L I V E – R E P O R T


Articolo di Nicola Barin e immagini sonore di Daniele Filippini

La stagione concertistica del Teatro Comunale di Vicenza continua a indagare la musica classica del Novecento con attenzione ed entusiasmo, proponendo autori fondamentali che spesso però trovano poca attenzione nelle rassegne di classica.

La serata ci ha introdotto ad un virtuoso della chitarra: Manuel Barrueco. Nato Santiago de Cuba si sposta nel 1967 negli Stati Uniti dove studia prima a Miami e poi a New York. La sua maestria tecnica e stilistica lo ha imposto come uno dei maggiori chitarristi contemporanei che lo ha condotto a collaborare con i migliori direttori e orchestre del mondo. Da ricordare il Latin Grammy ricevuto per una sua recente composizione. L’interesse per la musica contemporanea lo ha portato a collaborare con artisti come Arvo Pärt, Toru Takemitsu e Roberto Sierra per citarne solo alcuni.

L’artista cubano si presenta nella Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza con un programma impegnativo e variegato. Si parte con Johann Sebastian Bach e la Suite n.1 in Sol maggiore per violoncello BMW 1007 trascritta per chitarra dallo stesso Barrueco. Si deve sottolineare l’attenzione per le dinamiche perfette e insondabili e la compostezza timbrica; la trascrizione da violoncello a chitarra ne esalta le dolci melodie ed il contrappunto.

Barrueco però stupisce ancor di più nell’indagare il filo rosso che unisce tre autori indispensabili: il messicano Manuel Ponce, l’argentino Astor Piazzolla e lo spagnolo Joaquin Turina. Di Ponce ci viene proposta la Sonata Clàsica Omaggio a Fernando Sor, qui il chitarrista sottolinea l’abilità, dell’autore messicano, di spaziare dal romanticismo al modernismo musicale senza dimenticare le melodie d’ispirazione popolare del suo paese che ritroviamo in ogni frase musicale. Barrueco ci offre tutta l’intensità di cui è capace e il pubblico lo ringrazia per la bellezza del suo tocco e degli armonici che sa far sprigionare dalle sulle corde.

Con i Tango-Études di Piazzolla, trascritti per chitarra dallo stesso Barrueco, si raggiunge un’ariosità e un senso di perfezione incredibile. Da lodare è la sua abilità di descrivere quell’incedere mesto e nostalgico del tango senza mai cadere nel sentimentalismo. L’ultima proposta è la Sonata Op. 61 di Joaquìn Turina che, insieme a Manuel De Falla,  rappresenta l’esponente maggiore della musica spagnola del Novecento. Qui la componente aulica si fa sentire, le sfumature timbriche e i colori abbracciano lo spettatore, lo trasportano dove vuole Barrueco che, in vero e proprio stato di grazia, arricchisce la nostra interiorità. La raffinatezza della sua esposizione non ha eguali.

In poco più di un’ora la magia si è fatta visibile, si torna nella proprie dimore consci di aver fatto parte di un evento collettivo profondo e ristoratore che ci ha donato una gioia immensa da condividere: grazie Manuel Barrueco.

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