R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

La musica composta per un musical regge a un ascolto solo suonata? Questa la sfida che ha accettato l’Oscar Del Barba OX Quartet con l’album Somewhere Story pubblicato da nusica.org.
Correva l’anno del centenario della nascita del celebre compositore, direttore e pianista statunitense Leonard Bernstein, il 2018. A Brescia si vuole rendere omaggio all’artista e viene coinvolto anche questo ensemble jazzistico. La sfida è ardua perché si tratta della rilettura di alcuni celebri brani di uno dei musical più famosi del Novecento, realizzato tra il 1953 e il 1956, West Side Story sul libretto di Arthur Laurents, con le parole di Stephen Sondheim e ovviamente la musica del trentacinquenne Bernstein.

Se, secondo la legge islamica, dalle nostre parti si tagliasse la mano ai ladri,
avremmo soltanto dei compositori con una mano sola.
(Leonard Bernstein)

Di che cosa si suona, balla e canta in quest’opera? È la storia in chiave moderna del dramma shakespereano di Romeo e Giulietta, che serve per trattare temi urgenti quali il disagio e la violenza giovanile, il razzismo, i conflitti interetnici, le rivendicazioni sociali nella società americana. Il musical rimase in cartellone a Broadway per oltre due anni, dopodiché una turneé mondiale ne consacrò la fama imperitura. Nei decenni numerosi artisti si sono cimentati con diversi brani di quest’opera, ad esempio Tom Waits, Barbra Streisand, The Supremes, Pet Shop Boys con Somewhere, Sarah Vaughn e Little Richards con I Feel Pretty; in ambito jazzistico, trai molti, André Previn, Shelly Manne e Buddy Rich.

Cimentarsi con composizioni così celebri non è affatto semplice. Quanta libertà si possono prendere i musicisti? Quanti rischi possono correre perché il pubblico non resti deluso? Oscar Del Barba al pianoforte, synth, electronics e arrangiamenti, Achille Succi al clarinetto, clarinetto basso, sax contralto, Giacomo Papetti al basso elettrico ed electron ics, Andrea Ruggeri alla batteria hanno voluto trattare la materia sonora indipendentemente dalla finalità per cui era stata composta, cioè il palcoscenico, la recitazione e il ballo. L’approccio a celeberrimi brani come America, I Feel PrettyMaria o Somewhere è stato al contempo rispettoso e assolutamente libero.

“Bernstein ha sempre dialogato con il jazz e con la musica latina, e noi abbiamo proseguito quel dialogo, cercando un equilibrio tra rispetto dell’originale e libertà interpretativa. L’elettronica ci ha permesso di ampliare ulteriormente la gamma dei timbri, senza mai perdere il respiro acustico del gruppo” spiega il leader Oscar del Barba. È il caso, ad esempio di One Hand, One Heart in cui a un incipit decisamente sperimentale segue un’esposizione più sognante e rarefatta. Possiamo apprezzare tra le sette tracce di Somewhere Story una versione rockeggiante di Somewhere che… funziona! L’utilizzo misurato dell’elettronica lo assaporiamo anche in I Feel Pretty, in cui pianoforte e alto sax dialogano “un ex novo” sulla melodia del brano.

Il progetto discografico risulta vincente proprio perché non rinuncia all’autorialità degli interpreti, che portano nuova linfa a veri e propri standard della musica del Novecento.

Tracklist:
01.
America
02. Cool
03. I Feel Pretty
04. Maria
05. One Hand, One Hear
06. Somewhere
07. Tonight

Musiche: Leonard Bernstein
Arrangiamenti: Oscar Del Barba

Photo © Fabiana Toppia Nervi

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