Punkreas live @ Alcatraz – Milano, 24 marzo 2018

Postato il

Report di Giovanni Tamburino, immagini sonore di Stefania D’Egidio

Sono le 20 quando i primi arrivati iniziano a posizionarsi davanti la transenna dell’Alcatraz. Inizialmente sono ragazzi di nemmeno vent’anni, ma più gente arriva, più ci si rende conto che la varietà di età e soprattutto umana sarà la protagonista della serata. Tra dreads, giubbotti di pelle e camicie monocromate di chi è appena uscito dall’ufficio, stasera il variegato popolo del punk italiano si è radunato qui per celebrare chi è stato un tempo fu suo figlio prediletto e che ora è diventato a sua volta padre.

I Punkreas all’Alcatraz per soffiare le trenta candeline con un regalo per noi: Inequilibrio, primo di due EP (il secondo uscirà a fine anno), che ha tutta l’intenzione di dimostrarci che queste bestie sacre della musica nostrana rimarranno ancora per un pezzo in pista.
Ad aprire le danze stasera ci sono I Botanici, con pezzi energici e testi incisivi e con una grande carica sentimentale. Canzoni come “Non sbaglio più” e “C’avremo tanto da fare” portano alta la bandiera dell’emo.
A seguire, lo ska dei The Magnetics, incamiciati e incravattati come l’immagine accattivante del genere richiede. Coinvolgono e conquistano il pubblico con “Doctor Martins”, “Candy Man” e grazie alle loro King Kong Girl, sul palco per l’omonima canzone.

Poi, finalmente, l’applauso entusiasta per i giganti della serata.
I Punkreas salutano le 2500 voci urlanti con estratti del nuovo album come la title track e “Fermati e respira”, per poi proseguire la festa con greatest hits come “Voglio armarmi” e “Aca’ Toro”.
Gente di tutti i tipi e di tutte le età, unite nel nome della contro cultura e del sano divertimento. Si canta, si balla, si poga senza tregua cantando a squarciagola la guerra di ciascuno contro l’omologazione, contro una società che vuole l’uomo asettico. Magari la lotta non è ancora stata vinta, ma stasera all’Alcatraz c’è un esercito di gente che non ha intenzione di cedere un millimetro. Gente che, uscita da scuola o da lavoro, sente il bisogno di recuperare in mano la propria vita, fosse semplicemente accendendo uno stereo.
Una festa, dicevamo. E, come in tutte le feste, ci sono degli ospiti. I primi a salire sono i redivivi Shandon con la loro “Janet”, seguiti da Omar Pedrini a dare man forte in “Sosta”.

Tradizionale pausa prima del finale, per tornare quasi subito sul palco con un’ultima carrellata di pezzi. Nonostante il passare degli anni, con un’esibizione sempre energica e mai noiosa ci dimostrano che lo smalto è intatto. Un siparietto comico tra un Bossi-zombie e un Salvini aperto al progresso anticipa Polenta e kebab, prima dell’ultima guest star della serata: Morgan che, dopo la sua “Crash”, presta il basso e la voce sulle note di “In fuga”.
A metà tra scanzonatezza e politica, tra scherzo e presa di posizione, Cippa, Paletta e compagni sferrano l’ultimo attacco, con “Il vicino” e “Canapa”, gran finale con sul palco quasi un’orchestra rock a salutare in grande stile la bolgia di gente che li ha seguiti negli anni o anche solo per questa serata. Perché la grande lezione della carriera dei Punkreas, del punk stesso, è questa: non si vive dieci anni fa o fra un secolo. Si vive adesso, strappando a morsi ogni istante che la vita ci mette davanti.
Sarà questo il senso dell’iconico “no future”?

I BOTANICI
I BOTANICI
THE MAGNETICS
THE MAGNETICS

MORGAN

MORGAN

MORGAN

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.