I N T E R V I S T A


Articolo di Iolanda Raffaele

Insieme da oltre 15 anni, tra le musiche di Daft Punk e New Order, i SuperWanted si raccontano ad Off Topic tra voglia di sperimentare e di continua crescita, guardando all’innovazione, ma mantenendo la propria identità, affinché gli ascoltatori apprezzino il loro lavoro e si rivedano in quello che è raccontato nelle canzoni.

Siamo in compagnia dei SuperWanted, chi siete, parlateci un po’ di voi…
Siamo due ragazzi che suonano assieme da oltre 15 anni, abbiamo cominciato assieme alle superiori e dopo le prime prove avevamo già qualche brano inedito da incidere; abbiamo partecipato a dei concorsi nella nostra città che ci hanno permesso di prendere contatto con i nostri primi produttori con cui è uscito il nostro primo disco Cose che succedono ascoltando i SuperWanted.
Grazie a questo disco abbiamo vinto MTV new generation nel 2012 e siamo finiti in alta rotazione su Mtv e Deejay TV.
Dopo questa prima esperienza in studio ci siamo sempre più attaccati alle sperimentazioni e, spinti da nuovi stimoli, in un paio di anni è uscito il nostro secondo disco Oltre la notte, un album con sonorità più spostate verso l’elettronica e i sintetizzatori.

Quali artisti vi hanno ispirato ad intraprendere la bella ed impegnativa carriera musicale?
Nel corso degli anni ce ne sono stati molti, talmente tanti che non riusciremmo ad elencarli tutti. Possiamo però condividere i nostri recenti ascolti, ai quali ci siamo ispirati per i nostri ultimi lavori: Tame Impala, The Weeknd, Daft Punk, M83, Roosevelt, New Order.

Nel 2012 esce il primo album “Cose che succedono ascoltando i Superwanted”, che esordio è stato e cosa sperate succeda nell’ascoltatore ogni volta che ascolta una vostra canzone?
L’esordio del nostro primo disco ci ha permesso di crescere molto dal punto di vista artistico e discografico, siamo contenti del lavoro svolto e dell’esperienza che ci ha fatto maturare. È stato un disco che ci ha messo alla prova e permesso di capire come si lavora in studio di registrazione. In generale speriamo che gli ascoltatori apprezzino il nostro lavoro e che si rivedano in quello che è raccontato nelle canzoni.

Tra il 2016 e il 2017 il secondo album “Oltre la notte” si fa strada tra sonorità rock ed elettroniche, quanto è importante per voi sperimentare e in che modo l’avete fatto in questo disco?
Sperimentare è alla base della longevità di un progetto; sperimentare crea nuovi stimoli e spinge sempre verso una crescita. Nella composizione del secondo album ci siamo immersi in sonorità elettroniche e abbiamo cambiato il modo di concepire la produzione di un disco. Siamo maturati molto anche dal punto di vista tecnico in studio, infatti il disco è stato prodotto interamente da noi.

Il 31 luglio 2020 è uscito il brano “Foresta”, un mondo immaginario o l’espressione di uno stato d’animo in musica?
Foresta parla della voglia e della necessità di mettersi in gioco e dei rischi che possono derivare da questa scelta. La foresta rappresenta bene questo concetto, richiama qualcosa di misterioso, poco conosciuto, qualcosa che attira ma allo stesso tempo spaventa. Tutto può diventare una foresta.

Arriviamo al 4 dicembre 2020 con “Dentro il mio bicchiere”, singolo che anticipa il vostro prossimo album. Spiegateci la genesi di questo brano che si snoda tra attrazione ed instabilità sulla scia della dance anni ’90.
Il brano è nato da un giro di basso e tutto il resto è venuto in modo molto spontaneo ed immediato.
Abbiamo sentito come giusto elemento il pianoforte per creare profondità e aperture nei ritornelli in modo semplice ma efficace. Il mood notturno e i riferimenti dance anni ’90 ci hanno dato la giusta ispirazione per buttare di getto tutte le idee per completare il pezzo. Volevamo un pezzo diretto, un po’ ipnotico e ballabile.

Potete dare qualche anticipazione sul nuovo disco? Cosa dobbiamo aspettarci?
Il disco che sta per uscire è stato composto e prodotto interamente nel nostro studio, laCantina Records. Questo ci ha permesso di esercitare una libertà che non ci ha imposto alcun limite nell’arrangiamento delle canzoni, abbiamo dato sfogo a qualsiasi idea ci frullasse per la testa, mantenendo comunque la nostra identità.
È un disco nato perché abbiamo sempre voglia di fare musica, di crescere e metterci in gioco, senza compromessi.

Come vedete il vostro futuro e ci sono altri progetti all’orizzonte?
In questo periodo, complice anche la pandemia, abbiamo lavorato moltissimo in studio. Sono tante le novità che non vediamo l’ora di pubblicare e per quanto riguarda i SuperWanted siamo già al lavoro per i brani di un ipotetico quarto disco. Inoltre stiamo producendo altri artisti che usciranno per la nostra etichetta laCantina Records.