L I V E – R E P O R T


Articolo di Alessandro Tacconi, immagini sonore © Daniela Pontello

Giovedì 29 gennaio presso l’accogliente e intimo Q-Hub in via Mecenate a Milano, la presentazione del nuovo album di Gnut e Alessandro D’Alessandro Dduje paravise, registrato l’anno passato e pubblicato in questi giorni. Napoli ispirata. Napoli sospesa a mezz’aria, su quel tufo sempre a un passo dallo sgretolamento. Napoli sangue di genti venute e andate, partite e tornate. Napoli che canta e piange nello stesso tempo. Napoli che ride e si sganascia. Il nuovo lavoro del cantautore GNUT, al secolo Claudio Domestico, che canta e suona la chitarra e Alessandro D’Alessandro che utilizza un organetto preparato, per ampliare la gamma sonore del proprio strumento è un tributo alla musica popolare della città partenopea.

Gnut negli anni aveva già cantato alcuni brani che sono stati selezionati per fare parte dell’album. Com’è arrivato a un progetto simile, lo ha spiegato dal palco: lui e D’Alessandro si sono incontrati quasi per caso all’interno di una residenza artistica promossa da Toscana Produzione Musica, ritrovandosi accomunati dall’amore per le stesse canzoni. I due musicisti hanno rivisitato con lieve e rispettosa ironia, come è peraltro nello spirito di Napoli, una costellazione di voci: da Libero Bovio a Peppino Di Capri, da Sergio Bruni a Pino Daniele, da Carosone a Roberto De Simone…

La formazione di GNUT in realtà è più debitrice a cantautori anglosassoni come Nick Drake, al blues e alla musica africana. È stato proprio un progetto con alcuni musicisti africani che lo ha portato a riflettere sul senso delle proprie radici e della propria cultura. Con questo album è dunque “tornato a casa”, riscoprendo alcune perle della tradizione musicale popolare napoletana dell’Otto-Novecento.

Sull’album si possono ascoltare CarmelaMaruzzellaE ccerase e Silenzio cantatore, Villanella di Cenerentola (scritta da De Simone per La gatta cenerentola), Cammina cammina di Pino Daniele, E mo’ e mo’, riletta in chiave di ballad e portata a Sanremo nel 1985 da Peppino Di Capri. Vi sono anche un paio di inediti, scritti a quattro mani dai due musicisti: Sott’o muro e Tutto o niente, una trasposizione per solo organetto de La nova gelosia nella versione di Fabrizio De André e una traduzione in napoletano di Manha de carnaval di Luiz Bonfà. Tosca ed Enzo Gragnaniello duettano con il cantante in due brani, intrecciando le loro voci con le sonorità realizzate assieme ad Alessandro D’Alessandro.

C’è voluto coraggio per affrontare un’impresa del genere, visto che gli autori della canzone napoletana sono patrimonio della cultura italiana. L’approccio è stato estremamente rispettoso quanto gli arrangiamenti che, grazie alla combinazione di parte elettronica e acustica, hanno funzionato molto bene durante la performance dal vivo del duo. Molti i fan accorsi per assistere al concerto del loro beniamino, intonando in diversi momenti alcuni passaggi delle celebri canzoni partenopee.     

Ha aperto la serata la cantautrice Ilaria Pastore suonando e cantando in solo di quanto possano essere complicati i sentimenti. Trai brani che ha proposto a un pubblico partecipe e attento Stato di grazia e Un bacio sulla fronte.

immagini sonore © Daniela Pontello

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