R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Non credo che Giulia Damico abbia scelto a caso di aprire il suo album d’esordio, Spherical Perceptions (sottotitolo “Homage to Thelonius S. Monk”), con Monk’s Dream. Innanzitutto perché il lavoro è strutturato su brani del grande pianista e compositore statunitense, ma soprattutto perché Monk’s Dream, se non è un manifesto artistico della poetica musicale del grande jazzista, è certamente una dichiarazione d’intenti piuttosto chiara: “I dreamed of a life that was pure and true/I dreamed of a job only I could do./ One man beside me, we’d be a team,/Man, that was a dream./I knew it was music I had to play/I dreamed when I played, I would play my way…”

E così, anche Giulia Damico parte decisa alla ricerca della sua strada e sembra farlo nel migliore dei modi, con un magnifico sestetto che la vede in compagnia di Marco Taraddei al fagotto, Edoardo Casu al flauto, Lorenzo Blardone al pianoforte, Carlo Bavetta al basso elettrico, Andre Bruzzone alla batteria, reimpostando in chiave cameristica un musicista bizzarro, ricercato, libero e complesso che si prendeva moltissime libertà di scrittura e di interpretazione. Operazione ad alto rischio quindi, e non solo per gli arrangiamenti, ma anche per l’oggettiva difficoltà interpretativa dei testi di Monk, metafisici ed irriverenti, giocosi ed esistenziali. Ed è proprio la giocosa ma esistenziale Reflections, secondo pezzo del lavoro, dove la voce calda ma dolcemente inquieta di Giulia Damico dà il tono all’album, prima delle affascinanti e complesse elucubrazioni sonore e vocali di Bye-Ya (parti 1 e 2) con canto, controcanto e discanto, se mi si passa l’azzardo, di notevole bellezza virtuosistica (che non è sempre un peccato). La voce di Giulia Damico ha modo di evidenziarsi e di dare convincente prova di sicurezza ed audacia nelle altre composizioni monkiane, in Four in One, con il magnifico duetto sonoro con la tromba di Mirco Rubegni (al pianoforte Fabio Giachino), o come nella delicata Ugly Beauty. Chiude l’album, edito da Play & Oracle Records, una briosissima Evidence con una “sillabazione” di grande effetto. Che la “lezione” di raffinata ed eccentrica ricercatezza sia stata ben assimilata e abbia fecondato la creatività del sestetto, lo dimostra Perceive getta knoW, unico brano originale scritto con Fabio Giachino. Se si comincia con Thelonius Monk ottenendo questi risultati, si può certo ben sperare.

Tracklist:
01. Monk’s Dream
02. Perceive getta knoW
03. Reflections
04. Bye-Ya pt1
05. Bye-Ya pt2
06. Four in one
07. Misterioso
08. Ugly beauty
09. Evidence