L I V E – R E P O R T


Articolo di Cristiano Carenzi, immagini sonore di Tommaso Prinetti

Il duo di rapper romani appartenenti al collettivo Love Gang (CXXVI), sempre più al centro dell’attenzione, sono usciti a fine Novembre con il loro primo album per Bomba Dischi. Senza ghiaccio è un progetto di nove canzoni che riesce a trasportarti subito nella realtà dei due autori; la loro narrazione è caratterizzata da una schiettezza nella trattazione dei temi affrontati che, nella maggior parte dei casi sono: Roma, alcool e droghe. Il disco è entrato subito nella fatidica lista dei miei dischi dell’anno e ha aiutato sicuramente il fatto che si parli di determinati argomenti ma questi non diventino mai un motivo di orgoglio come interessante dell’ansia con cui i giovani si trovano spesso ad avere a che fare.

Ciò non riguarda solo l’uso di sostanze ma ad esempio in “Palazzi”, come intuibile dal titolo, si parla del problema edilizio di Roma e degli irraggiungibili affitti da pagare se non si vuole stare in periferia. Credo che si sia capito che per il live avessi grandi aspettative nonostante sapessi che non fosse proprio il loro punto di forza, nonostante ciò ero molto curioso. Dopo poco che sono arrivato al Serraglio per Urban Calling, l’evento organizzato da Culture Club Milano, inizia il set di apertura che è affidato a Dola. Personalmente lo ho apprezzato decisamente di più in forma live che in cuffia, è riuscito a sprigionare tutta l’energia che nei pezzi a volte non risalta a pieno, accompagnato da No Label ha cantato sette brani tra cui l’ultima “l’amore smascella” ed episodi precedenti per poi chiudere con un inedito molto interessante accompagnato dal featuring di Ugo Borghetti che fa un primo cameo sul palco anticipando che probabilmente si sarebbe dimenticato le parole, esattamente nel suo stile.

Subito dopo sul palco sale Drone126, producer e dj dello stesso collettivo romano dei cantanti, il quale ci regala un breve set di quattro canzoni, tutte appartenenti a rapper della nuova scena oltre che suoi amici e collaboratoti (Gianni Bismark, Massimo Pericolo e un classico di Ketama126 e Franco). La quinta canzone del set è “Gin Tonic”, brano di apertura di “Senza Ghiaccio” ed infatti salgono anche Asp126 e Ugo Borghetti per iniziare il loro concerto.
Il Serraglio è pieno e il pubblico si scalda fin da subito mentre loro eseguono i primi quattro brani del disco per poi tornare ad un episodio più vecchio, ma sempre molto bello come “Ndb”. Continuano con “LambrateGianicolo” (per altro perfetta per la zona in cui siamo) e “Mezza Subotex”. A questo punto le luci si concentrano prima su Ugo che canta tre featuring (“Sad” con Joe Scacchi, “Ansia” con Massimo Pericolo e “Cancun” con ketama) e poi su Asp con “Caffe Illy”. Ormai tutto il pubblico è già da tempo pienamente coinvolto ma ad animare maggiormente la serata arriva Franco con cui cantano “Ballantine’s”, “Spigoli” e la storica “Tarallucci e vino” per poi salutarlo e chiudere il concerto con l’iconica “Campare di Campari” brano con cui si chiude anche il disco.


Le osservazioni da fare giunti a fine serata sono sostanzialmente due: la prima è che il connubio tra loro, come funziona sul disco funziona anche in versione live; l’animo più sereno di Asp che addolcisce con le sue melodie nei ritornelli e la crudezza di Ugo che si traduce perfettamente nel suo Spoken Word nelle strofe sono più che mai bilanciati. La seconda è che comunque, nonostante sulla perfezione tecnica della performance ci sia ancora da lavorare sono stupito del live, anche pensando al fatto che eseguire strofe come quelle di Ugo Borghetti non è affatto semplice, ma soprattutto mi chiedo: c’è davvero bisogno che raggiungano una perfezione nei live? Alla fine non li apprezziamo perché rappresentano la parte più disordinata di ognuno noi? E se questo non fosse tradotto anche nel live forse, per assurdo, si perderebbe questo effetto.
La serata è finita, il concerto è durato poco più di un’ora ma è tardi e devo sperare di prendere l’ultima metro, dunque, particolarmente soddisfatto mi avvio alla fermata del pullman più vicino.