L I V E – R E P O R T


Articolo di Annalisa Fortin, immagini sonore © Gabriele Lugli

La temperatura mite di un caldo pomeriggio di Settembre, il fuggi fuggi per essere puntuali, il brusio dei presenti e poi il silenzio. E poi il silenzio viene riempito dalle note suadenti ed evocative di una tromba e di un bandoneon.
I Colli Euganei che si stagliano sempre più al tramonto racchiudono idealmente l’intimità di un concerto che rompe la frenesia autunnale, ridestando le orecchie, ma anche l’anima, dei presenti. L’esibizione in questione è di Paolo Fresu, trombettista di fama mondiale e persona umanamente splendida, in duo con Daniele Di Bonaventura, altro musicista e compositore eccellente.

Paolo Fresu termina una splendida esecuzione, appoggia la sua inseparabile tromba, vince la timidezza che lo caratterizza quando non suona e spiega simpaticamente al pubblico: “se la presenza del bandoneon vi ha indotto a credere che stasera ascolterete del tango, siete autorizzati a chiedere il rimborso del biglietto”. Il bandoneon, spiega il musicista, nasce come strumento per la musica sacra, in Germania. Con il mastodontico fenomeno dell’emigrazione, avvenuto nella Seconda guerra mondiale, approda in Argentina, divenendone rappresentativo.
Il duo artistico decide di omaggiare il pubblico con un repertorio non scontato, senza tralasciare l’importanza storica di alcune melodie e l’uso non popolare di strumenti poco consueti. Ad essere fuori dagli schemi non sono solo gli strumenti musicali, ma anche il contesto in cui tutto questo si sta svolgendo. Le persone sono distese su un prato o sedute su balle di fieno, hanno in mano un panino e un calice di vino. È il vino del vigneto che li sta ospitando, ovvero quello dell’Azienda Agricola Terre dei Borghi di Arquà Petrarca (Pd). Il concerto infatti fa parte di Viticulture, rassegna artistica che dal 2021 valorizza il territorio grazie al prezioso contributo che contadini e artisti portano su queste colline.

Il concerto proposto da questa bellissima collaborazione artistica è un viaggio tra mondi distanti che la musica accomuna sotto un unico denominatore poetico. Ascoltando queste melodie che spaziano dalla Bohème di Puccini, a pezzi degli stessi musicisti, all’inno nazionale del Cile, fino a brani di compositori d’oltre oceano, si percorrono strade parigine, si sente il tepore delle terre argentine, si percepisce la mestizia delle terre cilene e si riassapora il nostro romanticismo.
I due artisti inebriano il pubblico con un dialogo sottovoce, intenso e sospirato, con finali all’ultimo respiro. È il racconto di un sogno o forse di una storia, una storia di vita. Quella stessa vita che a volte distratti non vediamo, ma che ci è accanto proprio come un sussurro, una confidenza da ascoltare, un tramonto da guardare, un sorriso da cogliere o semplicemente una carezza da dare.

Mentre scrivo ascolto il cd In Maggiore, scaturito qualche anno fa da questa splendida collaborazione musicale, in cui sono raccolti molti brani del concerto. Mi accorgo che queste melodie spostano man mano l’asticella della suggestione, non in elevazione bensì in profondità. Questo perché la bellezza non è un concetto esclusivo per gli occhi, per l’apparenza, per l’esteriorità, come troppo spesso ci viene inculcato; è un concetto molto più ampio, profondo e a volte solo la musica ci riporta alla sua dimensione invisibile.

Una risposta a “Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura @ Viticulture, Arquà Petrarca (PD) – 17.09.23”

  1. […] Andrea Sabatino e Vince Abbracciante e ancora con Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura – vedi qui – tra i più conosciuti. Ma non posso certo omettere la parentesi estera di Guy Klucevsek e Dave […]

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