R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Non è facile scrivere di certi lavori musicali, come questo Anasyrma dei Tell No Lies, gruppo composto da Nicola Guazzaloca al piano, anche autore dei brani, Edoardo Marraffa ai sax sopranino e tenore, Filippo Orefice al sax tenore, Luca Bernard al contrabbasso, Andrea Grillini alle percussioni, con l’aiuto esterno di Christian Ferlaino al sax baritono, Francesco Guerri al violoncello e Federico Pierantoni al trombone. Quando non è facile scriverne, significa che è facile ascoltarli e anche introiettarli e questo perché la musica ha preso il sopravvento su teorie, concezioni, spiegazioni che qualche volta rendono tutto più macchinoso, soprattutto se chi scrive si compiace di ciò che scrive (e capita un po’ a tutti di dire bugie). Allora lasciamoli suonare e penseremo alla fine cosa dire o cosa scrivere…

L’album edito da Aut Records si apre con la ritmata Moondays che lascia ampi spazi alla digressione dei sax che poi portano al deragliamento melodico, sostituito da una magnifica frammentazione della scrittura musicale nella parte conclusiva del brano. Segue Magenta che, oltre ad essere il nome di una cittadina nei pressi di Milano, potrebbe voler alludere anche al colore che, ricordiamolo, non fa parte dello spettro ottico e che, se vogliamo continuare con l’ardito parallelo, non esiste in natura, così come sembrano non esistere in natura, suoni e accordi che strutturano il brano, molto articolato e portato avanti sulle corde del bel piano di Nicola Guazzaloca. Di grande impatto anche l’attacco sommesso e discreto di Scintilla, con i fiati  sussurranti, una ballad, sinuosa e delicata, ma che ben presto, si svela essere dinamite con la parte centrale del brano costituita da pura ed energetica vitalità che si smorza poi, per farsi quasi consunta nel finale. E poi ancora una libera ricerca con Leili e Anteo, quest’ultimo con un bell’assolo di Andrea Grillini alla batteria, dialogante con piano e sax di grandissima efficacia e con sempre in bella evidenza il trombone di Federico Pierantoni. Chiudono la nervosa Zadina e la sanguigna Mokusha. Giungendo quindi al termine dell’ascolto e dovendo decidere cosa scrivere di loro e dell’album, direi che più che delle mie parole, dovreste fidarvi della loro musica. Gran bel disco (e non è una bugia).

Tracklist:
01. Moondays 
02. Magenta 
03. Scintilla 
04. Leili 
05. Anteo 
06. Zadina 
07. Mokusha