R E C E N S I O N E


Recensione di Sabrina Tolve

Dopo l’acclamato esordio Communion (2022), Sister Ray – progetto della cantautrice canadese Ella Coyes – torna con Believer, un album che esplora con delicatezza e profondità i temi dell’identità, della vulnerabilità e della trasformazione personale. Pubblicato il 4 aprile 2025 da Royal Mountain Records, il disco si distingue per la sua capacità di bilanciare malinconia e speranza, offrendo un’esperienza sonora intima e coinvolgente. Believer si presenta come un’opera matura e coesa, in cui Coyes mette a nudo le proprie emozioni attraverso testi poetici e arrangiamenti raffinati. La produzione, curata da John Nellen, arricchisce le composizioni con contributi di musicisti di spicco come Marc Ribot alla chitarra e Isaiah Barr al sassofono, creando un’ambientazione che amplifica la voce unica di Coyes.

L’album si apre con Believer che stabilisce subito l’atmosfera dell’album: una riflessione sull’intimità, sulla necessità di poggiarsi su qualcosa di sacro, sul desiderio, sostenuta da una melodia avvolgente e da un arrangiamento che fonde elementi folk e pop. Segue Animal Thing che esplora tensioni tra istinto e razionalità. Il brano è di una delicatezza quasi commovente, e ben si lega alle immagini potenti e contrastanti del testo. Il terzo brano è Magic, che incalza leggermente ed è un inno alla magia nascosta nelle esperienze quotidiane e alle piccole continue tragedie del vivere. Andrew Alexander continua come racconto breve ma intenso, di crescita e scoperta di sé, che combina narrazione personale e universalità emotiva. Wings porta maggior ritmo all’album e parla di bisogni e libertà, della voglia di guardare in alto; è un brano che oscilla tra leggerezza e profondità. Arriva poi Unfolding, un’esplorazione delle relazioni e dell’identità in continua evoluzione, caratterizzata da un arrangiamento minimalista che mette in risalto la voce espressiva di Coyes, a cui segue Building che è forse la traccia più magica e sognante dell’album: qui l’atmosfera si fa intima, contemplativa, quasi meditativa se vogliamo. All Mine riporta il puntiglio del valzer in una riflessione sul possesso e sulla vulnerabilità, mentre Change si focalizza principalmente sul cambiamento e l’accettazione di sé, con un ritmo che incalza e si fa più vibrante – di fatto rivitalizzando l’album. Giungono le ultime tracce, Christmas e Diamonds. La prima è di sicuro di un’austerità sacra, nonostante il testo ironico e provocatorio, che si conclude comunque con una nota di dolcezza, mentre la seconda e conclusiva, è lancinante nel suo dolore e nell’onestà in cui dipinge la sofferenza e la mancanza.

Believer è un album che conferma la crescita artistica di Sister Ray, offrendo una raccolta di canzoni che sanno toccare intimamente. Con testi profondi e arrangiamenti curati, Ella Coyes ci invita a un viaggio attraverso le sfumature dell’esperienza umana, dimostrando ancora una volta la forza della musica nel raccontare storie di fragilità e accettazione.

Tracklist:

  1. Believer
  2. Animal Thing
  3. Magic
  4. Andrew Alexander
  5. Wings
  6. Unfolding
  7. Building
  8. All Mine
  9. Change
  10. Christmas
  11. Diamonds

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