R E C E N S I O N E
Recensione di Sabrina Tolve
Cupio Invenire, l’ultimo album di Mario De Francesco, pubblicato il 18 ottobre 2024, è un viaggio intimo e riflessivo tra musica e letteratura. De Francesco, bassista e voce, ha creato un’opera ispirata dai libri che più lo hanno influenzato, unendo l’amore per la lettura alla sua passione per la musica. Il titolo stesso, che significa “voglio scoprire”, incarna il desiderio profondo dell’artista di esplorare, imparare e assorbire attraverso le storie di altri.
Musicalmente, l’album richiama atmosfere familiari ma non invasive, con arrangiamenti che lasciano spazio ai testi per emergere con tutta la loro forza. Le melodie sostengono i temi complessi che attraversano i brani: dall’introspezione esistenziale ai grandi interrogativi morali. De Francesco prende ispirazione da autori classici e contemporanei, da Dostoevskij a Palahniuk, fino a Serena Dandini e Paolo Maurensig, dando vita a un album che è al tempo stesso un omaggio letterario e una profonda riflessione sull’animo umano.

Il brano d’apertura, Rodja, trae ispirazione da Delitto e castigo di Dostoevskij. Qui, la lotta interiore di Raskolnikov si riflette in un testo che esplora la morale e il senso di colpa, accompagnato da arrangiamenti orchestrali che accentuano la tensione. L’uso del violoncello e del violino, insieme alla voce intensa di De Francesco, creano un’atmosfera cupa e riflessiva, richiamando il tormento del protagonista. Segue Fight Club con un approccio più energico e aggressivo, rispecchiando perfettamente il caos e la ricerca di identità che caratterizzano il romanzo di Chuck Palahniuk. Chitarre distorte e ritmi incalzanti accompagnano testi che sfidano le norme sociali, facendo emergere un desiderio di ribellione e autodeterminazione. In Sul Filo, ispirato all’acrobata Philippe Petit, De Francesco esplora il tema dell’equilibrio precario tra l’arte e l’apatia. La traccia, con i suoi arrangiamenti minimalisti e delicati, riesce a catturare la fragilità di un cammino incerto, dove ogni passo è una sfida che non consente di tornare indietro; c’è una vena spirituale in brani come Frequenze, che si basa sulle teorie di reincarnazione di Brian Weiss. La canzone mescola strumenti classici e moderni, creando un’alchimia musicale che riflette il tema del viaggio eterno attraverso vite e tempi, mentre con Acqua ai Fiori, Mario De Francesco si avventura in un terreno più intimo e sentimentale, ispirandosi al romanzo di Valérie Perrin. Il sax aggiunge una nota malinconica, mentre il testo si sofferma sul ricordo, sul dolore e sulla cura per i defunti, temi centrali del libro. Una delle tracce più potenti dell’album è Lee Miller, dedicata alla famosa fotografa e musa dell’avanguardia. Il sound deciso e fermo racconta la storia di una donna straordinaria. In Dissipatio H.G., ispirato al romanzo di Guido Morselli, De Francesco esplora la solitudine esistenziale con un’atmosfera rarefatta e introspettiva mentre in La Variante di Lüneburg si distingue per il suo ritmo serrato e il riferimento al gioco degli scacchi come metafora della vita. Il tono si fa più intimo in Raoul, una ballata malinconica che racconta l’esilio, l’amore perduto e il dolore, ispirata dal romanzo La Signorina Crovato. Il clarinetto e la voce creano un’atmosfera dolce e nostalgica, che riecheggia la profondità emotiva del protagonista. Il disco si chiude con Galline, una traccia ironica che affronta con leggerezza la vanità e le contraddizioni della società contemporanea, ispirandosi a osservazioni quotidiane e social media. Il brano, sebbene più ritmato, lascia l’ascoltatore con una nota di riflessione amara.
Cupio Invenire è un album che affonda le sue radici nella tradizione letteraria, ma che riesce a tradurre in musica emozioni e pensieri complessi. È un lavoro che richiede attenzione, ma che ripaga con una profondità emozionale rara nella musica pop contemporanea.
Tracklist:
01. Rodja
02. Fight Club
03. Sul Filo
04. Frequenze
05. Acqua ai Fiori
06. Lee Miller
07. Dissipatio
08. La Variante di Lüneburg
09. Raoul
10. Galline





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