R E C E N S I O N E
Articolo di Cinzia D’Agostino
In uscita l’otto novembre il nuovo album Disarmo dei Corimè, i due fratelli Maurizio e Roberto Giannone, siciliani ma adottati da quell’oasi di ispirazione che è il lago di Garda. Il disco è da loro stessi prodotto assieme a Gabriele Ponticello, come i precedenti Zagara e La Scelta.
Per chi non li conoscesse, il progetto Corimé inizia nel 2006 dopo un lungo viaggio in Europa dal quale assorbono contaminazioni culturali differenti. Forse è proprio questa loro apertura che li porta da subito stilisticamente ad abbracciare e mescolare più generi, passando dal cantautorato e pop fino a consolidarsi in atmosfere più folk ed etniche. La loro formazione è prettamente basata su copiose esibizioni dal vivo, accompagnate spesso da musicisti di altissimo livello che hanno anche collaborato in alcuni brani di questo disco, come ad esempio il violinista Stefano Zeni, di formazione classica e jazz e la violoncellista Daniela Savoldi che ha suonato con Muse, Le Luci della Centrale Elettrica e Gianni Maroccolo, tanto per citarne alcuni.

La loro straordinaria attitudine all’esibizione dal vivo, anche in contesti non sempre legati direttamente alla loro produzione musicale, ma inseriti in progetti aperti dove hanno interpretato e riarrangiato magistralmente le canzoni dei più grandi cantautori italiani, ha conferito ai Corimè una certa disinvoltura scenica oltre ad una sbalorditiva preparazione polistrumentista che li vede passare agilmente da basso, batteria, percussioni, chitarre, pianoforte, hammond, mandolino, senza ignorare le loro splendide voci che vanno a completare quell’indissolubile magia che sanno creare sul palco.
Ma non è solo la loro preparazione che fa la differenza. Quando ho conosciuto i Corimè, poco più di una decina di anni fa, sono rimasta colpita dalla loro limpidezza, da come facciano parlare gli strumenti, da come le loro voci ed i loro suoni ti avvolgano, riuscendo a condurti in un intenso viaggio sensoriale.
Quest’ultimo loro lavoro, sempre in nome della genuinità e libertà che li contraddistingue, ha avuto una lunga gestazione, fermo restando che, per dei musicisti così liberi, sia molto faticoso far uscire un disco, soprattutto in questo momento storico e gli assurdi meccanismi che lo caratterizzano.
Il disco è una vera e propria narrazione e, anche se oggi fa figo dire concept album, io preferisco descriverlo come un viaggio mentale, dove vengono proiettati racconti concatenati tra loro da un sottile filo conduttore. In questo caso il Disarmo che, oltre ad un auspicio di pace, è prevalentemente inteso nel senso buddista, ovvero interiore, capace di creare un’armonia con tutte le cose e generare energie positive, di comprensione, convivenza, indulgenza, inclusione. “Perdendo egoismo guadagno empatia” recita il brano Noi e Non Io.
Prima di Tutto, ben incarna questo concetto di universo interiore “Prima che esista ogni cosa, esiste un canto di vita e non è semplice sentirlo ma è sempre dentro di noi“. Il brano è una splendida perla del disco dove percepisco stilisticamente influenze di un altro grande gruppo gardesano. La musica dei Corimè ha infatti accolto il pianoforte di Michela Manfroi (Scisma) e la magnetica voce di Paolo Benvegnù, entrambi parte attiva di questo brano dove hanno collaborato nella scrittura e composizione. Un altro membro degli Scisma, Giorgia Poli, ci delizia invece col suo basso in Disarmato.
Un altro brano potentissimo è Hai Perso, registrato live presso la cappella dell’ex Cotonificio di Roé Volciano (BS), dove il ritmo incessante delle percussioni scandisce le parole amare pronunciate da una coscienza che ci parla allo specchio. Intanto, la narrazione scorre e ci mostra anche le atrocità della guerra e di come oggi la storia sia trasmessa in tempo reale grazie alla tecnologia, questa stessa cronaca di guerra che vediamo in tv e che restiamo semplicemente a guardare (I quattro colori della mia città).
Alcuni brani erano già noti a chi li segue dal vivo, come la canzone che apre il disco Semu Ci Semu ed Amu la Terra Mia che invece lo chiude. Entrambe in siciliano ed entrambe molto incisive e penetranti, quasi il dialetto desse una maggiore forza al messaggio da trasmettere per la musicalità stessa che lo caratterizza, dove la non conoscenza della lingua non costituisce barriera. Il dialetto è ricorrente anche in altri brani, come I Curpi chi Unn’Annu e Proverbi, ma fa capolino qua e là in buona parte dei brani, come in Quando Si Tratta di Te, quasi a sottolineare una certa coralità e a dare maggiore enfasi al messaggio.
È proprio nelle canzoni in siciliano che i Giannone danno la loro massima espressione ed energia, riuscendo a coinvolgerti in un ritmo quasi ancestrale e primitivo. Ma forse è proprio questo ciò che serve a ricongiungerci a questo universo interiore chiamato Disarmo.
Tracklist:
01. Respiro
02. Semu Ci Semu
03. Noi E Non Io
04. Prima Di Tutto
05. Hai Perso
06. I Quattro Colori Della Mia Città
07. Blu
08. Disarmato
09. I Curpi Chi Unn’Hannu
10. Quando Si Tratta Di Te
11. Proverbi
12. Una Linea
13. Ci Sei Ancora Tu
14. Scirocco
15. Amu La Terra Mia




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