L I V E – R E P O R T


Emozioni – viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti

Articolo di Iolanda Raffaele

Mi ritorni in mente è l’espressione giusta per lo spettacolo andato in scena venerdì 8 novembre al Teatro Mario Foglietti Politeama di Catanzaro. Il giovane cantante Gianmarco Carroccia, con la sua voce e il suo volto molto somigliante, ha fatto rivivere Lucio Battisti, interpretando la sua anima e il suo modo di intendere la musica, passando da una canzone all’altra ed attraversando epoche e sentimenti diversi.
Immedesimazione, ma anche originalità, così Carroccia dimostra di non essere un imitatore, ma un conoscitore ed un talentuoso artista; di saper entrare in un altro corpo senza perdere la sua identità; di seguire le orme di uno dei maggiori cantanti della storia italiana e non solo, con un proprio carattere, timido, riservato e manierato.
L’ultimo capitolo musicale di questa edizione del Festival d’Autunno si apre con la dolce Emozioni, tra lo stupore del pubblico e l’accompagnamento magistrale dell’orchestra di ben sedici elementi diretta dal maestro Marco Cataldi.

Sul palco insieme a lui anche il fantasioso paroliere e produttore discografico Giulio Rapetti, in arte Mogol, che, tra aneddoti, commozione e sorrisi, ha ricostruito la genesi degli album e delle canzoni oggetto dell’esibizione, e il giornalista Marcello Barillà che ha condotto con maestria e sinteticità lo scambio di battute precedente le singole canzoni, spingendo lo stesso Mogol ad esaltarne gli aspetti più significativi.
In una sorta di spettacolo nello spettacolo in cui il flusso dei ricordi incontra le note musicali, ci ritroviamo tutti seduti attorno ad un immaginario caffè con 29 settembre e sogniamo con Io vivrò (senza te).


L’euforia battistiana esplode però con Un’avventura, 10 ragazze, Acqua azzurra, acqua chiara e scatena una forte partecipazione e voglia di cantare da parte degli spettatori. Il senso di umanità e l’attualità dell’intramontabile Battisti echeggiano dalle parole di Mogol che introduce la toccante Anche per te e la coinvolgente Mi ritorni in mente, mentre momenti di vita quotidiana ed episodi personali caratterizzano Pensieri e parole e I giardini di marzo.
In un’atmosfera calda ed accogliente, come quella che la buona musica può creare, Carroccia ci porta Vento nel vento e apre la verità intorno a noi con Il mio canto libero. La collina dei ciliegi ci allontana dalla realtà e ci avvicina di più al grande Battisti e tra un “grazie Lucio” e l’altro diretti a Gianmarco Carroccia c’è spazio anche per Anima Latina e Una giornata uggiosa.


Tre accordi bastano per riconoscere la famosa La canzone del sole, ma di sicuro non si risparmia fiato per cantare anche Respirando, la sempreverde Una donna per amico e la suggestiva Con il nastro rosa. Tra applausi ed apprezzamenti, Io vorrei…non vorrei…ma se vuoi e Il tempo di morire chiudono la serata, che lascia in bocca tanti contrastanti stati d’animo: il dispiacere per la perdita di un eccellente cantante, la gioia di avere giovani che vogliono continuare la sua strada, il piacere di vedere come la musica continua ad essere seguita nelle piazze, nei teatri, ovunque e comunque.
Appuntamento, quindi, alla prossima edizione e complimenti al direttore artistico Antonietta Santacroce che ha saputo abbinare modernità e tradizione, riscoperta del passato e concreta attualità.