L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini sonore di Andrea Furlan

Ha giocato in casa Paolo Zangara, nel suo Black Inside, e, come da pronostico, il risultato positivo non si è fatto attendere. Quella di sabato scorso è stata un’eccellente serata di musica d’autore, finemente declinata dalla calligrafia jazz di un combo di musicisti di provata esperienza e qualità. L’atmosfera piacevolmente rilassata diffusa dal palco ha consentito di godere appieno una proposta unica nel suo genere, che unisce con sagacia il meglio della tradizione cantautorale italiana all’umore raffinato di un club d’altri tempi, dove si trascorre la notte accompagnati dalle note avvolgenti del sassofono, dalla deliziosa malinconia del soffio solitario della tromba, tenuti desti dal martellare dei tasti bianco neri.

Scusi, dov’è il bar? (qui la recensione), primo lavoro solista di Zangara, per chi scrive è stato uno degli album più belli del 2024; in questa rappresentazione dal vivo, i suoi brani hanno brillato di luce intensa grazie alla certosina perizia degli arrangiamenti e ai ricami dei solisti che hanno splendidamente incorniciato la voce dell’autore, pacata e soffusa nel cantare testi colmi di poesia e suggestioni. Complice una scaletta ben orchestrata in cui le sue composizioni autografe sono state affiancate da una selezione di cover particolarmente significative, siamo entrati a far parte di quel mondo ideale che definisce la sua personale cifra stilistica e abbiamo potuto così ascoltare le preziose letture di Piero Ciampi (L’amore è tutto qui), Luigi Tenco (Tra tanta gente, firmata da Ennio Morricone e Luciano Salce, e La ballata dell’arte), Bruno Martino (Estate), Franco Battiato (Che cosa resta, traduzione italiana, ad opera di Gesualdo Bufalino, di Que reste-t-il de nos amour di Charles Trenet) e Fred Buscaglione (Una sigaretta), riferimenti espliciti che descrivono un modo di concepire la musica lontano (per fortuna) dagli schemi correnti. Non poteva ovviamente mancare il ricordo dell’amato Chet Baker con I fall in love too easily, brano dalle cui note ha avuto origine l’ispirazione per Scusi, dov’è il bar?.

È doveroso citare i musicisti coinvolti nel concerto che con assoluta maestria hanno dipinto la tela delle pregevoli composizioni di Zangara: Roberto Talamona alla chitarra, Mauro Banfi al pianoforte, Mauro Brunini a tromba e flicorno, Tarcisio Olgiati ai sassofoni, Achille Giglio al contrabbasso, Tommy Bradascio alla batteria ed Elisabetta Girola ai cori. Bravi tutti, indistintamente! Interplay, passione, entusiasmo, empatia con il pubblico in sala hanno decretato il successo di una serata decisamente coinvolgente. Musica di alta qualità che ha saputo appagare i palati più fini!

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