R E C E N S I O N E


Articolo di Elena Di Tommaso

In questi giorni di forzata clausura il corriere ti trova sempre a casa, al primo suono del campanello. E diventa un incontro meraviglioso, soprattutto se il contenuto dello scambio è un oggetto che ti terrà compagnia in un periodo di solitaria introspezione.
Il pacco contiene Cover Two, il secondo album di cover di Joan As Police Woman pubblicato per Sweet Police. Sulla copertina una Joan Wasser di schiena e con le dita incrociate sfoggia una tutina aderente di pelle rossa, mentre all’interno dell’album la sua immagine è intera, sdraiata su un sofà, con un elegante abito rosso e delle fantastiche scarpe fiammeggianti. Due anime che rispecchiano il coraggio, l’originalità, la delicatezza e la sensualità del suo ultimo lavoro.


Dopo il ritorno alle origini dello scorso anno con il tour Joanthology (un’antologia degli ultimi quindici anni di brillante carriera musicale) che l’ha vista esibirsi anche in Italia in solo, tra pianoforte e chitarra, con la sua inconfondibile voce, il suo appeal magnetico e la sua carismatica presenza scenica, la polistrumentista statunitense torna con il suo secondo album di cover, a undici anni dal primo. E undici anni ci sono voluti per portarlo a termine come lei stessa afferma: “I began working on new covers ever since the release of the first covers album 11 years ago! I’ve been performing ‘Kiss’ by Prince and my version of ‘Out of Time’ by Blur throughout last year’s Joanthology Tour and finished the record as soon as I returned home this winter”. Per tale motivo e anche in quest’ultimo lavoro sono evidenti la cura e la dedizione alla sperimentazione che Joan ha sempre avuto nei confronti della musica, spaziando dal blues all’r&b, dal rock fino alle più classiche ballad.
Oltre che inimitabile cantautrice la Wasser è una sublime interprete, capace di spogliare con audacia i brani che più ama per poi rivestirli, con delicatezza e sensibilità, di abiti accuratamente cuciti su misura che generano nuovi fraseggi emozionali e atmosfere personali. La temerarietà della sperimentazione insieme all’autenticità della passione, le conferiscono una grande sicurezza nell’interpretazione, tanto che i brani sembrerebbero essere usciti dalla sua penna.

Cover Two è una vera e propria sfida creativa, contiene dieci brani scelti dall’artista tra quelli che più adora (a cui si aggiunge anche una personalissima versione di Billie Jean di Michael Jackson per i preordini dal sito ufficiale) e la tracklist è sorprendente: si va dai Talk Talk ai Blur, da Prince a Neil Young, dai The Strokes agli Outkast. Il tutto è minimalista, mite e calibrato, la voce di Joan As Police woman conferisce nuova linfa vitale ma non sconfina mai, la rielaborazione è curata e attenta, si raggiungono i momenti più intensi nelle interpretazioni più intime e nude. I brani rinascono a nuova vita: vengono prima decostruiti e poi plasmati attraverso le intuizioni e l’eclettismo dell’estrosa artista newyorkese, che aggiunge nuovi elementi tratti dal proprio bagaglio culturale ed emotivo. La scelta non è quella di percorrere la strada più facile, piuttosto di assumersi il rischio con coraggio e responsabilità, impelagandosi in ambienti che solo pochi avrebbero osato indagare (Neil Young, Talk Talk).

Ad aprire l’eclettica selezione un brano accattivante (già presente nella raccolta Joanthology pubblicata lo scorso anno) che trasuda una soave sensualità sin dalle prime note del basso, passando attraverso gli accenni di chitarra acustica, un pianoforte intermittente, fino ad una voce ardente di desiderio: Kiss è un brano avviluppato in un coinvolgente languore sensuale. Il tempo più lento e rilassato contribuisce ad estendere la canzone di un minuto e mezzo in più rispetto all’originale, dando spazio ad una esibizione gloriosamente sontuosa. A seguire Spread degli Outkast con una versione più audace e con un ritmo più dolce a cui si aggiungono alcuni synth ed elementi elettronici che rendono il brano un po’ più scuro: al basso Meshell Ndegeocello, alla batteria Parker Kindred e alla tromba Cole Kamen-Green. Under control dei The Strokes è un omaggio soul-pop anni ’60, una reinvenzione r&b che viaggia su una melodia carezzevole di pianoforte. La lettura minimalista e sperimentale di Not the way di Cass McComb mette in mostra tutte le sfumature della voce in un’ambientazione elettronica e rarefatta mentre la ballata di Michael McDonald I keep forgetting ha un involucro soul elegante, completamente immersa in un incedere lento e pieno di sentimento. La cover ipnotica di Life’s what you make it dei Talk Talk è stata eseguita con Justin Hicks lo scorso novembre dopo la morte di Mark Hollis e l’approccio è simile all’originale. Un brillante arrangiamento per Out of time dei Blur, una ballata emotiva, commovente, delicata e vibrante che permette di “aprire la mente e osservare il mondo girare dolcemente fuori tempo”. Il passo successivo è On the beach di Neil Young a tratteggiare l’inquieta e tormentata riflessione sul prezzo della fama, cadenzato da profonde sfumature jazz. La penultima traccia There are worse thing i could do riaccende la nostalgia per il musical Grease e viene eseguita nello stile armonico Flamingos (gruppo doo-wop degli anni ’50 che utilizzava un riverbero pesante per creare il proprio suono). Il finale è dedicato all’interpretazione di Running di Gil Scott-Heron, con l’aggiunta di melodia e accordi alle parole parlate che creano una canzone attorno alla poesia. E’ un finale che caratterizza l’album stesso, portando in primo piano l’emozione e l’intimità.

La profonda passione di Joan rifulge in questo album in cui convivono in maniera sorprendentemente naturale ed organica brani diversi per genere ed epoca (anni ’70,’80,’00). La polistrumentista americana sembra aver scovato il nucleo palpitante di queste tracce, estrapolando per loro un suono e un umore coerenti, sequenziando in maniera intelligente i brani tanto che ognuno scorre nel successivo e l’album sembra avere un tema unificante. Ciò che rende Cover Two un album coeso è sicuramente la straordinaria sensibilità di Joan Wasser che riesce a far convogliare tracce così diverse in un unico flusso musicale. E’ un album che più lo si ascolta e più lo si apprezza.

Joan As Police Woman non ha mai perso occasione per mettersi alla prova, portando con sé tutte le esperienze musicali e la voglia di sperimentare, e anche questa volta è riuscita a lasciare il segno in maniera magistrale sul lavoro di artisti molto diversi, grazie alla sua strepitosa versatilità.

Tracklist:
01. Kiss (Prince)
02. Spread (Outkast)
03. Under Control (The Strokes)
04. Not The Way (Cass McCombs)
05. Keep Forgetting (Michael Macdonald)
06. Life’s What You Make It (Talk Talk)
07. Out of Time (Blur)
08. On The Beach (Neil Young)
09. There Are Worse Things I Could Do
(Warren Casey and Jim Jacobs)
10. Running (Gil Scott-Heron)