Un concerto al giorno. Giorno05. Guano Padano

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Diario quotidiano di Domenica D’Agosto #unconcertoalgiorno

Al galoppo verso il Carroponte

Non sapendo dove passare la serata, ho chiesto consiglio ad amici esperti e alla risposta “ci sono i Guano Padano” ho subito simpatizzato ed optato per assistere all’esibizione del gruppo nostrano. Durante il breve tragitto da casa, leggo due info su Wikipedia e scopro con piacere che si tratta di un gruppo definibile folk-rock, nato dall’incontro della chitarra di Alessandro “Asso” Stefana (V. Capossela), il basso di Danilo Gallo e le percussioni di Zeno De Rossi

Le atmosfere evocate dalla loro musica vengono accostate ai famosi spaghetti-western della storia del cinema; promette bene. Arrivo al Carroponte (daje) che devo ancora cenare; nel relativo silenzio della location quasi vuota, il brontolio del mio stomaco echeggia trasportato dal vento…il pensare agli spaghetti, le fagiolate alla Bud Spencer o forse l’assonanza col Grana mi hanno messo fame.

Intanto prendo una birra ed esploro la zona adibita al live. Il palco piccolo del Carroponte è spartano ma delizioso, con tante lucine colorate e tre colonne di panche in legno per assistere agli spettacoli con moderata comodità. Comincia l’esibizione davanti ad un pubblico quantitativamente piccolo ma qualitativamente buono, come uno “shottino di whisky”.

Se chiudo gli occhi, immersa nelle sonorità dei Guano Padano, mi sembra di essere nel vecchio west ad ammazzare il tempo contando i capi di bestiame o a smaltire la sbronza pomeridiana nella veranda del bar fischiettando e masticando tabacco.

Apro gli occhi e non trovo la sputacchiera. Sono ancora a Sesto, troppo bravi. Alternano pezzi più grezzi e ritmati su cui mi ritrovo a ballicchiare, ad altri più morbidi, dai suoni quasi ipnotici; mi chiedo come mai Tarantino ancora non li abbia inseriti nella soundtrack di qualche suo film.

Terminano; l’aria è fresca e l’atmosfera di totale relax mi fa venire voglia di buttarmi a digerire dondolando sulle amache ma, in lontananza, un fulmine mi ricorda che siamo a Giugnembre. Meglio tornare a casa a riposare; domani un altro giorno, un altro live.

Se volete rileggere gli altri giorni del diario di Domenica, li trovate qui.

 

 

 

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