R E C E N S I O N E


Recensione di Sabrina Tolve

Disponibile dal 21 Febbraio, Parallel segna l’incontro musicale tra Anton Newcombe dei Brian Jonestown Massacre e Dot Allison, nota per la sua carriera solista e come membro degli One Dove. Registrato a distanza tra Berlino e la Scozia durante il lockdown, l’album unisce le voci eteree di Allison alle composizioni psichedeliche di Newcombe, utilizzando strumenti come chitarra, ukulele, piano e auto-harp.
Mediante la trama musicale, l’album costruisce un mondo fatto di solitudine, riflessione e bellezza nella sua forma più pura, ma restituendo anche tecniche sperimentali e inclusione di elementi inaspettati. Le canzoni oscillano tra delicatezza e alterazione, con un approccio minimalista che permette a ogni strumento e voce di emergere in modo limpido.


Newcombe e Allison non cercano di adattarsi a un particolare genere, ma piuttosto esplorano le possibilità offerte dai loro strumenti e dalla loro creatività. La musica diventa così un passaggio attraverso diverse emozioni e atmosfere, spaziando da momenti di dolce introspezione a esplosioni di energia. Nonostante la distanza fisica dei due, la sintonia è palpabile in ogni traccia.

L’opera si apre con That’s Amazing Grace che introduce l’album con un’atmosfera eterea, grazie alla voce sussurrata di Allison e a un accompagnamento musicale morbido. Il brano stabilisce il tono dell’album, mescolando elementi folk e psichedelici. Segue Kalidoscope che presenta un arrangiamento più ricco, con l’uso di chitarre e percussioni leggere. Il testo evoca immagini vivide, mentre la melodia crea un senso di movimento e di colore, quasi si fosse al centro di una tempesta; si torna però di nuovo ad ambientazioni più intime con Blossoms in her Mind in cui si combinano piano e ukulele. La voce di Allison esprime vulnerabilità, mentre la musica sottolinea la bellezza fragile del testo. Arriva come uno scintillìo Sirens Echo in an Iron Lung, sperimentale, distorta, incalzante, con richiami inquietanti, intensità crescente e selvaggia. Non Waltz si fa spazio con altrettanta forza, e contrariamente al titolo il suo ritmo danzante e con influenze folk si fa avvolgente e coinvolgente. I Believe You About The Moon ha un fascino sognante e misterioso mentre What Do Dolls Dream? è ipnotica e intrigante. Time pare ammorbidire tutte le sonorità che sono state parte dell’album, la voce di Allison è centrale nella riflessione su come il tempo venga percepito e sentito. Parallel si chiude con Lady Buzz Killer un brano più energico, caratterizzato da chitarre distorte e un ritmo pressante. Il testo gioca con immagini provocatorie, mentre la musica offre un’uscita dinamica dall’ascolto.

Parallel è un album che richiede un ascolto attento, premiando l’ascoltatore con un’esperienza unica. La collaborazione tra Newcombe e Allison ha dato vita a un lavoro che unisce tradizione e innovazione, offrendo tracce che spaziano dall’intimismo alla sperimentazione. L’album riflette la capacità degli artisti di adattarsi alle circostanze, creando qualcosa di nuovo e affascinante. All Seeing Dolls è un duo seducente, in cui la musica colpisce con la stessa intensità della visione che la ispira. L’alchimia tra Allison e Newcombe si manifesta in modo sorprendente e dà vita a un’avventura in trasformazione. Sono certa che il progetto sarà capace di evolversi e trovare il proprio spazio con naturalezza.

Tracklist:
01. That’s Amazing Grace (4:05)
02. Kaleidoscope (4:00)
03. Blossoms In Her Mind (4:06)
04. Sirens Echo In An Iron Lung (4:13)
05. Non-Waltz (3:37)
06. I Believe You About The Moon (3:21)
07. What Do Dolls Dream (3:22)
08. Time (4:22)
09. Lady Buzz Killer (5:17)

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