R E C E N S I O N E
Recensione di Aldo Pedron
Sir George Ivan Morrison, detto Van (Belfast Bloomfield, 31 agosto 1945) pubblica ora per la Orangefield Records il suo 48° album ufficiale (c’è chi dice 51) da solista. L’ottantenne Van The Man ha al suo attivo una discografia sterminata realizzando numerosi capolavori come Astral Weeks (1968), Moondance (1970), Saint Dominic’s Preview (1972),il doppio It’s Too Late To Stop Now (1974), No Guru, No Method, No Teacher (1986), Van Morrison & The Chieftains con Irish Heartbeat (1988) ma anche nel nuovo millennio con il recente Remembering Now del 2025.
Van Morrison lo si ama smisuratamente, oppure lo si snobba, si può pensare che tutti i suoi album siano di un livello talmente sublime che pochi altri raggiungono, oppure che come dicono in molti da anni fa sempre la medesima solfa. Il sottoscritto sostiene che gli album di Van Morrison mantengono uno standard che altri si sognano, sia come composizioni, esecuzioni, voce, arrangiamenti, feeling.

Somebody Tried To Sell Me A Bridge, dal titolo curioso, rende omaggio ai maestri del blues che ne hanno forgiato l’educazione musicale, un chiaro omaggio ai bluesmen ed agli artisti di rilievo di Chicago, Memphis e Texas. Un album blues tra classici rivisitati e interpretazioni personali intense. Registrato nello studio D di Sausalito (California) con i fonici Jim Stern e Ben McAuley, nel febbraio del 2024 contiene quattro nuove e inedite composizioni a tema dello stesso Morrison e ben sedici reinterpretazioni di classici provenienti dal repertorio di artisti come Eddie “Cleanhead” Vinson (l’iniziale Kidney Stew Blues e la successiva King For A Day Blues), John Lee Hooker (Deep Blue Sea), Junior Wells e Buddy Guy (Snatch It Back And Hold It), Fats Domino (in Ain’t That A Shame un brano del 1955 scritto da Antoine “Fats” Domino e Dave Bartholomew, qui profondamente rielaborato), LeadBelly (On A Monday), Sonny Terry & Brownie McGhee (Can’t Help Myself e When It’s Love Time), Blind Blake (Delia’s Gone), B.B. King (Rock Me Baby) oppure I’m Ready, un blues composto da Willie Dixon e per primo registrato da Muddy Waters nel 1954.
Kidney Stew Blues del sassofonista Eddie Cleanhead Vinson è una rivisitazione del “jump blues” Caldonia con i fiati a ricordare la versione originale del 1945 incisa, scritta ed interpretata da Louis Jordan And His Tympany Five (anche se accreditata a Fleecie Moore, moglie di Louis Jordan). Monte Carlo Blues, invece, mette in risalto l’abilità essenziale di Van nel suonare l’armonica così come la voce di V. Morrison è rimasta intatta, emozionante e dove biascica, squilla, strilla e urla con una forza intramontabile alla faccia del tempo che scorre. Delia’s Gone, è una “murder ballad”, famosa nella versione di Johnny Cash.
Formidabile il cast con ospiti di riguardo e che include Taj Mahal (voce e armonica in ben quattro brani Can’t Help Myself, la mia favorita il traditional Betty And Dupree, Delia’s Gone e On A Monday), il chitarrista Elvin Bishop (Paul Butterfield Blues Band) in sei pezzi, il batterista Larry Vann, il fenomenale pianista Mitch Woods e il cantante/chitarrista Anthony Paule qui leader della Anthony Paule Soul Orchestra. Buddy Guy (voce e chitarra, ora vicino ai novant’anni) dal canto suo è presente negli ultimi due brani. Con Van (voce, sax, armonica, chitarra acustica a 12 corde) ci sono musicisti e collaboratori di vecchia data come l’organista, hammondista e pianista John Allair, il bassista David Hayes e il batterista Bobby Ruggerio. In I’m Ready il batterista è Thomas Jay Hambridge dal curriculum immacolato, produttore, cantautore, musicista batterista e cantante rock, country e blues che ha ricevuto due Grammy Awards, un premio ASCAP, sette candidature ai Grammy, sette Boston Music Awards ed è stato inserito nella Buffalo Hall of Fame ed ex componente dei Boston nel 2002. Ai cori alcuni membri della Anthony Paule Soul Orchestra come Omega Rae, Nona Brown e Larry Batiste.
L’album è un magnifico mix di Blues, R&B, Soul, Swing, Rock‘n’ Roll e Jazz, con cui Van ha un legame assai profondo. Ottanta minuti abbondanti di musica suonata in scioltezza, con incommensurabile classe. Il lirismo di Van Morrison si fonde perfettamente con il peso emotivo del blues classico risultando al solito un disco senza tempo.
Tracklist:
01. Kidney Stew Blues (3:45)
02. King For A Day Blues (3:46)
03. Snatch It Back And Hold It (3:58)
04. Deep Blue Sea (feat. Elvin Bishop) (4:19)
05. Ain’t That A Shame (3:27)
06. Madame Butterfly Blues (feat. Elvin Bishop) (5:47)
07. Can’t Help Myself (feat. Taj Mahal) (3:42)
08. Betty And Dupree (feat. Taj Mahal) (4:59)
09. Delia’s Gone (3:20)
10. On A Monday (3:22)
11. Monte Carlo Blues (2:55)
12. When It’s Love Time (feat. Elvin Bishop) (2:59)
13. Loving Memories (feat. Elvin Bishop) (4:32)
14. Play The Honky Tonks (feat. Elvin Bishop) (3:51)
15. (Go To The) High Place In Your Mind (feat. John Allair) (3:54)
16. Social Climbing Scene (3:43)
17. Somebody Tried To Sell Me A Bridge (4:02)
18. You’re The One (feat. Elvin Bishop) (4:25)
19. I’m Ready (feat. Buddy Guy) (3:29)
20. Rock Me Baby (feat. Buddy Guy) (5:33)




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