L I V E – R E P O R T


Articolo di Iolanda Raffele

La musica è pericolosa è il titolo dello spettacolo, curato da Ama Calabria, che sabato 14 dicembre ha visto la presenza del pianista, compositore e direttore d’orchestra italiano Nicola Piovani presso il Teatro Comunale a Catanzaro.

La fama e il nome preannunciano sempre performances eccellenti e, infatti, ancora una volta il maestro sa superare ogni possibile titubanza e riserva.

Introdotto da qualche accenno di xilofono, entra sulla scena con allegria, spontaneità ed estrema naturalezza, ponendosi sin dal principio in modo molto colloquiale ed ironico con il suo pubblico.

Agli spettatori numerosi e attenti si rivolge raccontando aneddoti e pezzi della sua vita personale e musicale, parla degli incontri professionali, delle collaborazioni e della pericolosità giocosa della musica che incontra le cose belle.

Federico Fellini aveva coniato questa espressione e Piovani con molta emozione lo omaggia, esordendo proprio con le musiche dei film Intervista e Ginger e Fred, di cui fu regista.

Sullo schermo si susseguono fotogrammi, immagini ed icone del cinema tra cui si staglia anche con la sua solita classe Marcello Mastroianni, mentre sul palco gli strumenti musicali nelle mani di Rossano Baldini (tastiere), Marina Cesari (sax e clarinetto), Pasquale Filastò (violoncello e chitarra), Marco Loddo (contrabbasso) ed Ivan Gambini (batteria, percussioni) diventano i remi di una barca pronta a salpare sulla terra della musica.

Cambia la melodia e il regista da ricordare e si prosegue con Speriamo che sia femmina e Il marchese del grillo di Mario Monicelli e con La banda del pinzimonio di Roberto Benigni tratta dall’album Roberto Benigni.

Gli intervalli tra musica e parlato danno il tempo di assaporare il concerto e di perdersi piacevolmente tra le melodie, ma non diminuiscono la curiosità e l’interesse abbastanza desti durante tutta la serata.

Non solo cinema nelle parole e nelle note del regista Nicola Piovani, ma alta cultura veicolata anche attraverso i grandi della musica classica sia con la Mazurka op. 17 no. 4 di Fryderyk Chopin e Golliwog’s Cake Walk tratto da Children’s Corner di Claude Debussy,sia con la mitologia narrata in modo fluido ed interessante.

Accompagnato dalla musica e dalle suggestive raffigurazioni del fumettista italiano Milo Manara, richiama, infatti, dalla Grecia la figura di Orfeo e il canto delle sirene che soccombettero nel duello con lui e parla della bella Salomè che ammaliò così tanto Erode da farsi consegnare la testa di Giovanni Battista.

Attraverso la musica fa rivivere la bellezza drammatica di Partenope e la carica passionale di La danza dei 7 veli.

Con spirito avventuriero e trasognato racconta come sono nate le canzoni composte con Roberto Benigni e scritte dall’amico, scrittore e sceneggiatore, Vincenzo Cerami.

Nei suoi ricordi lucidi e descrittivi non manca il riferimento al lavoro di Storia di un impiegato di Fabrizio De Andrè e dimostra la sua straordinaria bravura quando con la sequenza mi – fa – sol, presa quasi in prestito dal ticchettio delle campane della chiesa vicino la sua abitazione, riproduce Il bombarolo del citato cantante genovese.

Nicola Piovani dimostra di essere veramente un fiume in piena, serio e scherzoso, convinto e convincente sotto ogni profilo e regala al pubblico la magia di Quanto t’ho amato, una ballata d’amore, classica, dalle sembianze tutte italiane frutto del trio Benigni CeramiPiovani.

L’attore Marcello Mastroianni torna protagonista attraverso le immagini e la viva voce quando canta Caminito, un pezzo di buon tango composto da Gabino Coria Penaloza e Juan De Dios Filiberto.

Maestro sul palco e nei rapporti umani, Piovani dedica grande spazio e centralità ai musicisti che lo accompagnano e conclude la serata con il fascino di La musica è pericolosa, le suggestioni e il ricordo di La vita è bella e un atteso ed apprezzato bis di Quanto t’ho amato.

Se, dunque, la musica è pericolosa, è consigliabile correre il rischio di avvicinarsi a lei senza tentennamenti e lasciarsi incantare dalla sua malìa e dal suo mistero.