lasciato più spazio al contrabbasso nella parte centrale. Molto romantico ed evocativo il tema; grazie al tocco delicato del trio l’ambient assume dei colori pastello e i pensieri cominciano a correre verso altre stagioni della vita accavallando ricordi ed emozioni. Il disco si chiude con un altro standard molto famoso: Softly, as in a Morning Sunrise. La canzone è tratta dall’operetta del 1928 The New Moon. La musica, riconoscibilissima, è di Sigmund Romberg mentre i testi di Oscar Hammerstein II. Il trio Hu ne propone una versione strumentale con un intro che annuncia il tema eseguita da Sebastiani. A seguire è il pianoforte che mette in evidenza il tema per poi liberare tutti in modo che ogni musicista segua il proprio mood. Molto bello l’interplay che si crea sulle improvvisazioni dove il soggetto torna ad essere suggerito dal pianoforte, ma solo come suggestione. Sebastiani prima e Balàsz poi si prendono la scena prima del gran finale. Pezzo ricco e divertente che si chiude con uno sfumato.
Il trio appare molto collaudato: Marcello Sebastiani è un musicista eclettico che sa spaziare fra i generi, Balazs Bagyi è un batterista dinamico e creativo, capace di improvvisi colori che si fondono perfettamente con la liricità e la fresca inventiva di Karoly Gaspar, un pianista molto considerato anche oltre la sua nazione di origine. Un susseguirsi di impennate tematiche e di colori accattivanti fanno di questa formazione un esempio di come la tradizione afroamericana, ben interiorizzata, si fonda al tentativo di ricerca ritmica e melodica non scevra di contributi individuali derivanti da personalità artistiche ben consolidate. Nothing So Abstract è un disco fresco e piacevole che si lascia ascoltare e riascoltare.
Tracklist:
01. Question (05:06)
02. Nothing so Abstract (07:05)
03. Four Colours (08:18)
04. Deep Purple (04:07)
05. Just with It (05:05)
06. East of the Sun (Dedicated) (07:32)
07. One for B.E. (05:43)
08. Softly as in a Morning Sunrise (07:12)




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