R E C E N S I O N E
Recensione di Aldo Pedron
David Munyon (classe 1952) è originario di Newport, Rhode Island, città balneare affacciata sull’Oceano Atlantico e sede di uno dei Festival più importanti d’America, il Newport Folk Festival, fondato nel 1959 da Theodore Bikel, Oscar Brand, Pete Seeger, George Wein (già fondatore del Newport Jazz Festival) e il socio di Wein, Albert Grossman. Questa manifestazione è celebre per aver lanciato numerosi artisti, tra cui Joan Baez, che debuttò alla prima edizione come ospite non annunciata di Bob Gibson e Bob Dylan (che ebbe Grossman come manager tra il 1962 e il 1970).
Munyon già negli anni ’90 aveva raccontato la sua storia e le sue esperienze in quasi 400 brani, che cantava con un tono introspettivo e tenero e una toccante intensità espressiva. Nelle sue canzoni è possibile notare parecchie influenze di Townes Van Zandt, Lee Clayton, John Prine, Bob Dylan, Neil Young, Randy Newman.

Per davi una idea della poetica di questo artista vi ricordo come in un più recente periodo (anni 2000) ha cantato e inciso cover come Ol’ 55 di Tom Waits, Imagine di John Lennon, Sugar Mountain di Neil Young, Fire And Rain di James Taylor, Forever Young di Bob Dylan, Father And Son di Cat Stevens, Atlantic City di Bruce Springsteen e Louisiana Rain di Tom Petty.
David Munyon, con un solo album al suo attivo, Code Name: Jumper per la Los Hermanos Records nel 1990 negli Stati Uniti, viene portato a suonare in Europa (Germania) e in Italia da Carlo Carlini per un breve tour nel febbraio del 1994. Il risultato è questo Code Name: Painter registrato dal vivo alla Sala Consiliare di Sesto Calende (Va) il 23 febbraio 1994.
Per avere un suo nuovo album ufficiale dopo l’esordio del 1990 dovremo aspettare il 1996 quando la tedesca Glitterhouse pubblicherà il piccolo capolavoro di Acrylic Teepees con Al Perkins alla steel guitar e il sublime Poet Wind del 1998.
Code Name: Painter contiene undici tracce, tra cui: Maybe Over The Border e On The Other Side Of Harlem che erano già apparse in Code Name: Jumper co-prodotte da Warren Haynes e Bejing Dreams in apertura del nuovo CD per l’italiana New Shot Records. Industry è invece una composizione di Lee Clayton, quest’ultimo un cantautore purtroppo deceduto nel 2023 all’età di 80 anni.
Una settimana prima di venire nel nostro bel paese registra un album per chitarra e voce totalmente nuovo che però, dimenticherà nei cassetti e così non vedrà mai la luce. Viene ora edito con il titolo giustamente appropriato di The Lost Album da Renato Bottani per la sua New Shot Records in contemporanea a Code Name: Painter
The Lost Album, pubblicato ora in compact-disc, contiene dieci canzoni registrate a Nashville come demo per una probabile pubblicazione su Glitterhouse, di queste, nove troveranno spazio in altre versioni sui successivi dischi di Munyon ed una, Luck In Love, è assolutamente inedita. Brani da lui composti e proposti in una nuda e cruda versione acustica in chiara chiave folk. Splendido il brano Waves of Monterey (già presente in Acrylic Teeepees) – dedicato a Bill Graham, storico e fenomenale promoter di controcultura negli anni ’60 e ’70 a San Francisco dove gestiva locali come il Fillmore (West) e il Winterland (deceduto tragicamente in un incidente in elicottero mentre tornava da un concerto di Huey Lewis And The News nel 1991), e metafora di libertà. Shiva’s Mile è il brano d’apertura di The Lost Album ma appare anche nell’altro CD Code Name: Painter in una versione differente. Canzoni poetiche, ipnotiche, minimali, il folk-rock nella sua quintessenza.
CODE NAME: PAINTER- TRACK LIST
- Beijing Dreams
- Everyday American Hero
- Poet Wind
- On The Other Side Of Harlem
- Industry
- Me And This Old Suitcase
- Be Bigger Than A Dream
- Just The Waters Rushing
- Ain’t No love In This R’n’R World
- Shiva’s Smile
- Maybe Over The Border
THE LOST ALBUM: TRACK LIST
- Shiva’s Smile
- Woody’s Wrenches
- Down to the Wire
- Waves of Monterey
- Ain’t No Love in this R’n’R World
- Shelter from the Storms of Love
- Luck in Love
- Probably Just a Broken Heart
- Cadillac Town
- Be Bigger than a Dream




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