R E C E N S I O N E
Recensione di Riccardo Provasi
La bellezza della musica spontanea, vera, non ancora legata a major o necessità di mantenere vendite e ascolti di un certo tipo, è quella di poter spaziare, creare sound e brani sempre diversi, ma artisticamente validi.
La musica indipendente perciò, risulta a tratti ancora acerba, priva di una direzione precisa, ma estremamente fresca ed accattivante.
L’album che mi è capitato tra le mani questa volta è “L’eco della nostra infanzia”, dei marchigiani Smitch in Blu Ray, primo lavoro legato ad una casa discografica, rigorosamente indipendente.

In primo luogo, è necessario sottolineare la qualità tecnica dei musicisti: l’album si compone di otto brani, editi (ma rivisti) ed inediti, in cui sono riscontrabili sostanzialmente tutti i generi musicali. Hip hop, nu jazz, atmosfere indie e metal, sfumature “maneskiniane”, chitarre graffiate in stile fusion velocissime… di tutto e di più. E tutto è realizzato al massimo delle potenzialità, senza alcuna difficoltà.
Dicevamo, otto brani: l’energia che si percepisce ad un primo ascolto è sorprendente, sebbene non costante. Il brano d’apertura, Io mi do fuoco, aggiunge una nota su cui ragionare: l’importanza della cultura strettamente “popolar – digitale” creatasi negli ultimi dieci anni grazie alla diffusione su larga scala di social network e siti internet. La capacità di selezionare un soggetto per un’opera ‘d’arte proprio da un meme, presente online da diverso tempo, non solo svecchia (o forse meglio dire, modernizza) le tematiche proposte, ma rende inequivocabilmente familiare il lavoro artistico.
Energia simile è riscontrabile nei riff potentissimi di Blackout e Sgattaiolo via, in cui forse più che in tutte le altre tracce, sono riscontrabili la totalità dei generi esposti in precedenza.
Forse, i brani più conscious, come Bolla o Muse, risultano a tratti più scontati degli altri, mostrandosi a tratti scorrevoli e a tratti ripetitivi, sebbene in generale siano da considerarsi ottime composizioni.
Unica pecca del lavoro è forse il master generale, che tende a compattare forse in maniera esagerata le sonorità, e soprattutto la voce, in alcune parti non amalgamata al resto della sezione ritmico – musicale.
In conclusione, a parer mio siamo di fronte ad un’ottima opera prima, che, senza eccesivo ottimismo, potrebbe rivelarsi il primo capitolo di una sorprendente carriera.
Tracklist:
01. Io mi do fuoco
02. Chillout
03. Sgattaiolo via
04. Superluna
05. Bolla
06. BlackOut
07. Se non fosse che
08. Musa






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