C O N F E R E N Z E


Articolo di Joshin E. Galani

In uscita il 15 novembre per BMG Note di viaggio, primo volume della raccolta delle più belle canzoni del cantautore Francesco Guccini, prodotte e arrangiate da Mauro Pagani e reinterpretate da diversi artisti italiani che vedrà alla luce un secondo capitolo nel 2020. Il disco contiene un inedito, Natale a Pavana.
Un nuovo brano, con impeto e slancio, dopo l’abbandono della carriera e l’uso del dialetto pavanese. La canzone è intrisa di ricordi di infanzia, nostalgie, dei natali in famiglia nel loro paese d’origine, Pavana. Ai ritornelli Mauro Pagani. I video raccoglie immagini recenti ma anche di repertorio della carriera di Guccini.

Durante la conferenza stampa presso i Bagni Misteriosi di Milano, Francesco ci racconta: ho scritto questa poesia per questo mio amico. Quando Mauro Pagani mi ha chiesto un testo da musicare, ho pensato a questo. Il dialetto pavanese non ha storie, è una lingua scomparsa, è assurto agli onori della cronaca, come quella volta che in Argentina, vedendo delle formiche commentai ci sono delle “formicole” ecco, per la prima volta si è sentito parlare il dialetto pavanese in Argentina… sono mie sciocchezze!
Nella copertina del disco, una barca rossa sul mare nero, sono disegnati tutti gli artisti-marinai che hanno partecipato al progetto: Manuel Agnelli, Giuliano Sangiorgi, Ligabue, Nina Zilli, Margherita Vicario, Brunori Sas, Malika Ayane, Francesco Gabbani, Samuele Bersani, Carmen Consoli, Luca Carboni, Elisa. Al centro del disegno Francesco Guccini e Mauro Pagani. L’immagine è stata realizzata dallo street artist Tvboy, mostrata a sorpresa la mattina del 29 ottobre a Bologna, vicina alla famosa Via Paolo Fabbri, sotto gli occhi increduli e meravigliati dei passanti.
Non è stato una mia idea il disegno, commenta Francesco, è l’idea di raggruppare tutte queste persone di diverse generazioni, su una barca… siamo tutti sulla stessa barca… speriamo possa finir bene.
Mauro Pagani, parlando della selezione dei brani, ci racconta della difficoltà di scegliere tra 250 canzoni: abbiamo preso le più papabili, con gusto ed istinto, per molti artisti Francesco è stato un elemento formativo nella loro adolescenza. Per me è stata un’occasione di crescita, avevo già un’alta considerazione del lavoro di Francesco: lavorare sulle sue canzoni significa rispettare l’idea primigenia del brano, fare in modo che ogni interprete si metta il testo addosso e sia naturale, significa rimuovere ostacoli, mettere solo cose di valore, senza frapposizioni. È stato un grande piacere, anche risentire brani che si erano dispersi, per questo mi sento fortunato.


Il brano più conteso e stato L’Avvelenata, così ho scelto di farlo io ed ho chiesto a Manuel di partecipare, anche lui la vedeva bene in un duetto per via della lunghezza.
Interviene Francesco: sembra che abbia scritto solo tre canzoni: L’Avvelenata, Dio è Morto e La Locomotiva, invece ne ho fatte tante altre anche molto più  belle. Una sera a Bologna, in trattoria dove giocavo a carte è arrivato Vasco Rossi a complimentarsi per L’Avvelenata. Gli ho risposto: ma guarda ne ho scritto delle altre!
Mi incuriosisce vedere l’interpretazione che gli altri danno, l’altra sera è  venuto a trovarmi Ligabue, che ha fatto Incontro molto bella, ma ce ne sono altre molto belle.
La prima canzone del disco, dopo l’inedito è Auschwitz, che è la mia prima canzone diventata pubblica. Auschwitz è un brano importantissimo per me, commenta Pagani, così come Dylan. Io arrivavo dal rnr, ero abituato a testi elementari. Apparizioni di canzoni come questa o Mr Tambourine Man, mi han fatto capire che era possibile fare musica e dire cose intelligenti e profonde. Mi piaceva quindi fosse all’inizio del disco, da lì è  iniziato il mio percorso. Con Francesco, volevo sostenere la presenza femminile, sono meravigliato dall’intensità con cui le interpreti femminili siano state brave, voci sottili che hanno sostenuto il testo in un altro modo, mi hanno commosso.


Abbiamo coinvolto per ora 27 interpreti, sperare che la data di uscita fosse buona per tutti era utopia, così abbiamo diviso in due capitoli, per permettere ad ognuno di avere un uscita coerente, senza sovrapposizioni, abbiamo fatto scegliere a loro se uscire nel primo o nel secondo capitolo. Sono sorpreso dalla grande professionalità con cui tutti stanno affrontando questo lavoro. Sulla scelta della canzoni, Francesco ha note di stupore: non mi aspettavo che qualcuno scegliesse Tango per due, invece nessuno a scelto Van Loon, dedicata a mio padre. Dopo la sua morte non l’ho più cantata, mi viene il nodo alla gola, mi sarebbe piaciuto che qualcuno l’avesse scelta. Sulla possibilità che ci possa essere un’interpretazione rap di un brano, Francesco ricorda che, durante un concerto si mise a fare l’Avvelenata in chiave rap, coi musicisti sconvolti sul palco. La riprese poi in modo normale. Pensa che sia difficile fare una sua canzone rap.
Pagani aggiunge: per il secondo volume stiamo cercando la formula, ma considerato che un rapper ha bisogno di spazio, bisognerebbe prendere un pezzo, togliere molto del testo e integrarlo, ma questo non posso farlo io!
Su un suo possibile ripensamento di tornare live, risponde divertito: non sono Aznavour che saltella sul palco! Il prossimo giugno saranno ottanta, ho deciso di smettere. Da quando l’ho dichiarato, ho fatto solo partecipazioni, un verso cantato con Vecchioni ed un verso con Morgan.  Non sono più capace di suonare la chitarra, le mie chitarre sono appese lì, ogni tanto mi scappa una cantata con qualche amico. Al mattino mi sveglio con le canzoni più strane in testa, canzoni assurde, insulse tipo… Fiorin Fiorello l’amore è Bello… canzoni che cantava mia madre o raccattate nel percorso della lunga vita… Ora sono contento di scrivere.

Note di viaggio capitolo 1: venite avanti…
Tracklist:
01. Natale a Pavana – Francesco Guccini
02. Auschwitz – Elisa
03. Incontro – Ligabue
04. Scirocco – Carmen Consoli
05. Stelle – Giuliano Sangiorgi
06. Tango per Due – Nina Zilli
07. Vorrei – Brunori Sas
08. Canzone Quasi d’Amore – Malika Ayane
09. Quattro Stracci – Francesco Gabbani
10. Canzone delle Osterie di Fuori Porta – Luca Carboni e Samuele Bersani
11. Noi non ci saremo – Margherita Vicario
12. L’avvelenata – Manuel Agnelli e Mauro Pagani