L I V E – R E P O R T


Articolo di Carolina Zarrilli

Venerdì 9 giugno: giornata di nuovo di corsa, quando mai non corro. Scivola via velocemente. Guardo l’orologio: sono le 15.45. E’ tempo di uscire per partire per una nuova avventura. Sono contentissima perché sto per atterrare a Cagliari da Bergamo. Di nuovo in aeroporto, si. Sono affezionata a quel luogo perché sono successe sempre magie. Come quando ho conosciuto il progetto di Karu per cui ho scritto qualche riga qui.
Sono sempre emozionata all’idea di viaggiare, perché come i tour li paragono a dei lavaggi in lavatrice: parti in un modo e ne torni in un altro, sia questo una breve o lunga tratta, non importa.
Per chi non mi conoscesse, è bene dare una contestualizzazione: sono Carolina, più conosciuta come Coach, e mi occupo principalmente di booking e produzione di festival. Mi muovo tra l’emo con Grato Cuore, il jazz internazionale con il Rosetum Jazz Festival e unisco l’elettronica-jazz alla poesia (e non solo) con il progetto Città Aperta alla Fondazione Antonio Ratti a Como. Insomma, amo i live (i tour) e l’emotività che gli vibra attorno.

All’aeroporto della capitale sarda mi aspettano i Regrowth, band post-hardcore appena tornata da un tour europeo (se volete approfondire ecco qui qualche flash). Marco, Lorenzo, Sebastian, Nicola e Daniele non suonano solo, ma credono fortemente nella collettività e nella cura del territorio. Ci credono a tal punto che recentemente hanno fondato insieme a Claudio il collettivo Cagliari Hardcore che vuole organizzare concerti con gruppi da tutta Italia. Sappiamo benissimo quanto sia difficile portare band sull’isola e esportarli a sua volta. Ma loro ci credono. Volere e potere dicevano. E come da missione, domenica 11 al Corto Maltese, una location sul mare con un impianto da non sottovalutare, Cagliari Hardcore organizza la seconda edizione del Presamale Fest. Già dal nome, totalmente in linea con l’immaginario emo, non ci si può che aspettare una cornice gloriosa. I ragazzi hanno invitato cinque gruppi, tutti ben contestualizzati, scelti per un motivo preciso e complessivamente in armonia tra di loro. Gli ospiti da “fuori” sono i Lillà da Roma, quattro ragazzi che si presentano in modo molto umile, amanti del supporto della scena con grande voglia di fare, di girare e di conseguenza di conoscere. Effettivamente già dal soundcheck sotto il sole, si può confermare la definizione che si attribuiscono: i Lillà suonano “forte”, come le emozioni che provano a trasmettere.

Le altre band ospitate sono i Sodio, gruppo sardo composto da tre quarti dei Regrowth. Suoneranno per ultimi, perché oltre a chiudere effettivamente il festival, sarà il loro ultimo live in assoluto. Un vero addio.
Poi c’è Gli Occhi di Chi ha Fatto il Vietnam: progetto solista del cantante dei Quercia. Beat Lo-fi con liriche molto intime. Nome di progetto che fa l’occhiolino ai tipici nomi di gruppi post-rock, sempre molto lunghi, ma con la sorpresa di avere i testi e di essere da solo.
I Riflesso: sono curiosa di ascoltarli live, perché hanno partecipato allo split Fast Music for Sad People con le due band citate prime (Quercia e Regrowth) uscito in piena pandemia e che ha ricevuto una grande diffusione soprattutto per passa parola.
Gli Stigmatized, altro gruppo dell’isola, invece vede alla chitarra Matteo dei Quercia. Molto strano e bizzarro guardarlo suonare un altro strumento dato che per me rimane il bassista dei Q. che ho portato quattro volte in tour. Ma sono estremamente contenta di assistere a questo set.
Dalla descrizione si può dedurre quanto premesso: una famiglia allargata unita.
Dalle 21 precise iniziano i live. È pur sempre domenica e il giorno dopo si lavora.

Apre le danze GODCHFIV. Il suo set ha una tale potenza da farti entrare proprio nel mood giusto. Luca Fois ti invita nella sua camera di emozioni e non ti lascia andare. Con la sua empatia ti rende partecipe dei suoi sentimenti che poi sono anche i nostri. Ho visto crescere questo progetto, ho il suo disco nell’hard disk dal 2017, ho visto tanti suoi live. Ma questo penso che sia stato il più commovente. Non nego che mi è scesa una lacrima sul verso solo tu puoi togliermi queste spine dal corpo, una ad una, dell’inedito Spine. Il live scorre tra brani estratti dal primo disco Vedremo (2020), inediti, barre a cappella e mash-up con ridevamo.

È il momento dei Lillà. Sono felice di vedere come il pubblico sia lì ad aspettare, seppure rispetto agli altri gruppi sono quelli meno conosciuti. Icko, Edoardo, Tiziano e Andrea con il loro primo disco Come il fiore non il colore riescono in maniera naturale e spontanea a fare da ponte tra l’intimità di GODCHFIV e lo screamo/hardcore dei Riflesso, Sodio e Stigmatized. Arrivano da esperienze diverse, come i Blair e Barbed Wire o Nxxse, ma come primi set di date, tra cui il First Impact Fest, riescono a tenere bene il palco. Si vedono i quattro ragazzi tranquilli, salire sul palco e dare tutto. Il set di trenta minuti secchi inizia con Giardino; tra melodie e momenti più intensi, giusto per ricordare che i pensieri urlati sono quelli che vogliono rimanere più intimi ma necessari da esprimere. Insomma, solo chi vuole veramente, deve approfondire e scoprire. Il leitmotiv di questi testi, oltre al ricordo, rimane l’aspetto malinconico di una natura, alla Sturm und Drang di un primo Goethe che descrive le disavventure del giovane Werther e dei suoi dolori introspettivi che condivide apertamente con piante, prati e fiori che lo circondano. Siamo giunti alla fine e un po’ mi dispiace: ultimi due pezzi: Trieste e Farfalle. Concludere con il contraltare vocale di Icko e Andrea di Sento ancora la tua voce in ogni angolo di questa stanza ti rimane nel cuore. Come una magia interrotta, i quattro ragazzi scendono dal palco e tornano immediatamente sottopalco per godersi e supportare gli altri gruppi che si esibiscono. Non vedo l’ora di vedere la nuova locandina dei live e l’evoluzione del nuovo disco. Sento un ampio potenziale che bisogna sgrezzare assolutamente.

Siamo giunti al termine di questa serata e anche se non vorrei, ancora una volta mi sento grata di poter vivere e partecipare a queste situazioni che spero si possano solo evolvere. L’affetto che si percepisce è incredibile.

Grazie a Cagliari Hardcore, alla famiglia sarda e alla sua ospitalità così calorosa e sentita. Sabato 14 ottobre ci sarà il loro fest e ho avuto notizia della line-up. Chissà se riuscirò a prendere un altro volo per raggiungerli. Per chi potrà iniziate ad organizzarvi perché ne varrà sicuramente la pena.
Con una lacrima di felicità lunedì vengo riaccompagnata in aeroporto e ripenso alla descrizione che GODCHFIV ha dato di questa situazione: è un momento di serenità in uno stato di presamale.
Grazie a One Pint Productions, Studio Astrocat e Valentina Pani per la gallery fotografica in esclusiva. Grazie al Corto Maltese per ospitare queste magie, grazie ai gruppi e alle persone che fanno parte di questa nicchia culturale e la alimentano quotidianamente con le loro esperienze più personali.

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