I N T E R V I S T A
Articolo di Haron Dini
Enna Düsseldorf è un duo di Ravenna composto da Jenny Burnazzi e Andrea Carella, fondatori della band Rigolò e del trio Comaneci. La loro musica combina i suoni della chitarra e del violoncello elettrico con il sassofono e le voci, tra melodia, rumori e field recordings. Abbiamo incontrato il duo per una chiacchierata al Dopo Festival di Kilowatt Festival di Sansepolcro (AR), all’interno della rassegna musicale organizzata da Effetto K.

Ciao ragazzi, benvenuti su Off Topic Magazine. Come state? E com’è andato il viaggio da Ravenna fino a qui?
Stiamo bene, ci siamo divertiti, la tensione è scesa e c’era addirittura un bel suono. Per quanto riguarda il viaggio invece abbiamo sbagliato strada (ride ndr) siamo usciti a San Carlo perché avevamo voglia di patatine ma non ce le avevano (ride ndr).
Quando nasce e come nasce il progetto Enna Düsseldorf?
Jenny: Questo progetto in realtà nasce quattro anni fa e inizialmente era un progetto solista. Era un progetto alla quale suonavo da sola, ed era composto da violoncello e loop Station, e parallelamente Andrea aveva costruito un altro progetto sempre da solista, di solo sax, effetti e chitarra. Il caso ha voluto che ci chiamassero sempre insieme a suonare, e suonavo prima io e poi lui o viceversa. Di conseguenza abbiamo deciso di unire le due cose.
Andrea: L’esperienza con i Comaneci ci ha portato fino a qui e al tempo era un periodo pre-social. Era il 2009 se non sbaglio, e il social non era così impattante nella musica e l’arte in generale poteva farne a meno. Infatti come hai potuto sentire a fine concerto abbiamo detto al pubblico che non avevamo né merchandise né social. Anche perché in parte stiamo ancora definendo questo progetto nonostante l’impronta ci sia. Già abbiamo un’altra band che si chiama Rigolò e dobbiamo gestire quella pagina social network, e poi i vari profili personali. Non se ne esce più.
Non a caso sembra che la musica negli ultimi anni si stia più veicolando sui social che nella vita.
Jenny: Esatto e ne siamo molto consapevoli però è una scelta che è anche legata alla nostra maturità perché vogliamo vivere questo progetto il più coerentemente possibile.

Mi ha colpito molto a fine concerto quando avete spiegato il nome del progetto, un viaggio da Enna a Düsseldorf. Le due destinazioni sono parallelamente opposte sia di suoni che di cultura. Ecco: che cosa troviamo in queste due mete, ma soprattutto, in questo viaggio?
Jenny: Ci sono tante cose e queste due città che sono molto lontane ma che giustamente hai detto non hanno nulla in comune. Ci sono culture molto diverse, colori, calori e atmosfere diverse. Avevamo una data a Enna e dopo due giorni una a Düsseldorf ed è stata una tournée rocambolesca perché sono successe tante cose: nel mentre stavamo andando a Düsseldorf ho avuto la triste notizia della morte di mia nonna che abitava nelle montagne e si chiamava Emma. È stato un viaggio di esperienze intense e molto forti ed è sembrato di vivere un anno intero nonostante siano state poche ore.
Andrea: Musicalmente parlando invece, la scaletta che hai sentito oggi un po’ ripercorre a livello di umore quello che può essere la differenza di latitudine perché si parte con un po’ di calore e lentamente questo suono si raffredda e diventa molto più nordica la situazione. In più anche i nostri cantati sono simbolici, scegliamo delle parole o delle piccole frasi che incastoniamo dentro come dei piccoli diamanti, un pó alla Sigur Rós. Inizia il tutto con un cantato in italiano per poi finire con un cantato in tedesco.
Ho apprezzato molto durante la performance la scelta di inserire strumenti inusuali o elementi un po’ più rock in questa musica classica con un occhio all’avanguardia. Anche queste commistioni Come sono nate?
Jenny: Io ho un’estrazione di musica classica visto che vengo da un conservatorio però con il passare del tempo c’è stata un’evoluzione anche dei miei ascolti, mentre Andrea è un completo autodidatta.
Andrea: Il rapporto con l’essere autodidatta mi piace perché ho la completa libertà di scoprire da solo le tecniche dello strumento e ne posso anche usufruire a mio consumo e vantaggio. Non vuol dire essere anticonformisti ma è semplicemente una mia libertà. Quindi noi siamo due entità completamente diverse ma che si sono incontrate.
Come ultima domanda: so che ci saranno delle registrazioni in futuro, quindi cosa ci possiamo aspettare dagli Enna Düsseldorf?
Jenny: Sì adesso stiamo lavorando per registrare qualcosa ma allo stesso tempo stiamo anche lavorando ad un podcast (The Outsider Podcast). Quando abbiamo iniziato a registrare questo podcast abbiamo messo le musiche dei Rigoló ma quando siamo andati a creare nell’effettivo le musiche abbiamo inserito le musiche degli Enna Düsseldorf, in qualche modo queste sono le prime registrazioni.
Andrea: Ma parlando del futuro ci piacerebbe lavorare anche nei videoclip e per Kilowatt Festival abbiamo realizzato due o tre video che ci hanno richiesto. A chi interessa questo podcast parla di scrittori e filosofi che sono morti male (ride ndr). Alcuni hanno raggiunto l’apice e altri invece non sono riusciti a raggiungerlo e sono deceduti prima.
Grazie ragazzi per questa bella chiacchierata e per averci dedicato un po’ di tempo qui su Off Topic.
Grazie a te e a Off Topic! A presto!
Photo © Elisa Nocentini






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