R E C E N S I O N E
Recensione di Andrea Notarangelo
Il quintetto marchigiano degli Early Ettringite Formation, torna con il nuovo What eef?, dopo il debutto sulla lunga distanza Horror Vacui del 2020. La band, rispetto al passato, presenta una novità non di poco conto con l’ingresso di Edoardo Gili come nuovo frontman. A volte non si tiene in considerazione quanto un frontman possa influenzare e modificare la storia di una band, ma in questo caso, rispetto al passato questo innesto è avvenuto naturalmente e senza fornire grandi scossoni. La voce soul, infatti, ben si amalgama e diventa un completamento della proposta funk fusion. Questa è l’unica differenza con il passato, per il resto, la locomotiva Early Ettringite Formation percorre binari crossover senza soste e macinando chilometri attraverso jam ricche di invenzioni sonore.

Il nuovo dischetto che gira ora nel mio stereo è caratterizzato quindi da sfumature necessarie e da una nuova nota di colore che arricchisce il quadro senza appesantirlo. L’introduzione è lasciata a Rising Up, la quale mi ha tradito con il suo incipit tendente al prog. È bastato però qualche secondo di riassetto per capire come la proposta sia invece molto più accessibile del previsto. Ci troviamo al cospetto di musicisti indubbiamente capaci che mettono però l’esperienza al servizio della melodia e della soluzione ad effetto. A conferma di quanto detto prendiamo ad esempio Downtown, il pezzo successivo, nel quale un basso in aria funk ci riporta indietro fino agli anni ’90 attraverso un’atmosfera avvolgente tratta da quella What I Am che aprì la strada verso il successo agli Edie Brickell & New Bohemians in quel lontano 1988. A differenza della band della Brickell, qui però la componente folk è totalmente assente. That’s My Girl cambia ancora scenario e ci conduce direttamente a una versione nostrana dei primi Incubus con Gini che per l’occasione si trasforma in Brandon Boyd. Il pezzo crossover è pieno di groove e di fiati che si rincorrono alla ricerca dell’intreccio perfetto.
È indubbio il fatto che ci troviamo di fronte ad una proposta variegata e che cresce con gli ascolti. Se Downtown era una traccia spensierata ecco qui un cambio deciso di atmosfera con Something For You e i suoi suoni malinconici. La corsa però è solo all’inizio, data la passione messa in campo da Lack Of Reason, traccia profonda imperniata su strumenti che dialogano alla perfezione fino a quando una chitarra singola non interviene per ripristinare la trama e farsi trascinare da una voce carica di passione fino alle note conclusive. Lo avete capito, questo è un disco che riserva sorprese, uno di quegli album difficili da suonare ma che risultano immediati all’ascolto. D’altronde la semplicità che la band ha destinato alla sua proposta, non l’ha utilizzata per la propria ragione sociale. L’abbreviazione EEF, che semplifica un nome complesso, è l’acronimo inglese di Ettringite Primaria, un composto che conferisce al cemento la sua compattezza e il carattere lapideo. Trovo comunque che questa sia una descrizione azzeccata dei cinque elementi afferenti al gruppo, i quali provengono da estrazioni diverse, ma sanno creare una miscela unica e solida come, per l’appunto, il cemento. Le basi quindi ci sono e lo si evince nella conclusione del disco destinata a Faded Memory, il singolo estratto che presenta una trama sinistra. Il brano si sviluppa attraverso un ritmo funk blues che trasporta l’ascoltatore con la mente in un futuro distopico, nel quale tutto è incerto. In questa sensazione ci lasciamo trasportare da linee ritmiche neuronali dove la voce volutamente affannata si fa strada attraverso vocalizzi che donano al pezzo un effetto montagne russe.
What eef? credo sia il disco di assestamento per una band tellurica che ha appena iniziato il suo percorso e per il quale non possiamo che augurare “Buon viaggio”.
Tracklist:
01. Rising up
02. Faded Memory
03. Downtown
04. That’s my girl
05. Something for you
06. Lack of Reason
07. Reloaded Mind
08. What I should say
09. In vino veritas
10. Nothing Compared




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