I N T E R V I S T A


Articolo di Iolanda Raffaele

La musica vista dal Dark Side of the show – l’intervista a Max Martulli, tour manager, band assistant di molte importanti realtà musicali e poliedrico artista.

Come stai e come hai vissuto questa quarantena infinita?
Molto bene grazie, ho fatto il papà e il marito e ho iniziato il montaggio del mio docufilm The Dark Side of the Show per il quale sto scrivendo anche la colonna sonora, quindi il tempo mi è davvero volato via, 2 mesi che sembrati 2 minuti!

Tour manager e band assistant di molte realtà musicali importanti per lo scenario nazionale e non solo. Quando hai capito che la musica sarebbe stato l’oggetto del tuo lavoro e che non avresti voluto fare altro?
Sin da giovanissimo, avevo 13/14 anni quando ascoltai per la prima volta un disco dei Led Zeppelin e precisamente su “Bron Yr Aur” suonata da Jimmy Page rimasi folgorato! In quel momento ho capito che la musica mi avrebbe accompagnato in ogni momento della mia vita, ho concentrato tutte le energie positive e alla fine la mia passione è diventata il mio lavoro.

Cosa ha rappresentato per una persona come te super impegnata, sempre in giro tra artisti, pubblico e migliaia di professionalità, convivere con questo stato di blocco imposto?
Grande frustrazione e profonda tristezza nel rendermi conto e consapevolizzare il fatto che molti tra i miei colleghi non avrebbero lavorato per un bel po’, me compreso.
Migliaia di professionisti fermi, l’arte e la cultura ferme. Un grande dolore.

In un periodo difficile segnato dal Covid-19 in ogni settore della società, la musica senza dubbio ha subito conseguenze notevoli. Che scenario prevedi? Sei fiducioso in una graduale, ma buona ripresa?
Penso che ci troveremo di fronte ad un lungo periodo di situazioni live in streaming e piccoli concerti con poco assembramento di pubblico. Nessuno di noi del settore era pronto ad affrontare una pandemia e quindi stiamo capendo come muoverci day-by-day. Dopo l’estate potremmo iniziare a tirare qualche somma.

Sono state proposte varie iniziative durante questa emergenza per mantenere viva l’attenzione sulla musica e sui centri di fruizione e diffusione della stessa, dalle dirette streaming singole e di gruppo a “Chiamatenoi”, a “La Musica che gira” a “Lost in the desert” e tante altre. Qual è il tuo pensiero a riguardo?
Tutte cose positive, gli addetti ai lavori non si sono arresi dimostrando una gigantesca passione per il lavoro e per la cultura. Emozionante è il coinvolgimento di alcuni artisti che hanno prodotto e sviluppato situazioni per dare aiuto a chi ha perso il lavoro. Mi sono sentito davvero in un’unica grande famiglia.

Sei sempre una fucina di idee e parte di valide collaborazioni. Vogliamo parlare del tuo progetto “The Dark Side of the show”?
E’ un docufilm che parla di tutte le figure professionali che ruotano attorno al mondo degli spettacoli dal vivo, lavoratori che operano all’oscuro e quindi poco conosciuti da parte del pubblico. Ho deciso di farlo per dare luce a tutti loro. Ho iniziato da poco il montaggio spero di pubblicarlo per il prossimo autunno.

Quali riforme vorresti che fossero introdotte una volta per tutte nel tuo settore per un maggior riconoscimento?
Spero negli ammortizzatori sociali in caso di perdita o stop dei lavori, siamo gente di tour e/o di produzioni artistico-musicali e quindi è impossibile lavorare tutto l’anno, e una valida attenzione e risanamento del discorso pensionistico per il nostro settore.

Che messaggio ti senti di dare a tutti coloro che a diverso titolo operano nel mondo della musica, parte essenziale della nostra cultura e della vita di tutti i giorni?
Per il momento dobbiamo stringere i denti e sperare che a breve si risolva tutto. Siamo pionieri della cultura, stiamo navigando a vista e la mia paura è quella che se il periodo di stop si protrarrà a lungo perderemo per strada un sacco di professionisti che per ovvi motivi troveranno altre occupazioni lavorative.

Indica tre concerti che ti hanno segnato e consiglia ai nostri lettori tre dischi che non dovrebbero mai mancare nella propria libreria musicale.
Concerti:
1-Eric Clapton – Milano PalaTrussardi – (Primo concerto della mia vita)
2-Prince – Milano Forum Assago (La fortuna di assistere live al Genio Assoluto)
3-Guns n’ Roses, Faith No More e Soundgarden insieme a Torino – Stadio delle Alpi.

Dischi difficilissimo sceglierne 3 ma ci provo:
1-Pirata – Litfiba
2-Appetite for destruction – Guns n’Roses
3-Angel Dust – Faith No More

Grazie Max e ci vediamo in tour
Grazie di cuore a voi, un caro e virtuale abbraccio!