I N T E R V I S T A


Articolo di Iolanda Raffaele

Cantautore italiano di talento con una spiccata propensione per la lingua inglese. In occasione dell’uscita del coinvolgente brano Mistery Eyes, Off Topic ha intervistato Alberto Dori tra passato, presente e progetti futuri.

Ciao Alberto benvenuto su Off Topic
Nome: Alberto
Cognome: Dori
Professione: Se devo essere sincero dico designer, se devo tirarmela dico artista oppure cantantautore.
Segni particolari da dichiarare: Non mi pare di averne di così particolari

Canti, scrivi e suoni all’inglese, come mai questa scelta apparentemente rischiosa, ma che ti riesce molto bene?

Onestamente, sono cresciuto con la musica cantata in inglese, quindi direi che è stata una scelta davvero molto naturale. Non ci ho nemmeno dovuto mai pensare.

Hai mai pensato di scrivere in italiano?

Come dicevo prima, no. Non mi è mai capitato nemmeno di fermarmi a pensarci. Non credo succederà e se dovesse succedere credo non sarà nel breve termine.

Inizio da band e prosecuzione da solista, che cambiamento a livello personale e professionale è stato?

E’ sempre un dispiacere sciogliere un gruppo, perché non lo fai solo per la musica, lo fai anche per la compagnia e per divertirti. Però sono un testardo e devo comandare io, quindi dal punto di vista professionale, sia per me che per gli altri, meglio così.

Torneresti a suonare in un gruppo?

Sì ma non con un ruolo “chiave” tipo cantante o solista, vorrei essere uno della band se facessi parte di un gruppo.

A chi o a cosa ti ispiri nella ricerca della musica e dei testi?

Tante cose, ironicamente anche alla musica italiana. Per la musica prendo, come tutti, qua e là dagli ascolti di tutta la vita, lontani o recenti. Per i testi cerco sempre di essere il più personale possibile, senza farmi influenzare troppo da modi di scrivere degli altri.

Nel 2018 è uscito il primo disco “Painted with abroad brush”, a noi è piaciuto, vuoi parlarne un po’ ai nostri lettori?

E’ un disco che parla di un periodo della mia vita, un disco che mi piace e che suona bene. E’ molto diretto e onesto ma è vario, sebbene il macrotema affrontato sia quello di un rapporto amoroso, credo che abbia molte sfaccettature differenti.

Che nuova fase ha rappresentato nel tuo percorso?

Diciamo che ha chiuso un percorso e ne ha aperto un altro.

Il 19 giugno 2020 è uscito Mistery Eyes, un brano intenso, coinvolgente e molto orecchiabile che si affida al fascino degli occhi e degli sguardi. Come è nato, sfidando ogni pandemia e lockdown?

E’ nato prima della pandemia e di tutto quello che ne è derivato, ma per tutte le difficoltà del caso la voce è stata registrata solo dopo che è finito il lockdown, quindi, non avrebbe potuto essere pubblicato prima. In ogni caso la genesi del pezzo è semplice, è venuto da sé molto velocemente. Avevo in testa un giro di chitarra ci ho messo sopra una melodia e il testo si è praticamente scritto da solo.

Questa canzone ci riporta al secondo album a cui stai lavorando, ci puoi anticipare qualcosa?

Tra poco esce When Death Goes On Holiday, il secondo singolo e poi a ottobre probabilmente faremo uscire con la Cantina Records un EP, ma è ancora tutto in fase di definizione.

Hai altri progetti in cantiere?

Suonare, registrare, farmi ascoltare. Se potessi, poi, vorrei suonare in una band post punk.

Grazie e in bocca al lupo per il tuo talento!

Ciao e grazie a voi!