R E C E N S I O N E


Articolo di Giovanni Carfì

Pitchtorch è il debutto omonimo del trio composto da Mario Evangelista, chitarrista e compositore facente parte dei The Gutbuckets, il bassista/contrabbassista Danilo Gallo dei Guano Padano e le pelli di Marco Biagiotti dei The Vickers. Un trio capace e dal background ricco e articolato, ideale per la realizzazione di questo lavoro nel quale la prima impressione che si avverte è quella di spazi liberi, ariosi e dall’ampio respiro, base ideale per un alt-folk impolverato da sabbie blues.

Curiosa anche la combinazione delle due parole che compongono il nome scelto, ossia ‘pitch’ e ‘torch’: la prima indica il diapason, uno strumento ormai un po’ desueto, ma affascinante nella sua semplicità d’uso e utilizzo; nasce intorno al 1711 e la sua funzione primaria è quella di produrre una nota, in base alla quale gli altri strumenti potranno essere poi tarati e accordati. L’altra parola indica semplicemente una torcia o una fiaccola, alla quale i ragazzi attribuiscono questo compito/significato: “…come una luce che può fare da guida in questi tempi bui, non solo musicalmente parlando”.
Le tracce dal play piacevole anche in ordine sparso, sono otto, tre di queste interamente strumentali, e dalle forti connotazioni cinematiche, con un peso proprio, anche se prive di testo, le altre invece hanno un carattere e un sapore più blues rock. La particolarità di questo lavoro sta anche nel riuscire ad accomunare suoni tipicamente blues e folk filtrandoli attraverso maglie sottili, trattenendo tutto ciò che apparterrebbe alla (benevola) ridondanza del genere, e rilasciandone solo l’essenzialità di ogni particolare, facendo passare una luce calda e malinconica.§Ritroviamo queste essenze in Pictures Are Going Wild, con il suo incedere sognante, lento e dilatato, o nelle dolci melodie di Seashore, dove possiamo apprezzare gli intrecci di chitarre, una accanto l’altra, lasciandoci trasportare da echi, venti e voci immaginarie.

Più reali le voci presenti in Not On Sunday dove il banjo e le sue note rotonde e nasali, restituiscono un sound molto “americano”, con un ritornello che ci regala una bella apertura su uno spazio calmo, uno sguardo su un orizzonte sicuro; così come in Between You And Me, dove l’interpretazione e la dinamica vocale, si amalgama con le chitarre, tra passaggi melodici e ritornelli carezzevoli. Il tutto mantenendo sempre in primo piano la componente acustica, che sul finire del brano si sposa con pianoforte e chitarre dal forte riverbero e delay, in sovrapposizioni quasi lisergiche.
Sono tracce che respirano, dalla personalità forte, episodi sonori dove si vengono a ricreare scenografie emozionali, come la strumentale Actually Is Fading, che riesce ad accompagnarti, creando una scia intorno all’ascoltatore, avvolgente ma rarefatta allo stesso tempo, qualcosa di delicato che velocemente si dissolve.

Tornando all’interpretazione simbolica che i ragazzi vogliono attribuire alla loro ‘fiaccola’, e rimarcandola attraverso l’alchemico artwork realizzato da Ver Eversum, avvertiamo realmente tra le varie tracce, un desiderio o forse più una speranza, grazie a quei suoni old, che ci riportano alla mente immagini di tempi meno “bui”, e che ci accolgono un po’ come la casa della nonna, dove c’è sempre una parola giusta e consolatoria, grazie alla ragione dei suoi anni. In questo caso i Pitchtorch accendono questa speranza, questa piccola guida, e lo fanno con molta umiltà e mettendosi in gioco, ma senza per questo tralasciare nulla.
I suoni, sia che si tratti di brani strumentali o non, godono di una ricerca accurata e ricca di gusto, con incursioni e stratificazioni sonore spesso inaspettate, e che aggiungono piccole sfumature agli altri colori. Grazie ad esse basta allontanarsi un po’ per capire la loro funzionalità all’interno di un quadro, dove la cornice non delimita solo una miscellanea blues e folk, ma impreziosisce e contestualizza il background sonoro dei tre componenti, trasformandolo in qualcosa in grado di attraversare la superficie della tela per poterci raggiungere.

Tracklist:
01. Pitchtorch
02. Perfectly In Tune
03. Pictures Are Going Wild
04. Dear Old Seagull
05. Not On Sunday
06. Seashore
07. Between you and me
08. Actually is fading