R E C E N S I O N E
Recensione di Aldo Pedron
Danny O’Keefe (20 maggio 1943, Wenatechee, stato di Washington) è uno dei più brillanti interpreti e cantautori d’America. Una carriera di oltre 50 anni che lo vede primeggiare soprattutto come autore ed inoltre come interprete, folk-singer dalla voce unica e straordinaria. Un artista di grande spessore artistico che compone, suona, arrangia e canta in una maniera del tutto personale.
Nel 1966 pubblica un album Introducing Danny O’ Keefe per la Panorama Records e nel 1968 esce un disco Steamed con la sua band Calliope. Ma è con l’omonimo Danny O’ Keefe del 1970 inciso per la Cotillion di Ahmet Artegun che si vede subito la stoffa del bravo autore, contiene infatti quella Good Time Charlie’s Got The Blues che gli porterà fortuna e verrà interpretata in seguito da artisti come Waylon Jennings (1973), Elvis Presley (1974), Conway Twitty (1977), Chris Hillman (1982), Willie Nelson (1984), Jerry Lee Lewis con Leon Russell (1980), Leon Russell (1984), nel 1994 Chet Atkins & Earl Klugs l’hanno proposta in un Chet Atkins TV Special chiamato Read My Licks e lo stesso Dwight Yoakam l’ha incisa nel 1997. Dal 1966 ad oggi ha pubblicato una ventina di album ma la sua discografia resta assai importante e di grande qualità.

Un songwriter che parla un linguaggio tutto suo, assai personale con brani che parlano di momenti e contesti spinosi e taglienti. I suoi primi album alternano momenti pop, jazz, country e folk. Il suo sterminato songbook comprende ballate pianistiche, folk-songs, un pizzico di jazz, pop contemporaneo e country raffinato. Canzoni originali, fuori dal tempo, carismatiche e profonde. Nei suoi dischi appaiono autentici fuoriclasse, strumentisti ed artisti fenomenali: Eddie Hinton alla chitarra nell’album Danny O’ Keefe del 1970, David Bromberg (chitarrista acustica, dobro) e Dr. John al piano in Breezy Stories (1973) e nell’album So Long Harry Truman per fare un esempio ci sono gli Eagles al completo, il violinista Richard Greene, David Grisman (mandolino, steel guitar), Linda Ronstadt (voce) e Pete “Sneeky” Kleinow (pedal steel guitar).
Breezy Stories (Atlantic, 1973), So Long Harry Truman (Atlantic, 1975), American Roulette (Warner Bros. Records, 1977) e The Global Blues (Warner Bros. Records, 1979) sono indubbiamente i suoi 4 dischi imprescindibili, imperdibili.
Sicuramente vive di royalties dato che è autore di brani meravigliosi interpretati da numerosissimi artisti in ambito pop, rock, country e non solo. Lui spesso scrive canzoni per gli altri cercando di interpretare i demoni o le muse altrui. Quando invece scrive per sé stesso, lo fa in modo provocatorio, ironico e il risultato solitamente sono di una grande eleganza e varietà stilistica. La sua Covered Wagon è stata incisa da The Cowsills nel 1971, Magdalena da Donny Hathaway nel 1973 e da Leo Sayer nel 1976, Angel Spread Your Wings con Judy Collins (1975), Quits incisa da Gary Stewart nel 1976, I’m Sober Now appare nell’album The Man Who Hated Mornings di Michael Chapman (1977), You Look Just Like A Girl Again nel 1978 da Mark-Almond (una canzone d’amore che farà epoca), John Denver ha invece interpretato la sua Along The Ride (’56 T- Bird) nel 1986 e Jimmy Buffett ha cantato la sua Souvenirs nel 1993 ma l’elenco è ancora più lungo. Danny O’Keefe ha scritto con Bob Dylan Well Well Well e lo stesso brano è stato inciso da Ben Harper And The Blind Boys Of Alabama nel loro album gospel There Will Be A Light (2004).
Per tornare a Danny O’Keefe ricordiamo la sua mitica e splendida The Road, resa celebre da Jackson Browne in Running On Empty (1977) e poi tradotta in italiano (con testo scritto da Lucio Dalla anche se non rispecchia l’originale) e cantata da Ron (Rosalino Cellamare) e diventata Una città per cantare (1980).
Gli ultimi lavori di Danny O’ Keefe includono Looking Glass- The Dreamers (2020) sulle tematiche dei nativi americani e Circular Turns nel 2023. Canzoni irriverenti, coraggiose, intelligenti, uniche e da eterno sognatore. Un artista e musicista per tutti coloro che apprezzano ed amano soprattutto la musica americana d’autore e che fa riferimento alle radici country e folk. Atmosfere soffici, ballate elettro-acustiche ed evocative nonché brani orchestrali di grande respiro. Per certi versi talvolta sembra di sentire Van Dyke Parks o Tom Waits.
Esce ora One For The Road per l’italiana New Shot Records di Renato Bottani e Marco Melzi. Uno spettacolo unico, intimo organizzato dal compianto Carlo Carlini (RIP) per voce chitarra e armonica catturato alla Sala Consiliare di Sesto Calende (Va) il 22 novembre 1992 con il sottoscritto presente. 17 brani a celebrare il suo immenso e spettacolare repertorio. Si parte con Catfish da Breezy Stories così la stessa Magdalena dal medesimo album. You Look Just Like A Girl Again, All My Friends e In Northern California (Where The Palm Tree Meets The Pine) formano il trittico che è apparso nello splendido LP American Roulette del 1977. Along The Ride è invece in Redux (1989) e Protection sia in The Day To Day (1984) che in Redux (1989).
Il concerto del 1992 vede certamente diversi brani inediti fino ad allora, Wild Swan la si può scovare ora in Looking Glass & The Dreamers (2020) così come la finale Let’s Go Fishing, Frank viene riproposta nel suo ultimo Circular Turns del 2023. Non mancano certamente The Road e Good Time Charlie’s Got The Blues, due piccoli gioielli qui nella loro versione più consona e sacrosanta per chitarra e voce.
Serata emozionante per un cantautore di gran classe ed eleganza.

Tracklist:
- Catfish
- Along For The Ride
- Magdalena
- The Road
- You Look Just Like A Girl Again
- Hard Words
- Pieces Of The Rain
- Stepping Out Tonight
- Protection
- Fire Crackers
- In Northern California
- Only An Ocean Away
- Good Time Charlie’s Got The Blues
- Wild Swan
- That’s All For Now
- All My Friends Let’s Go Fishin’, Frank


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