A R T E – M O S T R E


Articolo di Alessandro Tacconi

Se ne avessi avuto il fegato
sarei diventato un ladro o un delinquente,
ma non avendo coraggio sono diventato un fotografo.

A Palazzo Reale dal 24 settembre all’11 gennaio 2026, è possibile (e necessario) visitare la mostra Man Ray. Forme di luce. La retrospettiva è stata curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca ed è stata promossa e sostenuta dal Comune di Milano.
Man Ray uno e trino. Man Ray che fotografa, ma alla fotografia non ci pensava proprio. Man Ray vuole essere artista. Piuttosto pittore, sì! Molto meglio dipingere. Meglio sedere, osservare e pittare. Al minimo designer: ideare, progettare, disegnare bozzetti da far realizzare a degli artigiani. Disegnare, ad esempio, oggetti d’arte, d’arredo o bijoux per le sue modelle e le amiche facoltose.

E poi la moda e la pubblicità (ma che pubblicità!) e per un breve periodo anche Hollywood, da cui è scappato velocemente per tornare nella sua amata Francia. Americano di nascita. Europeo nel profondo. Parigino d’adozione.

Non ha senso continuare a chiedersi
se la fotografia sia o meno una forma d’arte,
perché l’arte è fuori moda e noi abbiamo bisogno di altro.

Man Ray. Forme di luce ripercorre le tappe biografiche e della carriera dell’artista attraverso una serie di materiali originali: stampe vintage, negativi, collage, documenti.
Grazie a questi documenti è possibile vedere come certe immagini, ormai iconiche, non siano state il frutto di un istante particolarmente ispirato (beh, in certi casi è avvenuto anche questo), ma di lavoro scrupoloso. I numerosi scatti di uno stesso soggetto raccontano questo iter necessario.

Citatemi quanto volete e, a dirla tutta,
non m’importa affatto se mi citate in modo scorretto.

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, e se ti accompagni a Marcel Duchamp, il gruppo dei surrealisti di Breton, Aragon & co., Paul Eluard, Jean Cocteau, Salvador Dali… che cosa potremo pensare di lui? Man Ray è uno dei primi che immortala artisti, scrittori e musicisti. Oggi è diventata pratica consolidata nell’autopromozione, ma all’epoca era una novità pressoché assoluta. E lui fu uno dei primi!
La fotografia è per lui un mezzo per esprimere la propria visione con uno strumento ancora poco conosciuto. Le sue foto, di soggetti e oggetti, sono il pretesto per sperimentare, ampliare e sviluppare uno sguardo sempre più personale e unico.
E donne nella sua vita ce ne sono? Ma certo, Parigi libera dalle convenzioni di genere, allora Lee Miller, Kiki de Montparnasse e Jacqueline Goddard diventano per Man Ray figure importanti dal punto di vista creativo e sentimentale.

I miei lavori sono pensati per divertire,
annoiare, sconcertare, confondere
e ispirare la riflessione.

La sua immagine dice sempre in modo unico. È opera d’arte che si ritaglia uno spazio nel tempo, un istante destinato a durare. Traguardi e lezioni di cui i fotografi a venire non possono fare a meno. Se poi il caso ci mette lo zampino, allora si dà pure l’innovazione tecnica. A lui si devono, infatti, la scoperta della solarizzazione e della rayonizzazione (rayografia). La prima si ottiene invertendo parzialmente i toni di un’immagine, creando contorni luminosi attorno agli oggetti scuri. Nella seconda, la realizzazione avviene collocando degli oggetti direttamente sulla carta fotosensibile a diverse distanze, in modo da determinarne la maggiore o minore consistenza. Grazie a questi processi interviene direttamente sulla pellicola e sull’immagine che vi ha impresso. In questo modo crea l’opera d’arte, in cui l’oggetto viene trasfigurato, è altro da sé.

Questo è ciò che fanno i suoi amici artisti. Questo è ciò che impara da loro. Questo è ciò che fa di lui il professionista che ancor oggi andiamo ad ammirare nei musei. Per Man Ray l’opera d’arte deve esprimere sempre una visione difforme, dissonante, unica, indimenticabile. Dovremmo quindi chiederci che cosa ce ne facciamo delle centinaia di foto che scattiamo ogni giorno col nostro fidato cellulare. L’unica risposta possibile è…

Elimina
Svuota cestino
Respira
Osserva
OssERva oSserVA
osser…

Rispondi

In evidenza

Scopri di più da Off Topic Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere