A R T E U R B A N A


Articolo e immagini di Stefania D’Egidio

In principio era il cavalcavia Buccari, ingresso principale del quartiere, con il murale che ha dato il via al progetto di riqualificazione dell’Ortica, facendo nascere l’idea di un museo a cielo aperto, attraverso la collaborazione tra OrMe (Ortica Memoria) e il collettivo artistico Orticanoodles. Dipinto nel 2015 dai ragazzi delle scuole, facendo scegliere a loro le parole che meglio avrebbero rappresentato gli ideali di libertà e democrazia: non è un caso se ogni lettera ha una font differente, unica e diversa dalle altre, perché messe insieme tutte rendono il senso dell’azione finalizzata alla ricerca del bene collettivo.

Da allora, uno dietro l’altro sono arrivati nuovi murales ad abbellire i palazzi un po’ datati e le vie di quello che, in origine era un terreno agricolo (di qui il nome Ortica), divenuto poi polo industriale nel 1931, quando venne costruita la ferrovia che gli gira attorno. Un quartiere popolare dunque, il più piccolo di Milano, abitato prevalentemente da dipendenti delle ferrovie e da muratori, come testimoniato dalla presenza di circoli del dopolavoro, ma non solo, negli anni successivi anche artisti e persone che si sono distinte per quei guizzi geniali, che hanno reso grande l’imprenditoria italiana. Potremmo menzionare ad esempio Edoardo Bianchi, inventore delle celebri biciclette citate nel murale di via Tucidide, o Ferdinando Innocenti, con il marchio Lambretta impresso nel murale di via Ortica, nei pressi del ponte viola.

Da qualsiasi punto vogliate iniziare il vostro giro, non vi preoccupate, si fa tranquillamente in mezza giornata e avrete anche il tempo di fermarvi in una delle tante trattorie o osterie della zona. Lungo le vie potrete ripercorrere storie di lotte sociali, per il raggiungimento di diritti che, ormai, diamo per scontati, ma che sono costati anni e anni di proteste in piazza a chi è venuto prima di noi. Iniziamo da via Trentacoste, in prossimità del liceo linguistico, dove troviamo donne del ‘900 simbolo dell’emancipazione femminile. In via Pitteri in bella mostra, uno di fronte all’altro, la Madunina e la navata centrale del Duomo, mentre in via Rosso di San Secondo il murale Human, incentrato su storie di bambini sofferenti e persone emigrate.

Proseguendo nella mia passeggiata domenicale con un’amica che abita in zona, che chiamerò “la ragazza con la Smart”, per rispettarne l’anonimato, mi faccio raccontare un po’ del clima che si respira nel quartiere: mi dice che quando si è trasferita dalla provincia di Lodi, circa venti anni fa, l’Ortica era zona di pensionati, che si riunivano nel circolini a bere il bianchino o a giocare a bocce e che, successivamente, c’è stato il fisiologico ricambio generazionale, con l’arrivo di giovani coppie e di ragazzi stranieri, fino a diventare una realtà multietnica, che fa dell’inclusione la sua arma vincente. Se volessi descrivere il tutto con due parole sceglierei arte e musica, uno sguardo al passato e una mano tesa al futuro, splendido ad esempio il doppio murale sul cavalcavia di San Faustino, da un lato dedicato alla musica, con personaggi quali Vanoni, Gaber, Fo e lo stesso Jannacci, che in una sua celebre canzone parlava proprio di questa zona, e dall’altro dedicato al tema della legalità, con i volti di Walter Tobagi, Lea Garofalo, Giorgio Ambrosoli.

Subito dopo, in via San Faustino 5, vi troverete di fronte all’edificio della Cooperativa Edificatrice Ortica con il murale della Cooperazione, dedicato al Movimento Cooperativo Italiano e ai soci della sezione di Cinisello Balsamo, raffigurati mentre mostrano i quadri di Gesù e Karl Marx.

All’angolo con via Ortica, l’ultimo ad essere realizzato in ordine di tempo, inaugurato lo scorso ottobre, con i colori arcobaleno, raffigurante volti di personaggi noti per aver difeso i diritti umani: Patrick Zaki, Alda Merini, Franca Rame, Nilde Iotti, Margherita Hack, Marco Pannella, in totale circa duecento persone straordinarie che hanno avuto il coraggio di sfidare le convenzioni sociali. La scelta dei volti ha coinvolto diverse associazioni e ha permesso di trasformare la manifestazione Orticainfesta! in un vero e proprio festival e la zona in una “cittadella dei diritti universali, un luogo di incontro e confronto per chi condivide una visione del mondo egualitaria e dignitosa per tutti “.

Svoltato l’angolo sulla sinistra, prima un’opera a tema bucolico, per ricordarne le origini, poi il murale dedicato ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici: Teresa Noce ne è il volto simbolo, ma accanto a lei quello di tante altre donne, ritratte con il pugno alzato, e dei lavoratori uniti nello stesso corteo.

Avanti di duecento metri circa, subito dopo il ponte viola, nel tunnel, le opere dedicate alle due guerre mondiali, che si fronteggiano: a sinistra la prima guerra, con un omaggio agli Alpini e a Cesare Battisti, sul lato destro la seconda guerra, un modo per onorare la pace ricordandone gli orrori. Entrambi hanno la particolarità di essere stati realizzati con vernice speciale ecologica in grado di assorbire gli inquinanti atmosferici.

Procedendo verso via Tucidide vi imbatterete, invece, nel murale dedicato alla lotta antifascista, realizzato nel 2020 e raffigurante personaggi diversi tra loro per estrazione sociale, ma tutti accomunati dalla Resistenza al regime, scelti in collaborazione con Anpi, Aned, Anppia, Anpc e Bella ciao Milano. All’angolo con via Cavriana, in prossimità del Centro Sportivo Scarioni, 90 metri dedicati ad atleti come Gianni Rivera, Sandro Mazzola, Pietro Mennea, Bartali, Coppi, Compagnoni, Simeoni e tanti altri, mentre in via Corelli, sulla facciata dell’ex fabbrica Ginori una speciale menzione alla musica rap, con i volti di Ghali, Articolo 31 e Marracash. Se tutta questa arte dovesse mettervi fame, potete sempre fare un salto nel locale fiore all’occhiello del quartiere, la Balera dell’Ortica, ex dopolavoro per i dipendenti della ferrovia, rinata nel 2012 grazie alla famiglia Di Furia, dove potrete gustare i sapori di una cucina nostrana , ma anche partecipare a corsi di ballo, mercatini creativi e feste a tema anni ’50, tanto da essere diventato un luogo di culto per tutti gli appassionati di swing, boogie e rockabilly.

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