R E C E N S I O N E
Recensione di Aldo Pedron
Un nuovo album a tiratura limitata su CD (digipak) e in vinile doppio LP, ecco la nuova pubblicazione ufficiale di Van Morrison, pescata nei suoi archivi e data alle stampe per la sua etichetta discografica, la Orangefield Records il 12 luglio 2024.
Il disco testimonia un evento speciale, ovvero il gradito ritorno del cantautore e genio irlandese nell’agosto del 2014 (giusto dieci anni fa) sul palco della scuola media di Orangefield a Belfast, nell’Irlanda del Nord (aperta nel 1957), dapprima solo per maschi poi con l’aggiunta delle studentesse, in cui nel Natale del 1959 Van “The Man” tenne il suo primo concerto in assoluto come membro di un gruppo skiffle composto da studenti. Con Van Morrison (chitarra e voce) c’erano allora John McCullogh (tea-chest bass, un bidofono o sorta di arpa da terra che si usa con una corda di pelle d’animale tirata…), Cyryl Downey (chitarra), Bill Ruth (chitarra) e Walter Blakely al washboard.

I tre concerti tenuti 55 anni dopo, il 22, 23 e 24 agosto 2014, per salutare la chiusura dell’istituto (chiuso definitivamente a fine giugno per mancanza di un numero considerevole di studenti), demolito tre anni dopo e che ha visto per 60 anni una scuola in cui migliaia di studenti hanno ricevuto una educazione formativa eccellente provenienti dalla Belfast dell’est e da altre zone, lo vedono protagonista di una Set List consolidata in cui spiccano numerosi classici del passato.
Van Morrison ricorda, quando era studente a Orangefield, «guardavo fuori dalla finestra della mia classe e sognavo».
Un repertorio che dà un vivido accesso al passato, in quanto Van possiede decine e decine di canzoni senza tempo e dove la sua inconfondibile voce euforica, nonché di grande intensità e romanticismo, si sposa perfettamente con le sue melodie irriducibili e una enormità artistica.
Notoriamente scontroso, iracondo, a volte volgare, aggressivo e ombroso fino a far saltare un concerto, ridurlo, per un nulla, ad una parvenza o sfiorare la rissa in un backstage. Quell’irascibile e dolcissimo poeta venuto da Belfast pavoneggia con nonchalance soul music, swing, jazz, country e skiffle come nessun altro sa fare per gusto, qualità, bravura e classe immensa.
Il suo è un coloratissimo caleidoscopio di arrangiamenti e sonorità oltre ad un pugno di canzoni (oltre un centinaio) che resteranno scolpite per sempre.
Nei concerti del 2014 e in questa testimonianza live sono con Van Morrison (voce, sax contralto, chitarra elettrica, chitarra acustica, armonica, pianoforte), Paul Moran (piano, organo, tromba), Dave Keary (chitarra elettrica e chitarra acustica), Paul Moore (basso), Bobby Ruggiero (batteria), Alistair White (euphonium, trombone), Chris White (sax tenore, sax baritono, clarinetto, flauto), Dana Masters (cori) e Jolene O ‘Hara (cori).
Si apre con Celtic Excavation in medley con la fluttuante Into The Mystic, uno dei momenti più toccanti ed incisivi.
Vecchi ricordi irlandesi (On Hyndford Street) e classici come Cleaning Windows, il piccolo capolavoro di Moondance, lo sguardo poetico di 7 minuti di Ballerina(dal suo secondo ellepì solista e capolavoro Astral Weeks del 1968) e In The Garden (gli ultimi tre a chiudere i concerti) e brani relativamente più recenti come Precious Time, Enlightenment (dal suo omonimo 20° album in studio dell’ottobre 1990), Too Many Myths, la programmatica esternazione di Got To Go Backe, una delle mie preferite in assoluto, Real Real Gone (sempre da Enlightenment del 1990) a cui viene poi aggiunto il tributo a Sam Cooke con You Send Me.
Dall’album Avalon Sunset (1989) Van riprende una canzone intitolata proprio Orangefield.
Van Morrison è spettacolare, sontuoso, sempre in bilico tra jazz, musica folk e pop, soul, swing e rhythm & blues con testi spesso autoreferenziali.
Tracklist:
- Celtic Excavation / Into The Mystic
- Cleaning Windows
- Orangefield
- Moondance
- Precious Time
- That’s Life
- Too Many Myths
- Got To Go Back
- Real Real Gone / You Send Me
- Rough God Goes Riding
- Enlightenment
- Sometimes We Cry
- Northern Muse (Solid Ground)
- On Hyndford Street
- Ballerina
- In The Garden






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