L I V E – R E P O R T


Articolo di Ylenia Pepe

Sabato 20 luglio si è svolto un concerto memorabile presso l’arena Santa Giuliana di Perugia; quello di Thom Yorke: un viaggio tra l’elettronica e le sperimentazioni musicali che hanno regalato momenti magici ai fan del leader dei Radiohead.
Innanzitutto, a riscaldare gli animi dei 6000 spettatori ci ha pensato il preconcert di 40 minuti del batterista e compositore elettronico Andrea Belfi; subito dopo sono state proiettate le luci per il concerto di Thom Yorke; simboli tridimensionali sul palco ed una musica di attesa che sembrava non volesse finire più.

Finalmente la sua trionfante entrata in scena tra le urla e gli applausi della platea. Il cantautore si è esibito per la prima volta in assoluto in Umbria e sul palcoscenico dell’Umbria Jazz per presentare il suo ultimo lavoro Anima, ma ha messo in scena anche altri brani contenuti nei suoi precedenti album da solista: i primi due pezzi che ha fatto sono stati, infatti, Interference e A Brain In A Bottle tratti da Tomorrow’s modern boxes; poi ha suonato due brani di fila da Anima, Impossible Knots e Last I Heard che hanno zittito tutti, dato che il suo sguardo ed suoi balletti ipnotici sembravano metterti davvero di fronte alla sua “anima”.

Successivamente sono stati eseguiti due brani tratti da Eraser: Black Swan ed Harrowdown Hill che hanno fatto ballare tutta l’arena. Le sorprese sono arrivate dopo, quando sono stati eseguiti due brani da Tomorrow’S Modern Boxes: Pink Section e Nose Grows Some. A metà concerto, Thom ha suonato anche un pezzo di Suspiria (Has Ended); ma uno dei momenti più belli è stato, invece, quando ha proposto Amok da Atoms For Peace. Il concerto è proseguito con la rappresentazione di altre canzoni tratte dal suo ultimo album e si è concluso dopo due ore e mezzo, proprio con il pezzo Atoms For Peace.

Thom Yorke è stato capace di trasportarci nella sua dimensione futuristica e ci ha fatto rivivere, in questo modo, la sua realtà megagalattica.