R E C E N S I O N E
Recensione di Alessandro Tacconi
In generale, il jazz è sempre stato simile al tipo d’uomo
col quale non vorresti che tua figlia uscisse.
Duke Ellington
Questa frase di Ellington è un classico molto divertente e se di classici si deve argomentare, si pensi a un antico tempio greco: la parte anteriore è sormontata dal timpano che contiene il frontone, il capitello delle colonne regge la trabeazione sulla quale vi sono le metope. Questi edifici li possiamo ammirare in Grecia e nella Magna Grecia. Si avverte una singolare energia, quando ci si avventura tra i pietroni polverosi di Paestum o dell’Acropoli.
La stessa esperienza la viviamo quando entriamo in contatto con alcuni compositori, che sono diventati dei classici della musica del Novecento. Il trio Day Dream dedica un doppio album, pubblicato da Corner Store Jazz, alle composizioni di Duke Ellington e Billy Strayhorn: Duke & Strays Live.

La formazione è composta da Steve Rudolph al piano, Dew Grass al contrabbasso e Phil Haynes alla batteria; hanno registrato la performance il 10 settembre 2023 presso la Natalie Davis-Rooke Recital Hall.
La mia musica è l’espressione spirituale di ciò che sono:
la mia fede, la mia conoscenza, il mio essere.
Billy Strayhorn
Duke Ellington, classe 1899, pianista, compositore e arrangiatore è il jazz fatto in carne e ossa. Dalle orchestre “bianche” al post bop, alla New Thing tutti i musicisti hanno sempre tributato quanto dovuto dal Duca!
E riguardo a Billy Strayhorn? Classe 1915, è considerato un “genio” (termine quanto mai abusato, ma non in questo caso) del jazz. La collaborazione col Duca inizia come paroliere, successivamente manifesta delle notevoli doti come arrangiatore e compositore. Brani come Take The ‘A’ Train, Lotus Blossom o Lush Life sono ormai degli standard.
Giustamente il trio Day Dream li ha voluti includere entrambi in questo concerto, considerata la loro lunga collaborazione e amicizia.
Billy Strayhorn era il mio braccio destro, quello sinistro,
gli occhi che avevo dietro la testa;
le mie onde cerebrali viaggiavano nel suo cervello, e le sue nel mio.
Duke Ellington
Che cosa rende un monumento, un romanzo, un brano musicale, un artista un classico? Domanda retorica, in apparenza, ma niente affatto banale. Il classico si racconta di continuo come se fosse la prima volta. È nel presente, mai nel passato o nel futuro. Il classico è!
Confrontarsi con degli autori classici come fa il trio Day Dream può essere una perdita di tempo (soprattutto per l’ascoltatore), se il trattamento non ne porta alla luce la grande attualità.
Stiamo parlando, infatti, di composizioni che risalgono anche agli anni Quaranta e Cinquanta, di cui si possono ascoltare numerose versioni, che celebri trio hanno registrato nei decenni.
La principale caratteristica di questa formazione è la grande rilassatezza che trasmette la performance. Non devono dimostrare niente a nessuno, se non l’amore che provano per questi due geni.
Phil Haynes spiega come la scelta di suonare i loro brani, sia derivata dallo stato d’animo in cui ogni volta lo metteva confrontarsi con la loro interpretazione.
La performance risulta molto godibile, senza spigolosità, sapiente e misurata nelle armonizzazioni: il pianismo fluido ed elegante, il suono corposo del contrabbasso, lo swing della batteria sono tutti ingredienti che si combinano alla perfezione.
Merito dei brani che hanno scelto?
Possibile.
Senz’altro anche merito di tre musicisti che sanno ascoltare a fondo quello suonano.
Inoltre, qui e là, alcune sorprese che ci hanno particolarmente deliziato, ma che non sveliamo in questa sede, sperando che vogliate scoprirle da voi.
Tracklist:
01. African Flower (9:52)
02. Perdido (5:36)
03. Single Petal of a Rose / Sophisticated Lady (8:09)
04. U.M.M.G. (7:53)
05. Lush Life (5:39)
06. Come Sunday (8:40)
07. Rockin’ in Rhythm (5:04)
08. T.G.T.T. (8:25)
09. Lotus Blossom (5:39)
10. My Little Brown Book / Take the ‘A’ Train (12:24)
Photo © Jeff Linch






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