L I V E – R E P O R T


Articolo di Alessandro Tacconi, immagini sonore © Daniela Pontello

Giovedì 30 ottobre all’Alcatraz di Milano un’accoglienza calorosa da parte del numeroso pubblico venuto ad ascoltare l’Orchestra Baobab. Quale magia porta con sé la musica che suona questa orchestra! Guardandosi intorno si vedono decine di visi sorridenti e corpi che danzano al ritmo della loro deliziosa musica.
Un concerto molto atteso che è stato possibile grazie a JazzMi. Da tempo, il direttore artistico invita musicisti che non hanno stretta attinenza con il jazz, ma possono aprire ponti per ascolti inediti e sorprendenti, e così è stato anche in questa occasione.

In fondo al cannocchiale, i pescatori con la rete
i pescatori che cantano insieme, si muovono ritmati
paralleli asimmetrici, i pescatori sulla spiaggia
nel mare prodigioso, dove fioriscono tutti i pesci
(Léopold Sédar Senghor, In fondo al cannocchiale)

La line up della formazione senegalese è formata dai cantanti Zacharia Koité “Papino” e Ndeye Korka Dieng, dalle percussioni di Moussa Sissokho, dalla batteria di Montaga Koité, dalla chitarra ritmica di Yahya Fall e da quella solista di René Sowatche “Bolero”, dal basso di Dady Thioune, dal sassofono tenore di Wilfried Zinsou e dal sax alto del direttore musicale Thierno Koité.
La ricetta che ha messo a punto l’Orchestra Baobab in cinquant’anni di attività è abbastanza semplice: “La musica non conosce confini. Le barriere le mettono gli uomini. Noi le superiamo con una manciata di accordi. Dall’Africa sono stati deportati milioni di persone nel Nuovo Mondo, che hanno portato con sé i suoni della terra africana. Andiamo a ripescarli aldilà dell’oceano Atlantico, fin laggiù nei caraibi”.
Detto fatto!

La loro musica è una commistione di generi afro-cubani, in cui è possibile cogliere la particolare influenza della tradizione wolof, del son e della pachanga. Un caravanserraglio sonoro in cui ogni brano è in grado di innalzare sempre più l’energia del pubblico in un’estasi di ritmi e melodie.
L’Orchestra Baobab sul palco mostra tutta la propria voglia di divertimento. Accanto ad alcuni membri fondatori ci sono i giovani musicisti. Stessa musica. Stesso feeling anche con età differenti. Questa è un’altra bella lezione: la musica non conosce differenze né di età né di sesso.
Il gruppo trasmette una grande rilassatezza durante l’intera performance: ballano, cantano, si godono quello che stanno suonando. C’è mestiere, certamente, ma anche molta passione, altrimenti un repertorio come questo non potresti suonarlo tutte le sere.

Musica che apre all’incontro con l’altro. Musica solare. Musica pulsante e palpitante. Musica che regala gioia. Musica che si canta. Musica che segue il ritmo del cuore. Musica che fa battere la pianta dei piedi contro il pavimento.

Tu ti struggi di Dakar del suo cielo la sua sabbia, il mare
Io mi struggo di te, quasi d’una felicità adolescente in autunno.
Mentre scrivo canto, come il bravo artigiano intento al suo gioiello d’oro.
Allora danzerò leggero e grave la danza della mia Dama
Per la mia sola Dama.
(Léopold Sédar Senghor, Ti struggi)

Nei decenni molti musicisti hanno tributato la propria stima e apprezzamento per l’orchestra senegalese a cominciare da Youssou N’Dour, che produsse alcuni loro lavori e contribuì a dare loro una maggiore visibilità a livello internazionale, il cantante cubano Ibrahim Fererr che si esibì in diverse occasioni insieme a loro, Trey Anastasio e Dave Matthews che hanno girato un documentario in Africa…

Ad aprire la serata l’artista nigeriano Godwin Josiah in arte Godwin alla sua prima apparizione assoluta su di un palco italiano. Il set, durato una mezz’ora, è stato salutato da una viva partecipazione del pubblico. Durante la performance il cantante ha proposto alcuni brani del suo album Atonement.
Le canzoni parlano di sentimenti in modo mai banale, grazie a una lucida scrittura matura e visiva, che probabilmente gli deriva dall’esperienza maturata come regista di film. Le composizioni, grazie a degli arrangiamenti essenziali, hanno il pregio di mettere in risalto le sue qualità vocali. La grande fama come cantante l’ha ottenuta, come molti giovani musicisti della sua generazione, partendo dai social come Tik Tok, che gli hanno fatto guadagnare un nutrito numero di fan. Attendiamo con curiosità di poter ascoltare anche il prossimo lavoro di questo giovane artista.

Godwin

Godwin

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