R E C E N S I O N E


Recensione di Sabrina Tolve

Con V, Niia sancisce un ritorno alle radici jazz della sua formazione, ma lo fa senza nostalgia: il disco è una traversata audace che mescola improvvisazione, elettronica sperimentale e un lirismo personale tagliente. Non è solo un cambiamento di direzione, ma una riconquista di sé: la cantante italo-americana recupera la voce che ha sempre avuto, ma la rimette in gioco in un paesaggio sonoro più vasto e libero. Questo lavoro rappresenta una delle vette artistiche di Niia: con produzione affidata a Spencer Zahn e Lawrence Rothman, l’album evita i cliché del jazz lounge e privilegia invece una narrazione sonora densa, fatta di contrasti, ambienti fluidi e un uso della voce che diventa strumento poliedrico. V è un album provocatorio, disciplinato e coraggioso nel suo intreccio di stili.

L’album si apre con fucking happy che lascia subito intendere che non si tratta di un lavoro convenzionale. Qui Niia usa cambiamenti di tonalità drammatici per sottolineare rabbia e voglia di andare oltre. Il brano imprevedibile Ronny Cammareri prende spunto da una figura romantica e fuori controllo: Ronny, l’iconico personaggio interpretato da Nicolas Cage accanto a Cher in Stregata dalla luna. La traccia si apre con una costruzione strumentale ordinata, quasi geometrica, dove ogni elemento si incastra con cura. Throw My Head Out the Window aveva anticipato l’uscita dell’album ad agosto: il pezzo è costruito su un groove di batteria pulsante che richiama certe contaminazioni jazz degli anni Settanta e Ottanta, mentre i ricami del synth creano un’aura sospesa. La fragilità di Niia emerge con particolare intensità in I Found the Restaurant, realizzata insieme a Spencer Zahn. In questo brano, un desiderio dolente si insinua in ogni frase, quasi un rimpianto che vibra sottotraccia nella sua voce. L’interludio With Feeling è un brano strumentale, attraversato da un filtro ovattato che ne sfuma i contorni e lo trasforma in una visione malinconica, sgranata come un ricordo che si dissolve. Piano and Great Danes e Dice mostrano bene sia l’audacia dei testi di Niia sia il suo modo di piegare e rimescolare il linguaggio del jazz. Nel primo brano, il pianoforte jazz dialoga con ritmi drum’n’bass, mentre Dice affonda nella sua psiche, descrivendo la tendenza a eccedere in tutto pur di non sentire il vuoto che le scava dentro. I due brani sono divisi da Again with Feeling, in cui la voce di Niia assume una tonalità più R&B, sospesa tra malinconia e immaginazione. Una ballata rock vibrante prende vita nella nostalgica Maria in Blue, The Awful Truth mantiene il tono intenso e sospeso prima della conclusione dell’album con Angel Eyes, un’interpretazione eterea e contemporanea del classico jazz del 1946, lodata per la sua esecuzione impeccabile ed emozionante.

V è un album che non si lascia decifrare al volo, ma restituisce ricchezza a chi lo affronta con attenzione. Niia dimostra di possedere non solo abilità vocale, ma una visione artistica matura: il discorso non è più solo sul jazz come stile, ma sul jazz come postura creativa; come libertà, sperimentazione, identità. V è un disco che risplende perché si mostra vulnerabile, complesso, autenticamente ibrido. Un lavoro che stimola, emoziona e lascia il segno.

Tracklist:
01. fucking happy
02. Ronny Cammareri
03. Throw My Head Out The Window
04. I found the restaurant
05. with Feeling
06. Pianos and Great Danes
07. Again with Feeling
08. Dice
09. Maria In Blue
10. The Awful Truth
11. Angel Eyes

Photo © Szilveszter Mako

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