L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini sonore di Andrea Furlan

Straordinario concerto di apertura della nuova stagione di concerti al Black Inside di Lonate Ceppino (Va), oasi da proteggere per tutti quanti vogliono godere di Musica vera, lontana dalle logiche mainstream interessate solo a numeri vuoti privi di sostanza. Ci eravamo lasciati lo scorso gennaio, quando Graziano Romani e la sua poderosa band avevano calcato il palco varesino dispensandoci emozioni da brividi. Avevo definito “epico” il concerto ed ora mi trovo a corto di aggettivi per descrivere con parole degne quanto avvenuto sabato sera. Con Graziano il rischio di ripetersi è sempre dietro l’angolo tanta è la qualità di ogni tappa live il cui denominatore comune sono cuore e passione, adrenalina e sudore. Ogni volta mi trovo a pensare «è il suo concerto più bello cui abbia mai assistito» (credetemi, ne ho visti parecchi). L’occasione per questo nuovo appuntamento è stata l’uscita a giugno del suo ultimo album Looking Ahead e il conseguente tour di presentazione. Solido disco rock con forti venature r&b e folk, diciannovesimo capitolo di una saga entusiasmante, da subito conquista e affascina; perciò, ha stimolato in me tanta curiosità di ascoltarlo dal vivo.

Quando la band sale sul palco il locale è affollatissimo e il pubblico bello carico, pronto a lasciarsi entusiasmare dal caloroso abbraccio con la band. L’inizio è al fulmicotone, con un tris incontenibile che lascia senza fiato. Universal Law, Painting Over Rust, Lay Down These Arms, tiratissime ed energiche, sono una fucilata, preludio alla sorpresa della serata, una grintosa versione di King’s Highway di Tom Petty, eseguita per la prima volta. Giusto il tempo di respirare con Looking Ahead, che il tiro micidiale delle canzoni procede spedito come un treno in corsa. I brani dell’ultimo album fanno ovviamente la parte del leone, ma non mancano le chicche del passato come Brave Enough (che emozione!), Old RockerBusted e la trascinante Freedom Rain, inno conclusivo di una setlist rovente ed efficace.

Graziano Romani è un leader carismatico, ha energia da vendere e, ancora una volta, ha dimostrato le sue notevoli doti di compositore e interprete. La sua profonda voce soul è densa ed espressiva. Scrive brani irresistibili, centrati e avvincenti, che raccontano di noi, dei nostri sogni e dei nostri desideri. Lo asseconda una formazione composta da eccellenti musicisti cui è dovuto gran parte del successo della serata. Max Marmiroli al sassofono è un’intera sezione fiati, Franco Borghi alle tastiere dà lustro agli arrangiamenti, Follon Brown alla chitarra elettrica è ficcante e preciso, Lele Cavalli al basso è instancabile nel produrre dosi massicce di groove e Nick Bertolani alla batteria è dirompente. Insieme producono un rock robusto e potente, solido architrave su cui poggiano il calore del rhythm and blues e il caratteristico vocione black del rocker di Casalgrande.

Colpito e affondato. Le sparks of passion distribuite a piene mani dal palco hanno lasciato il segno. Nel mio personale cartellino è stato uno degli show più avvincenti di Graziano Romani a cui ho partecipato. Il mondo che ci circonda continua ad aggredirci, per difenderci e resistere non resta che abbandonarci alla bellezza. I sogni giovanili sono sempre lì, anche se il tempo è passato abbiamo fatto la nostra strada continuando a credere in mondo più giusto. Non fermiamoci, ma guardiamo avanti! Restiamo accesi!

Tracklist:

  1. Universal Law
  2. Painting Over Rust
  3. Lay Down These Arms
  4. King’s Highway
  5. Looking Ahead
  6. This Kind Of Spark
  7. Back Alley Beauty
  8. From This Moment On
  9. In A Just World
  10. Unafraid
  11. Last Jukeboxe On Earth
  12. Singing About Nothing
  13. Brave Enough
  14. Made Of Gold
  15. Middlejune
  16. Old Rocker Busted
  17. Freedom Rain

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