L I V E – R E P O R T
Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio
L’assenza di Annie Lennox, si sa, è di quelle che pesano tanto, ma vedere Dave Stewart da solo mi stuzzicava parecchio, vederlo rifare le canzoni degli Eurythmics ancora di più perché le sfide impossibili mi sono sempre piaciute e apprezzo molto chi è in grado di rimettersi in gioco. Non è facile sostituire una figura così iconica, che per certi versi ha segnato tanto lo stile e l’immaginario degli anni ’80, non vi nascondo che, quando ho tagliato per la prima volta i capelli cortissimi, ho subito pensato a lei, ma al di là dell’immagine, una voce unica nel suo genere. Per tutto il viaggio in metropolitana mi sono chiesta se avrebbe cantato Dave o si sarebbe portato dietro una nuova cantante. Come chitarrista e compositore tanto di cappello, davvero un dreams master, ma nelle vesti di cantante mai sentito… Seratina gelida a Milano con un vento che solleva le foglie morte ad altezza uomo, quindi quale migliore occasione per riscaldarla se non un bel concerto?

Giornate segnate da tragiche vicende di violenza sulle donne in Italia, ma anche un bel fermento, nel capoluogo meneghino, legato al ritorno di Madonna con due date che hanno distolto un po’ l’attenzione dagli altri eventi presenti in città: sarà per questo che il Teatro non è sold out, nonostante tra i presenti ci siano diversi vip, Saturnino e John Elkann, ed è un peccato che la sala non sia piena perché Stewart è un musicista con la M maiuscola, uno che ha anticipato i tempi, nell’uso dell’elettronica ad esempio, e nel saper dare il giusto valore alla sua partner, come lui forse solo Prince all’epoca, in un mondo, quello della musica, in cui i maschietti dominavano ampiamente. Nei primi anni ’80, che io ricordi, a parte Annie Lennox, Madonna e Whitney Houston non c’erano molte altre ad aver conquistato una fama mondiale nel pop, qualche meteora qua e là, ma le vere star erano loro. Quindi giusto per non smentirsi, si presenta sul palco con una band tutta al femminile di ben otto elementi, tra coriste, sezione ritmica, fiati e tastiere, una più bella dell’altra, ma soprattutto brave: la sassofonista è davvero da urlo nell’assolo di Lily Was Here.

Al resto ci pensa Dave, con il suo immancabile look in pelle, cappello a coprire parte del volto, soliti occhiali scuri, la sua acustica Takamine e quei riffettini che lasciano il segno, leggeri leggeri, ma sempre incisivi; una setlist da sogni, del resto il tour celebra il quarantesimo anniversario di Sweet Dreams e non poteva essere altrimenti. Aprono la scaletta le coriste con Never Gonna Cry Again e, sul secondo brano, This City Never Sleeps, sale sul palco il “direttore d’orchestra”, da lì un successo dietro l’altro, senza nessuna sosta, a ripercorrere l’intera carriera degli Eurythmics, fatta eccezione per Lily Was Here, che aveva inciso all’epoca con Candy Dulfer. Quasi tutti pezzi degli anni ’80, tranne la dolcissima I Saved The World Today, tratto dall’album Peace, che aveva segnato la reunion del gruppo nel 1999.

La giusta alternanza di momenti acustici, più intimi, e pezzi per scatenarsi con l’elettrica (una splendida Deusenberg e un’altrettanto scintillante Fender Stratocaster), alle spalle una bella scenografia che mescola immagini dal vivo a foto vintage di lui ed Annie a inizio carriera e, dalle dichiarazioni rilasciate nelle ultime interviste, in occasione della presentazione del progetto Who to Love, con i Mokadelic e Greta Scarano, forse non siamo gli unici ad avere nostalgia di quei tempi, visto che si è detto pronto a nuove possibili collaborazioni con l’amica di sempre. Sguardo sornione, dita tatuate che scorrono veloci sulla tastiera della chitarra e in ottima forma, per essere uno che ha appena compiuto 71 anni, tra un brano e l’altro intrattiene il pubblico con simpatici aneddoti, per il resto ci pensa la sua abilità tecnica e non è semplice per un chitarrista non eclissarsi in brani in cui i synth pompano pesantemente. The Miracle of Love uno dei momenti più emozionanti, ma tutto lo show è stato un susseguirsi di belle sensazioni che, alla fine, non hanno fatto pesare più di tanto l’assenza di Annie.

Inutile dire che il finale è stato davvero scoppiettante con la partecipazione di Rodrigo D’Erasmo, in veste di special guest in Here Comes The Rain Again, con un duello chitarra-violino appassionante, e in Sweet Dreams (Are Made of This); tutti in piedi a battere le mani e a cantare a squarciagola anche per Sisters Are Doin’It for Themselves, il famoso duetto con la compianta Aretha Franklin. Saremmo pure stati in pochi, ma vi assicuro che ci siamo fatti sentire!


















Setlist:
01. Never Gonna Cry Again
02. This City Never Sleeps
03. Love Is a Stranger
04. Who’s That Girl?
05. I Love You Like a Ball and Chain
06. I Need a Man
07. It’s Alright (Baby’s Coming Back)
08. Lily Was Here
09. I Saved the World Today
10. The Miracle of Love
11. There Must Be an Angel (Playing With My Heart)
12. Thorn in My Side
13. When Tomorrow Comes
14. Here Comes the Rain Again
15. When the Day Goes Down
16. Missionary Man
17. Would I Lie to You?
18. Sisters Are Doin’ It for Themselves
19. Sweet Dreams (Are Made of This)






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