Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio

Venti giorni fa apprestandomi a recensire l’ultimo album di Albert Hammond Jr avevo già intuito che il concerto sarebbe stato esplosivo e le attese infatti non sono state tradite. Mi ritrovo al Magnolia in anticipo per cenare con i colleghi delle altre webzine, tra una risata e l’altra si scorge in lontananza una ragazza che cammina per il parco con un basso a tracolla…

Ci informano che verso le 20.15 ci sarà il Meet and Greet per due fortunati vincitori di un contest, scherzando ipotizziamo di intrufolarci pure noi per strappare un selfie ad Albert, e cominciamo a fantasticare sui possibili scenari e a scherzare sul nostro inglese maccheronico. Neanche dopo 10 minuti ci passa davanti un bel ragazzo e qualcuno esclama: “ma è lui!”. Ci si alza di scatto e si va verso il backstage dove Albert, in tutto il suo splendore, si ferma a firmare autografi su cd e vinili. “Cavoli!” – penso tra me e me, ho lasciato il cd a casa… e non ho neanche una penna! Poi guardo le colleghe e mi dico che non abbiamo null’altro che le reflex e i cellulari e così mi lancio verso di lui, con le mie compagne di merenda, per un selfie. Il sorriso di Albert è di quelli contagiosi, lo guardi e ti convinci che la vita è bellissima, ci stringiamo a lui e… click! Tutte gasate ringraziamo, ci allontaniamo per guardare la foto e… ci accorgiamo che la foto è venuta di merda: io con il doppio mento, Simona con il viso tagliato a metà e Desideria che sembra uscita dalla pubblicità Durbans. Per una volta che ci capita un artista bello, disponibile e simpatico ci siamo fatte fregare da un cellulare! Ne ridiamo per un’ora, neanche Photoshop potrebbe fare il miracolo, così, tanto vale continuare a farci del male e via di selfie in stile Charlie’s Angels nel pit e accanto al palco.

DEAD VISION

La serata comincia con i Dead Vision: il cantante mi sembra un volto noto della tv, mi confermano che è Francesco Mandelli dei Soliti Idioti, mi sono fatta ingannare dal falso accento inglese che improvvisa sul palco; la musica è di ottimo livello, propongono un bel bluesrock seventy e lui sembra essere a suo agio, muovendosi come una vera rockstar; si sdraia sul palco, sugli amplificatori, si sporge verso il pubblico, un autentico mattatore.
Guardandoci attorno ci sorprende la scarsa affluenza del pubblico, in fondo Albert è il chitarrista degli Strokes, una delle band più influenti degli ultimi 20 anni. Qualcuno commenta che ci sono troppi concerti tutti concentrati in questi giorni tanto da costringere la gente a fare scelte dolorose.

Puntuale come un orologio svizzero (non a caso ha studiato proprio nel paese elvetico) arriva il nostro beniamino simpatico e gentile; apre lo show con DvsL da Francis Trouble del 2018 e Rude Customer da AHJ del 2013.
La ragazza dietro di lui è proprio la bassista che faceva riscaldamento nel parco, mi colpiscono molto i suoi stivaletti leopardati. La scaletta prevede i brani dell’ultima fatica, più i brani degli album passati. Ci dà dentro come un forsennato, già dopo pochi minuti è madido di sudore, con la maglietta dell’omonimo album dei Bad Brains del 1982, bagnata fino all’ultimo centimetro. La terza canzone che propone è la mia preferita Set to attack; finita questa usciamo dal pit e lui ci saluta cordialmente, ma è un arrivederci, perché lo show è di quelli imperdibili, decidiamo quindi di restare e ci posizioniamo nelle retrovie, salendo su dei pallet per guardarcelo dall’alto e fino alla fine. È irrefrenabile, si arrampica sull’impalcatura del palco, si lancia più volte a ballare tra il pubblico, sale sugli amplificatori posizionati accanto al batterista e poi si tuffa in avanti con un salto alla Spiderman, ed è proprio quello che ci sembra: un supereroe venuto a salvarci dal caldo e dagli insetti molesti che ogni sera banchettano con il nostro sangue.

Un’ora e mezza di musica ad alto livello, con una carica emotiva impressionante, come tutto l’album del resto. Andando via si getta per un’ultima volta tra i suoi fans e si lascia abbracciare come fosse un comune mortale, poi ci passa davanti e saluta di nuovo, lo ringraziamo per la bellissima serata che ci ha regalato.
Peccato solo per lo scarso pubblico, un centinaio le persone presenti, avrebbe meritato una folla oceanica per quanto speso sul palco, ma come ha detto lui stesso: “meglio pochi, ma buoni”.
Il nostro non è un addio, ma un arrivederci al prossimo anno: si vocifera infatti sul possibile ritorno in Italia di Albert con i suoi The Strokes, lo aspettiamo a braccia aperte.

La setlist completa:
DvsL
Rude Customer
Set to Attack
Caught by my shadow
Holiday
Strangers
Side Boob
St.Justice
Far away truths
GfC
Rocky’s Late Night
Harder,Harder,Harder
ScreaMer
EGAS
Carnal Cruise
In transit

DEAD VISION
DEAD VISION