R E C E N S I O N E
Recensione di Alessandro Tacconi
Di queste terre rosse e cime spuntate
Dai mari vasti del nostro sguardo
Di quanti pianeti in mostra vedi l’oscuro volto
Quante traiettorie sbilenche
Tengono in piedi quel “In principio fu…”
(J.T. Alexander, All’alba e alla sera dei tempi)
Avevamo lasciato qualche tempo fa Luca Crispino e il suo pregevolissimo album Famiglio (qui il nostro resoconto), ispirati dalla bella immagine della copertina in cui si contemplava il cielo notturno e i mille nuovi astri. Questo nuovo lavoro, Transitivo, che dura una quarantina di minuti e contiene otto brani, viene registrato e mixato tra ottobre e novembre del 2025. Squadra che vince non ci cambia quindi anche per questa avventura intergalattica affiancano Luca Crispino che suona chitarra e chitarra lap steel, Stefano Benni al flauto e al didgeridoo, Enrico Terragnoli al contrabbasso e al synth e Luca Pighi alla batteria.

Dicevamo squadra che vince non si cambia e giustamente ha deciso di alzare la posta in palio. Le composizioni si fanno più sperimentali come nel brano Cronofrattura, in cui al drumming sostenuto si mescolano suoni liquidi del synth e la chitarra che si invola in spazi siderali sviluppando cupe sonorità.
Proprio quassù chi ti ritrovo?
Un antico Basilisco
Uh, io stranisco! Uh, io svanisco!
Di languore e brividosi tremori
Anche qui l’antico, anche qui il misterioso ordito
(J.T. Alexander, In coppa all’antichità)
L’incipit dell’album, Basilisco, si apre quasi come una coda dell’album precedente: il flauto intona una melodia cantabile che porta con sé l’interplay con la chitarra. Si tratta solo del primo episodio perché l’album prende una direzione decisamente più da space rock-jazz. A farci da guida è ancora una volta la copertina dell’album, realizzata dallo stesso Luca Crispino: siamo su uno dei pianeti ammirati nella precedente copertina. Siamo immersi in un territorio fatto di dune e rilievi montuosi da cui osserviamo pianeti e/o satelliti.
Sono un Argonauta pasticcione
Scambio un bagel con un gettone
Sbuffo tra Marte e Orione.
Ma non torno più a casa.
(J.T. Alexander, L’Argonauta pasticcione)
In questo nuovo lavoro possiamo assaporare il gusto per la ricerca e la sperimentazione, che ci rimanda come nel caso di Dittico Inesplicabile a certa musica composta dal quartetto londinese “fluido rosa”. Sospensione, dilatazione sonora, assenza di un tempo, mancherebbe la parola fine se non fosse per la durata imposta dal supporto fisico del compact disc.
Luca Crispino nelle note di copertina scrive: “Transitivo è un’opera che si colloca nel territorio affascinante e complesso della musica di confine. La musica di confine rappresenta non solo un genere, ma una vera e propria avanguardia sonora, capace di attraversare le frontiere tradizionali tra stili e culture, fondendo elementi di jazz, improvvisazione e sperimentazione in linguaggio musicale unico e profondamente simbolico”.
Questo disco suona proprio così: continuamente irretisce con sonorità note che subito svaniscono in altre forme, che hanno fatto dell’in-conosciuto (perché da ora lo portiamo in noi, è diventato noto!) un nuovo punto di approdo. Continuamente spostato, liquido e impattante il suono che viene prodotto dall’ensemble, che cambia e ricambia le carte in tavola, ovviamente senza barare ma con il gusto e il divertimento che si provano quando si vuole continuare a giocare ed esplorare.
Il progetto è stato supportato da Artingegno e prodotto dallo stesso Crispino in collaborazione con Maurizio Bizzocchetti per l’etichetta Dodicilune. E adesso attendiamo ovviamente il prossimo approdo stellare.
Tracklist:
01. Basilisco
02. Cronofrattura
03. Dittico Inesplicabile
04. Verdugo
05. Argonauta
06. Pontecorvo
07. Avamposto
08. Ferragut
Cover digital artwork and photo by Luca Crispino






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