R E C E N S I O N E


Recensione di Nadia Cornetti

Le scimmiette nella testa: non me ne vorrà Asia Martina Morabito – alias Sleap-e – se, una volta ripresami dal primo ascolto del suo nuovo folle lavoro, mi è rimasta una sorta di leggerezza descrivibile con questa immagine.
Ma andiamo con ordine. Nella musicalmente e culturalmente florida Bologna sorge, nel 2018, il progetto Sleap-e (nome nato – come spiega Asia – dalla fusione di “sleep” e “leap”, ovvero “dormire” e “saltare”, due verbi diametralmente opposti tra loro, una tensione lunatica che rappresenta perfettamente l’anima del progetto).
Dopo due EP prodotti dalla band italo-americana Baseball Gregg, la virata di sound e un nuovo album nel 2022, esce oggi 22 marzo il nuovo disco 8106 per Bronson Recordings, registrato al Bronson Club di Ravenna con Andrea Cola e Bruno Dorella (Bachi Da Pietra, OvO, Ronin).

L’album è una scatola nella quale Asia ha custodito tanti pezzetti colorati del suo variegato mondo: i problemi dei suoi primi vent’anni, il fermo desiderio di inseguire i propri sogni, i mondi reali (Bologna) e immaginari che costituiscono un rifugio sicuro e accogliente, anche se non sempre tranquillo. Gli ascolti di Sleap-e sono da ricercare in nomi come i Fall (definiti come “la band più prolifica del movimento post-punk britannico”) o Daniel Johnston, ”fresco ma drammatico musicista folle” (per cui anche i Sonic Youth, Kurt Cobain e David Bowie hanno dimostrato interesse e apprezzamento). Artisti non banali, insomma. Per sintetizzare la musica di Sleap-e, si tratta di bedroom-pop (letteralmente il pop da cameretta, qualcuno ne ha parlato come “la new wave dei nativi digitali”) e egg-punk (o Devocore – dal nome del gruppo che maggiormente lo identifica – sottogenere di punk nato nel 2010, e che è un emblema della “fusione tra la rabbia dell’adolescente felice e la follia felice del clochard per scelta”). L’attitudine di Sleap-e (benché a impronta decisamente più internazionale, a partire ovviamente dal cantato inglese) è un po’ la stessa dell’Officina della Camomilla.

Leave My Bum Alone è stato il primo singolo di presentazione di 8106: è un’ode al divertissement ma che nasconde, tra le righe della spensieratezza, la preghiera più fondamentale che possa esserci: lasciami essere felice. Riprende il mantra di Sleap-e ovvero il rifiuto di conformarsi visto come fonte di gioia e metodo per avvicinarsi a se stessi. La canzone è molto orecchiabile, piena di acuti che non ostentano, ma che volano in alto semplicemente per il gusto di farlo. Né gli strumenti né la voce sono ripuliti, e anche questo è un segno della spontaneità punk di Sleap-e: non lo faccio perché non mi interessa farlo (come Asia canta in Wolf a ripetizione: “I don’t mind, I don’t mind, I don’t mind/ I don’t care, I don’t care, I don’t care”). Nonostante le sue influenze, il progetto ha fermamente deciso di non scimmiottare generi e stili dei suoi idoli, ma – in linea con il suo intento anticonformista – ha deciso piuttosto di lasciarsi guidare nella musica – ma, ci scommetto, anche nella vita – dalla libertà e dall’autenticità, senza schemi o barriere. Il risultato è un suono freschissimo, dai suoni acidi, gioiosi, grezzi e graffianti, che si potrebbe arrangiare, magari – direbbero certamente alcuni musicofili – ma di cui io, personalmente, non cambierei una virgola. A partire da Solo Punk, la prima traccia che, penso appena parte, potrebbe essere benissimo il sottofondo che c’è nella testolina del mio cane quando, spensierati, usciamo in una passeggiata soleggiata: un motivetto acuto, allegro, un cantato che pare quasi fischiettante e che spara via automaticamente le preoccupazioni. E poi Poetry, una country-punk anti-folk song dal ritmo molto cadenzato che, forse senza volerlo, mi pare rievocare la sonorità delle ‘Canzoni contro la natura‘ di marchio Zen Circus. Sad is Ugly, bel brano grezzo, che potrebbe essere nato sotto la doccia, certamente, e inciso da lì.
No Joke è l’orecchiabilissimo secondo singolo, energico, frizzante e carico di mindfullness, che consiglio a chiunque si senta stretto in una situazione che non gli appartiene; è costellato da urla di gioia e liberazione a dire “non scherziamo, basta sprecare tempo in quello che non mi va di fare, solo perché qualcuno si aspetta che io lo faccia”. E ancora, la lenta Dyin of Cold e l’ovattata Go Alone, dal suono così poco nostrano da poter essere benissimo ritrovate come soundtrack in un film di nicchia oltralpe; e infine la delicatissima 8106, che dona il titolo al disco, riporta la pace e la tranquillità dopo un’agitato viaggio sulle montagne russe vocali della bravissima Asia.

Insomma, ho scoperto un bellissimo mondo con Sleap-e, un sentiero sterrato che si snoda dalla strada secondaria che giunge direttamente dalla superstrada del Punk. E conduce a un villaggio colorato, arrabbiato e felice nel contempo, dove colori, suoni e abitanti si muovono e si miscelano di continuo; ma soprattutto a un mondo senza ipocrisia, senza schematizzazioni e sovrastrutture costruite per la monetizzazione. Semplicemente un progetto che fa quello che desidera davvero, mettendoci passione, e a cui auguro di arrivare a tante orecchie e tante teste, e cambiarne un po’ la visione del mondo. Prendiamone spunto.

Tracklis:
01. Solo Punk
02. Leave My Bum Alone
03. Wolf
04. Poetry
05. Sad Is Ugly
06. J.i.t.f.o.d.
07. No Joke
08. Dyin Of Cold
09. Go Alone
10. English Countryside  
11. 8106


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