I N T E R V I S T A


Articolo di di Joshin E. Galani

La scorsa estata abbiamo incontrato Alberto Dori per parlare del singolo Mistery Eyes. Vi proponiamo oggi il suo nuovo video in anteprima  “When Death Goes On Holiday” ed in questa occasione cerchiamo di conoscerlo meglio, ecco la nostra intervista!

Ciao Alberto, un titolo curioso, questa prima domanda è obbligatoria, cosa succede quando la morte va in vacanza?
Facile: si gode, ironia della sorte, la vita. Come tutti quelli che si prendono una vacanza.

Questo video si apre con crepitio dello scorrimento della pellicola, musica anni 40 e mantiene il mood bianco e nero dal sapore noir e Dick Tracy. Ci racconti di come è stato pensata la trama?
Ti posso dire che le fumose atmosfere dei noir anni 40 mi hanno sempre tanto affascinato. Interpretare un detective insoddisfatto e (presumibilmente) alcolizzato dovrebbe essere il sogno di ogni bambino, quindi io e Jacopo Rampazzo (regista e videomaker) abbiamo pensato a questo video e abbiamo costruito la storia a partire da quest’idea.

Come ti sei trovato nei panni dell’attore nel video?
Direi bene, sono abbastanza una prima donna, quindi mi trovo bene a fare il protagonista. Se poi c’è da mettersi in costume tanto meglio. Detto questo è stato davvero divertente girare il video. Con Jacopo siamo amici da tanti anni e con lui sono sempre sicuro che il risultato sarà fantastico.

Il brano sfiora sonorità alla Style Council, Spandau Ballet, zigzagando per Jamiroquai. È in arrivo un progetto completo con queste sonorità?
Le sonorità sono, più o meno, in continua evoluzione. Con ciò intendo dire che il disco in arrivo sarà un mix di tante cose diverse, e mi piace pensare che vada benissimo così. È naturale avere dei fili conduttori, ma credo che si individuino facilmente nel mio modo di scrivere e di cantare e non tanto nelle sonorità sempre troppo fedeli le une alle altre.

“Painted with a broad brush” il tuo album del 2018 ha un’attitudine completamente diversa, sia nel cantato, che nello stile che si colloca nel british pop. Cosa ti ha spinto ad esprimerti musicalmente in questa nuova direzione? Il cambiamento è netto e definito!
Mi rendo conto che il primo disco fosse molto diverso, per sonorità a quello che è uscito quest’anno. Ma sinceramente per me che scrivo i pezzi con una chitarra acustica, ogni canzone, dalla prima che ho scritto fino all’ultimo abbozzo, potrebbero benissimo stare nello stesso disco. Le sonorità cambiate servono solo a sperimentare e a divertirsi un po’, sperando anche di far divertire. Tutto qui.

Dovendo scegliere una canzone per rilassarti, ed un’altra per caricarti, cosa ascolti?
Ti dico che non ci sono risposte facili a domande come questa. E che ogni sei mesi e a seconda dello stato d’animo le mie canzoni preferite cambiano. Direi che quest’anno è stato l’anno di Kevin Morby per rilassarmi. Per caricarmi, cosa di cui però sinceramente non sento mai grande necessità, direi l’ultimissima canzone dei Royal Blood “Trouble’s Coming”. Mi è piaciuta davvero.