R E C E N S I O N E
Recensione di Aldo Del Noce
Guardando al giovane panorama avant-garde svedese, non ci erano sfuggiti profilo e traiettorie del chitarrista e sperimentatore Finn Loxbo, esplicitate nel solistico album Eter (2018), materiali post-baileyani di puntamento sulle anatomie dello strumento, ma non meno nel duale Saint Erme (ancora 2018), notevole riflessione interattiva su panoramiche di soundscape in tandem col percussionista Anders Vestergaard.
Già forte di altre, differenziate collaborazioni, ad esempio nelle orbite di Mats Gustafsson (e relativa Fire! Orchestra) nonché la legacy di Anthony Braxton, il Nostro qui allestisce un quartetto pescando tra personalità quali la nota pianista Lisa Ullén, il contrabbassista Vilhelm Bromander nonché il percussionista chicagoano, ma installato sulla scena svedese, Ryan Packard; ospiti del festival Edition (organizzato dallo sperimentatore australiano John Chantler), i quattro danno l’avvio alla label Fönstret con un programma qui esposto entro un unico movimento.

All’insegna della coalescenza sonora e dell’atipico intercambio di ruolo (se ne aveva percepito sentore nel già citato Saint Erme, ad esempio), la concezione di Loxbo guida i quattro ad intessere un mutevole drappeggio, nelle cui trame insolitamente convivono osticità e fluenza, e in cui s’avvicenda la materia organica degli strumenti, connessi entro un pabulum dalla pulsazione sfuggente, abitato dalle fattezze percussive ed arpeggianti della chitarra, le vocazioni scultoree del contrabbasso, gli interventi parcellari della tastiera, i disegni di tratto mutevole ma incisivo della percussione (e per le complessive dinamiche della band fornirà ulteriori spunti dimensionali il video allegato).
Rilevando come la band si sia prodotta nel corrente anno ancora in quartetto, ma per la guida del clarinettista Erik Blennow Calälv (sostituente il bassista Bomander) in Bi, In yo & Iwato, improntato da stilemi nipponici, alla finale resa dell’esperienza Ephemeralds vi è un convincente laboratorio di musica creativa e spontanea, svincolata da cadenze ritmiche e cogenti geometrie; inglobando (anche) la dimensione dell’“effimero” sottintesa dal titolo, Kommun sembra fattivamente incarnare lo status ineluttabile dell’impermanenza, animandosi di una distintiva vitalità, entro morfologie chiaroscurali e catturanti.
Finn Loxbo — chitarra
Lisa Ullén — pianoforte
Vilhelm Bromander — contrabbasso
Ryan Packard — percussioni
Tracklist:
01. Ephemeralds (35:48)






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