R E C E N S I O N E


Recensione di Sabrina Tolve

Con Una lunghissima ombra, Andrea Laszlo De Simone prosegue un percorso artistico che va oltre la canzone, trasformandosi in opera visiva e sonora al tempo stesso: un doppio vinile di diciassette tracce corredato da un film-poema di quadri fissi, rumori ambientali e testi che riflettono sui pensieri intrusivi, le ombre che proiettiamo e la luce che spesso ignoriamo.
Il cantautore torinese, già apprezzato in Francia e autore di colonne sonore (tra cui il film francese premiato con César Le Règne Animal), con questo lavoro ritorna con una visione ampia e ambiziosa: non solo un album ma un «film da ascoltare», che indaga la tensione tra luce e oscurità, presenza e assenza, pensiero e immagine.

L’album si apre con un’intro strumentale (Il buio), contiene quattro interludi (tra cui Diffrazione e Rifrazione) e alterna brani vocali a momenti più contemplativi. Musicalmente attinge al cantautorato italiano e francese, alla psichedelia, all’elettronica, alla musica sinfonica, costruendo un paesaggio sonoro ricco e stratificato. I testi affrontano il tempo che passa, i ricordi, la responsabilità, la solitudine, il desiderio di cambiamento e la consapevolezza del proprio riflesso.

Il buio apre il disco proprio come un’ombra sonora: è silenzio in movimento, l’ombra che avanza prima della parola. Segue Ricordo tattile che mette il corpo al centro del ricordo: memoria fisica che si imprime nella pelle, evocata in versi potentissimi. Neon fa da interludio sintetico prima di lasciare spazio a La notte, una ballata dolce-amara che parla di abbandono, voglia di tornare e desiderio di rinascita. Colpevole invece affronta la caducità dell’innocenza tra riff e immagini severe del presente.
Quando racconta il momento prima della responsabilità: respingendo la necessità di capire, abbracciando la possibilità dell’essere, mentre Aspetterò narra del tempo che galoppa e della solitudine che si fa consapevolezza. Per te, forse la mia preferita dell’album, è una dedica intima al figlio, in cui voce e strumenti si mettono al servizio del sentimento. Un momento migliore è una confessione dolorosa seguita dalla riflessione strumentale di Diffrazione dove le note si propagano e i pensieri si disperdono. Pienamente mescola positività e ferita mentre Planando sui raggi del sole vuol essere liberazione, volo lento. Spiragli sono aperture di luce: momenti di respiro in un viaggio d’ombra, che precedono Quello che ero una volta, una riflessione sul passato perso e sul presente smarrito. Rifrazione è ponte verso l’astrazione, la realtà vista da un’altra angolazione, e apre alla chiusura dell’album con Non è reale che è il manifesto dell’album e Una lunghissima ombra. Se la prima interroga l’essere su ciò che ci illumina e su ciò che domina, il brano conclusivo è un finale meditativo-epico e fa da commiato e punto di partenza. Proietta l’ombra che siamo diventati, riconoscendo la luce e il buio.

Una lunghissima ombra è più di un album: è un film da ascoltare, un progetto che richiede il tempo dell’ascolto attento. Andrea Laszlo De Simone non rincorre il facile effetto, ma costruisce mondi in cui l’ombra è presenza, la luce è memoria, il silenzio è domanda. Questo disco propone davvero la profondità come gesto. Non perfetto, forse non innovativo radicalmente, ma sincero e autentico. La sua forza sta nella coerenza, nella visione, nella capacità di trasformare la canzone in esperienza. Un artista appartato, ma capace di entrare nell’anima.

Tracklist:
01. Il buio
02. Ricordo tattile
03. Neon
04. La notte
05. Colpevole
06. Quando
07. Aspetterò
08. Per te
09. Un momento migliore
10. Diffrazione
11. Pienamente
12. Planando sui raggi del sole
13. Spiragli
14. Quello che ero una volta
15. Rifrazione
16. Non è reale
17. Una lunghissima ombra

Foto © Giovanni Canitano

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