L I V E – R E P O R T


Articolo di Alessandro Tacconi, immagini sonore © Daniela Pontello

Panorami sonori. La classica al plurale termina con trilli di tromba, quella di Fabrizio Bosso. La rassegna si è svolta tra la fine di maggio e metà giugno presso il Teatro Dal Verme e prevedeva tre concerti.
Tre appuntamenti che musicalmente hanno spaziato dalle musica classica alle canzoni italiane della prima metà del Novecento, dalle sperimentazioni della musica contemporanea al jazz sinfonico.
Gli ospiti coinvolti nei tre appuntamenti sono stati la pianista Albertina Della Chiara, Richard Galliano e il suo bandoneón e Fabrizio Bosso alla tromba.

L’Orchestra I Pomeriggi Musicali ha offerto la propria professionalità, adattandosi a differenti generi musicali con grande sensibilità. È stata diretta ogni volta da un differente direttore: Antonio Ballista, Alessandro Cadario e Paolo Silvestri.
L’ultimo concerto in cartellone, intitolato Symphonize, si è svolto giovedì 12 giugno. Si è aperto con una suite di tre brani, A New Tale, scritta appositamente dal direttore d’orchestra per Fabrizio Bosso.
Il programma è stato particolarmente interessante per una serie di fattori. In primis, il tipo di composizioni oltre a essere di diversi periodi sono risultate molto varie grazie agli arrangiamenti, che hanno creato una profonda sinergia tra l’orchestra, il solista e la sua abituale sezione ritmica composta da Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso, Nicola Angelucci alla batteria.

I lavori sinfonici con un solista jazz possono essere un rischio se non adeguatamente calibrati: troppo del solista e poco dell’orchestra, che finisce col fornire solo un mesto tappeto sonoro. Abbiamo ascoltato troppi album che venivano realizzati in questo modo.
L’operazione musicale offerta in questa occasione valorizza invece tutti i musicisti coinvolti. L’orchestra si è cimentata con il repertorio contemporaneo e quello cinematografico, creando suggestive atmosfere, che hanno permesso a Fabrizio Bosso di dare il meglio di sé. In un paio di brani sono venuti alla mente echi degli arrangiamenti di Gil Evans quando collaborò con Miles Davis.

Ma non basta, perché anche i jazzisti che accompagnano il trombettista si sono dovuti amalgamare con il suono orchestrale.
Particolarmente apprezzabile la varietà tecnica del trombettista, che ogni volta ha trovato soluzioni e idee per non risultare né ripetitivo né ridondante sia che si cimentasse con un celebre brano come Cinema Paradiso di Ennio Morricone o con uno standard del jazz come In A Sentimental Mood di Duke Ellington o, nel bis finale, Georgia On My Mind di Ray Charles.

Il pubblico milanese ha accolto la proposta musicale con crescente passione e partecipazione. Dopo l’iniziale timido applauso, l’atmosfera si è scaldata sempre più con applausi sempre più prolungati e sentiti.
Panorami sonori è una fucina di stimoli, che sposta sempre più in là la curiosità dell’uditorio. E di questo ne siamo davvero lieti.
Nota a latere. Purtroppo non è stato consegnato un programma di sala che permettesse di individuare tutti i singoli brani.

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