R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

Imparziale?
Questa recensione non può essere imparziale.
Equilibrata?
Questo articolo non può essere neppure questo.
Accidenti?
Sì, questo sì. Ascoltando e riascoltando la meraviglia che è l’album Famiglio di Luca Crispino, pubblicato da Dodicilune, mi sono trovato a pensare più e più volte: “Accidenti!”.

Il brano di apertura, Abatwa, è subito groove notturno. La chitarra del leader produce una sospensione, una sorta di attesa, su cui il charlie e il battito sul bordo del tom della batteria di Luca Pighi scandiscono, insieme al suono  materico del contrabbasso di Enrico Terragnoli un ritmo fluido. Il flauto di Stefano Benini s’invola nello spazio profondo, dove viene raggiunto dalla chitarra del leader.

La copertina psichedelica progettata, disegnata, realizzata dallo stesso Luca Crispino è quanto mai indicativa di quello che si sta per ascoltare in Famiglio. Quattro persone sedute e assorte osservano la volta celeste notturna, dove risplendono stelle e pianeti mai visti prima. Un ragazzo siede accanto a tre creature (gender fluid?!) dal corpo tatuato di possibili segni esoterici. Una farfalla notturna si libra nella volta celeste.

Ogni cosa pulsa quietamente.
Ogni cosa è viva.
Ogni cosa è al posto giusto.

Pastorale si racconta attraverso un clima di sospensione, che non rinuncia al ritmo. Estremamente godibile è la morbida relazione che si produce tra i quattro musicisti.

Si suona di notte.
Si è rilassati, molto rilassati, tanto che il corpo sinuosamente inizia a muoversi.
Si contempla una distesa liquida. Un tratto di mare tropicale. Di notte.
Tutto ruota sopra le nostre teste con grande naturalezza.

“Musica complessa… organica”, nelle dichiarazione di Luca Crispino, “Ogni istante è vivo di possibilità… ogni nota racconta una storia e ogni ascolto offre una nuova avventura”. Improvvisazione e creatività, briglie sciolte di chitarra e flauto, ma ancorati al beat di batteria e contrabbasso. Questo è, ad esempio, il brano Teogene.

Purtroppo?
Sì, purtroppo l’album si compone solo di nove tracce della durata di 40 minuti! È giusto essere avidi in questa situazione? Forse no.
È meglio che sia così, che si sia prodotto un bisogno di un “ancora”.

Tutte le composizioni sono del chitarrista Luca Crispino, affiancato dal multistrumentista Stefano Benini al flauto e didgeridoo, alla kocovka, alla tromba tibetana e al flauto globulare, Enrico Terragnoli ha suonato anche il synth.
Molte sono le sottili sfumature utilizzate nei vari brani, incuriosendo ogni volta l’orecchio dell’ascoltatore, grazie ai timbri dei diversi inconsueti strumenti utilizzati. Il plauso per la pubblicazione di questo album va sia alla casa discografica Dodicilune, ma anche al circolo Artingegno di Verona, che ha supportato il progetto del chitarrista, permettendo la realizzazione di Famiglio.

Tracklist:
01. Abatwa
02. Pastorale
03. Wendigo
04. Teogene
05. Spazio Liminale
06. Geomante
07. Famiglio
08. Mare Imbrium
09. Sabba

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