L I V E – R E P O R T
Articolo di Daniela Pontello
Francesco De Gregori è attualmente in tour (il Rimmel 2025 Tour) per celebrare i 50 anni dall’uscita del suo storico album Rimmel. Il concerto al Forum di Assago del 6 dicembre 2025 ne è un evento centrale. Palasport pieno, atmosfera non frenetica. C’è un’aria di rispetto e attesa che solo De Gregori sa creare. Siamo qui per ascoltare un capolavoro che ha segnato intere generazioni: Rimmel. Il palco è essenziale, senza enfasi o distrazioni inutili. Tutta l’attenzione è convogliata sulla musica. De Gregori entra in scena con la sua band storica, una formazione affiatata ed essenziale – Guido Guglielminetti al basso, Carlo Gaudiello al pianoforte, Primiano Di Biase alle tastiere, le chitarre di Paolo Giovenchi e Alessandro Valle, e Simone Talone alla batteria e le coriste Francesca La Colla e Cristina Greco. Il suono è asciutto, limpido, perfetto per esaltare la forza dei testi e la melodia. Amedeo Bianchi sassofonista partecipa come ospite.

La prima parte della serata è un viaggio nel tempo: l’esecuzione dell’album Rimmel. La voce di De Gregori è quella di sempre: intensa, roca, a volte quasi parlata, ma sempre perfettamente capace di rendere giustizia a ogni verso. Nella seconda parte, tira fuori i suoi “assi”, pescando a piene mani dal suo sterminato repertorio. Nonostante i brani siano dei cavalli di battaglia, gli arrangiamenti mostrano ancora un ottimo gusto e la capacità dell’artista di non ripetersi. Momenti molto intimi come l’esecuzione di Pezzi di vetro e Sempre e per sempre solo voce e piano (con un inizio a cappella). De Gregori interviene spiegando che spesso i testi più malinconici o tristi hanno più successo commerciale, perché toccano corde emotive universali e quindi “vendono” meglio. Non è una confessione di cinismo, ma una riflessione sul rapporto tra emozione e mercato. La tristezza, la nostalgia e il dolore sono sentimenti che il pubblico riconosce immediatamente e che creano un legame forte con chi ascolta. “La tristezza vende più della felicità”, è una constatazione, il rischio, secondo lui, è che l’industria musicale finisca per privilegiare sempre il dolore, trascurando la leggerezza e la gioia. La musica deve rispecchiare la vita (che è fatta anche di dolore)? Oppure dovrebbe cercare di portare più speranza e leggerezza? De Gregori, con la sua poetica, ha scelto di raccontare entrambe le dimensioni.

E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
E qualcosa rimane
Fra le pagine chiare e le pagine scure
Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
E la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro, oh
Ancora i tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo
Li puoi nascondere o giocare con chi vuoi
O farli rimanere buoni amici come noi
L’apice è, ovviamente, La donna cannone, un capolavoro che tutti aspettano. Il silenzio durante i primi accordi e poi il canto sommesso di tutti i presenti. La serata si conclude con Buonanotte fiorellino, lasciata fuori dalla sequenza di Rimmel, dove veniamo invitati ad alzarci e ballare sul valzer.
Siamo usciti dal Forum non euforici, ma grati per la semplicità con cui continua a offrire la sua poesia. La scaletta include gran parte dell’album, più i suoi grandi classici:
* Cercando un altro Egitto
* Via della povertà (Desolation Row) (cover di Bob Dylan)
* Atlantide
* Compagni di viaggio
* Deriva
* La leva calcistica della classe ’68
* Piano bar
* Quattro cani
* Pezzi di vetro
* Il signor Hood
* Piccola mela
* Le storie di ieri
* Rimmel
* Pablo
* La valigia dell’attore
* Generale
* Alice
* Sempre e per sempre
* La donna cannone
* Buonanotte Fiorellino

Immagini © dal film Francesco De Gregori Nevergreen di Stefano Pistolini






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