I N T E R V I S T A


Articolo di Stefania D’Egidio

Lo scorso marzo The Rumjacks ci avevano allietato con l’uscita del loro album Hestia, quattordici tracce scoppiettanti per dare un bel calcio a tutta la negatività che ci circondava in quel periodo, e ora tornano con un EP nuovo di zecca, Brass For Gold. Per l’occasione ho avuto la fortuna di scambiare quattro chiacchiere su passato e futuro con il loro bassista, Johnny McKelvey.

Da cosa nasce la vostra passione per la musica folk irlandese ? Quali sono i gruppi che vi hanno ispirato ?
Penso che sia dovuto ai miei genitori: sono di Belfast, Irlanda del Nord, e c’è sempre stata musica folk e irlandese intorno a me crescendo. Gruppi come The Dubliners, The Chieftains, ecc…erano sempre presenti e poi gruppi come The Clash e The Pogues hanno, in un certo senso, cementato la cosa per me in età più avanzata.

Dall’album Hestia voi avete un nuovo cantante: cosa è cambiato con l’arrivo di Mike Rivkees ?
Tanto, credo. Per farla breve, siamo molto più felici e positivi, finalmente ci godiamo di nuovo la musica. Mike è incredibile: un ragazzo super positivo. È un gran lavoratore e ama veramente creare musica. Sappiamo che il cambio di cantante non viene sempre accettato nel migliore dei modi dai fan, ma Mike è stato accolto a braccia aperte. Penso che il duro lavoro che ha messo nel creare Hestia con tutti noi lo abbia ripagato e i fan sono stati d’accordo. Senza dubbio Hestia è stato il disco più divertente che abbiamo mai fatto come band e Mike è stato sicuramente il motivo.

L’album Hestia è stato prodotto in parte in Italia, siete venuti da noi anche per questo nuovo lavoro ?
Il nostro batterista, Pietro Della Sala, è italiano e anche il nostro manager, Luca, che ha uno studio a Vimodrone: così siamo venuti tutti a Milano in estate per passare del tempo lì a registrare Hestia. È un grande studio e con cinque membri che vivono in cinque paesi diversi ha avuto senso incontrarsi a Milano.

La vostra musica, con i suoi ritmi veloci, trasmette sempre una grande energia: cosa vi dà la carica quando scrivete canzoni ?
Questa domanda sarebbe più per Mike, credo, è lui che scrive le canzoni. So che trarrebbe ispirazione da qualsiasi cosa e, facendo quello che facciamo, e i posti in cui viaggiamo, con le nostre esperienze, l’ispirazione è ovunque. 

In poco più di un anno avete prodotto un album, Hestia, e adesso un nuovo EP, Brass For Gold: dobbiamo aspettarci qualche altra novità per il 2022 ?

Beh, non mi è permesso dirlo, ma sì, ci sarà un’altra uscita quest’anno. Restate sintonizzati!

Puoi dirci qualcosa su Brass For Gold: perchè un EP e non un album per esempio ?Abbiamo dato l’anima per Hestia e siamo stati così felici di come è venuto. È stato accolto così bene e volevamo solo fare di più. Mike scrive senza sosta e ci siamo resi conto che avevamo un mucchio di canzoni e volevamo sostenere l’uscita di Hestia. Normalmente un EP ha solo 4-5 canzoni, ma noi le avevamo tutte e 8 e abbiamo pensato, cazzo…perché no? Non volevamo abbandonare nessuna delle canzoni così sono state inserite tutte. Non volevamo aspettare troppo tempo, dopo Hestia, per pubblicare qualcosa, così ci è sembrato che un EP fosse la cosa migliore.

Molti hanno gettato la spugna in questi due anni di pandemia: voi come siete sopravvissuti all’assenza di concerti? Il vostro è un genere musicale che suscita emozioni soprattutto dal vivo.
È stata dura. Per oltre dieci anni siamo stati in tour così tanto ed era normale per noi essere via e suonare per 9-10 mesi all’anno, quindi all’inizio era davvero strano. Un po’ di confusione, credo, quando l’unica cosa a cui sei abituato viene improvvisamente interrotta. In fin dei conti non potevamo farci niente, così abbiamo deciso di continuare a lavorare e a fare quello che potevamo: scrivere e registrare. Ancora oggi non capisco perché così tante altre band non si siano prese del tempo per scrivere.

Farete qualche concerto nei prossimi mesi?

Sì! Tra qualche settimana andremo negli Stati Uniti a supportare i Dropkick Murphy’s nel loro tour per il giorno di San Patrizio. Poi di nuovo in Europa per alcuni spettacoli e poi di nuovo negli Stati Uniti. Ci aspetta un anno impegnativo!

Photo credits Ⓒ Antonio Invernizzi