R E C E N S I O N E
Recensione di Alessandro Tacconi
Si accendevano come di incanto
Sguardi e sorrisi
Non fatti appostati
Semmai appostati
(J.T. Alexander, Il sorrisetto sornione)
Intimo e inquieto, lirico e appassionato è dunque questo lavoro di Andrea Sabatino, Fatata pubblicato da Encore Music. Dodici tracce per la durata di 57 minuti che raccontano di passioni musicali, di luoghi del profondo e geografici sondati da una grande sensibilità. La progressione sonora intriga sempre più, mano a mano che passano le tracce, gli orizzonti si fanno d’improvviso amplissimi. Iniziamo dal principio. L’album si apre con Hub un solo di tromba meditativo e sognante, cui segue la melodia cantabile e malinconica in 10.10.10 del pianoforte, con cui dialogano il basso elettrico e la batteria, la tromba sopraggiunge per creare una sospensione, dopodiché la sezione ritmica riprende il proprio lavoro insieme al leader.

Andrea Sabatino suona tromba ed effetti elettronici, Claudio Filippini è al piano e alle tastiere, Antonio De Luise al basso elettrico, Dario Cogedo alla batteria. Vi sono anche dei featuring: al violoncello Francesco Mariozzi, Badrya Razem e Done alle voci in due tracce.
Se mi canterai un’altra volta
Ascolta dapprima quanti passi hai compiuto
Per arrivare fino a qui
Fino a me?
Fino a te!
(J.T. Alexander, Quanto il quieto camminare)
Album che cresce e sorprende traccia dopo traccia e non rinuncia ai propri studi accademici. È il caso di I remember Ludwig con il dialogo iniziale dolce tra pianoforte e violoncello, in cui si inserisce liricamente la tromba. Tatta si apre con, immaginiamo, la voce della figlia che canticchia un motivetto sul quale si sviluppa un ritmo deciso che mescola suono elettronico e acustico. Fafa, il nome di un’altra delle figlie di Sabatino, è un pezzo ballabile funkeggiante dal sapore anni Ottanta, che viene presentato in due versioni: la prima strumentale e la seconda con la presenza del rapper Done. Entrambe funzionano grazie a un solido e armonico compositivo. Il testo e l’interpretazione di Done sono rispettosi del mood: il rapporto tra una figlia e suo padre. Life, celebre nella versione di Madonna, è un altro brano che ci riporta agli anni Ottanta. La riscrittura sviluppa un approccio soul-jazz. L’interpretazione di Badrya Razem, grazie al timbro pastoso della voce, ne fa un inno alla vita in tutte le sue forme e risulta davvero emozionante. Fatata, che dà il titolo e conclude l’album, ha un mood struggente e delicato: il suono prolungato della tromba sopra un tappeto sonoro creato dal pianoforte e dalla tastiera.
Arrivato qualche giorno fa questo album è stato una calamita. Ha iniziato a suonare ed è stato necessario riascoltarlo ancora e ancora. Tocca il profondo, commuove, si fa ascoltare senza imporsi in modo discreto, ma molto determinato.
Tracklist:
01. Hub
02. 10.10.10
03. For Avishai
04. Starmaker
05. Tatta
06. I Remember Ludwig
07. Fafa
08. Life
09. South
10. Road to Nazareth
11. Fafa dammi la tua mano
12. Fatata
Photo © Dario Discanno




![Sonia Spinello con Sonia Candellone – Time don’t move [anteprima video + intervista]](https://offtopicmagazine.net/wp-content/uploads/2026/04/Spinello_Candellone_ETEREA-©Riccardo-Botta.jpg)

Rispondi